Inventare un testo con sequenze descrittive, riflessive, narrative e dialogiche
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.02.2026 alle 14:58
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 20.02.2026 alle 12:23
Riepilogo:
Scopri come inventare un testo con sequenze descrittive, riflessive, narrative e dialogiche per migliorare la scrittura e la comprensione 📝.
Una fresca mattina di settembre, Mario stava camminando lentamente verso la sua scuola. Le foglie degli alberi nei giardini pubblici cominciavano a tingersi di rosso e arancione, creando uno spettacolo meraviglioso che anticipava l'arrivo dell'autunno. Il cielo azzurro era punteggiato da qualche nuvola bianca e soffice, e l'aria era fresca e frizzantina.
Mario si fermò un attimo per osservare con attenzione i dettagli intorno a lui: il tremolio delle foglie al vento, il canto degli uccelli che si alzava dagli alberi, lo scricchiolio delle foglie secche sotto i suoi piedi. In quei brevi momenti, tutto sembrava perfetto e in armonia.
Mentre camminava, i suoi pensieri vagavano verso il primo giorno di scuola. Si chiedeva come sarebbero stati quest'anno i suoi compagni di classe. Sarebbero stati sempre gli stessi di prima o ci sarebbero state nuove aggiunte? Ma forse il pensiero che lo impegnava di più era quello di capire se quest'anno sarebbe riuscito a migliorare i suoi voti. L'anno precedente non era andato come sperava e i suoi genitori ne erano rimasti delusi. La pressione si sentiva tutta sulle sue spalle.
Finalmente arrivato davanti al portone della scuola, incontrò il suo amico Giuseppe, che lo salutò con un sorriso. "Pronto per un altro anno di avventure?" chiese, cercando di sollevargli il morale.
"Pronto è una parola grossa," rispose Mario con un mezzo sorriso. "Ma dobbiamo farcela, giusto?"
Entrambi varcarono la soglia dell'istituto e si avviarono verso la loro aula. La prima lezione era di matematica, una materia che Mario trovava particolarmente difficile. Tuttavia, il nuovo professore, il signor Rossi, sembrava avere un approccio diverso dal precedente.
Durante la lezione, il signor Rossi distribuì un foglio con una serie di problemi matematici. A differenza dei precedenti insegnanti, che imponevano solo esercizi meccanici, il signor Rossi spiegava il perché delle formule, affiancando teoria e pratica con continui riferimenti alla vita reale. Questo modo di insegnare catturò l'attenzione di Mario che cominciò a seguire con maggiore interesse.
"Quindi, ragazzi, ricordatevi," disse il signor Rossi con un tono pacato ma deciso, "la matematica è come uno strumento che ci permette di capire meglio il mondo che ci circonda. Non è solo una serie di numeri su un foglio."
Alla fine della lezione, Mario si sentiva un po' più fiducioso. Iniziare a vedere la matematica sotto una nuova luce era per lui una piccola vittoria personale. Durante la pausa, ne parlò con Giuseppe.
"Ci hai capito qualcosa di più oggi?" chiese Giuseppe, masticando una barretta di cereali.
"Sì, sembra che questo prof abbia un tocco in più," rispose Mario, sorridendo. "Magari quest'anno non sarà poi così male."
Il resto della giornata trascorse tra le varie materie e il ritrovarsi con i compagni di classe. La scuola stava lentamente riprendendo vita dopo la pausa estiva, e Mario si sentiva gradualmente più a suo agio.
Nel pomeriggio, tornando a casa, rifletté su quanto la giornata fosse stata positiva. Aveva percepito un cambiamento, non solo nelle lezioni, ma anche in se stesso. Forse quel nuovo modo di vedere la matematica poteva estendersi anche ad altre cose. Non era solo questione di voti, ma di capire realmente quello che stava studiando, di trovare un significato in ciò che faceva.
Arrivato a casa, trovò sua madre ad aspettarlo. "Come è andato il primo giorno?" gli chiese con un'espressione speranzosa.
"Bene, mamma. Penso che quest'anno potrebbe essere diverso, migliore," rispose Mario con un sorriso convinto. "Oggi ho capito che anche la matematica può essere affascinante."
Sua madre lo abbracciò, felice di vedere quel cambiamento nel figlio. Forse era solo il primo passo, ma ogni lungo viaggio inizia sempre con un piccolo passo. E quel giorno, Mario aveva iniziato il suo percorso con il piede giusto.
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