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Testo argomentativo: simulazione e strategie per la prima prova di maturità 2026

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 17.01.2026 alle 7:45

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Affronta il testo argomentativo: simulazione e strategie per la prima prova di maturità 2026; impara lettura documenti, piano, argomentazione e revisione.

Simulazione testo argomentativo prima prova maturità 2026

Guida pratica e ragionata alla tipologia B

Introduzione:

Affrontare la prima prova dell’esame di maturità rappresenta, per ogni studente italiano, una sfida non solo accademica ma anche personale: si tratta di dimostrare la propria capacità di ragionare criticamente, argomentare con metodo e confrontarsi con la complessità dei temi proposti. La tipologia B della prova, il testo argomentativo, richiede una metodologia attenta, che va ben oltre la semplice comprensione dei materiali forniti dal Ministero dell’Istruzione. In questa simulazione, voglio presentare un percorso originale e concreto per affrontare al meglio la traccia tipo B, con riferimenti culturali, consigli operativi e strumenti pratici immediatamente spendibili durante la prova.

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1. Prima Fase: Lettura e Comprensione dei Documenti

La fase iniziale è determinante. Molti studenti commettono l’errore di sottovalutare la lettura preliminare, pensando che basti una veloce scorsa. In realtà, occorre dedicare dai 20 ai 30 minuti alla lettura attenta di tutti i documenti proposti. Non si tratta solo di capire “di cosa parlano”, ma di individuare con lucidità:

- Tesi centrale di ciascun testo: Qual è il messaggio principale? - Destinatario: Il testo è pensato per un pubblico generico, per studenti, per esperti? - Tono: Si percepisce una vocazione polemica, informativa o persuasiva? - Tipologia delle prove: L’autore cita dati, porta esempi storici (magari riferendosi al Dopoguerra italiano o al boom economico degli anni Sessanta, come spesso fanno i saggi italiani), racconta aneddoti personali?

Durante questa lettura, conviene armarsi di matita, sottolineare termini chiave e disegnare veloci frecce o mappe mentali che colleghino temi e argomenti simili tra i vari testi. La connessione tra le fonti, infatti, fornisce spesso originali spunti di ragionamento e permette di integrare e confrontare i diversi punti di vista.

Non dimenticare di segnare a margine eventuali riflessioni personali o critiche: ad esempio, se leggendo Umberto Eco si coglie una nota ironica sugli effetti di Internet sul pensiero critico, si può appuntare “tecnologia e alfabetizzazione critica”.

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2. Seconda Fase: Pianificazione e Scelta della Tesi

Giunti all’organizzazione del testo, la parola d’ordine è chiarezza. Prima di tutto, occorre elaborare una tesi personale, centrata e precisa, non troppo generica (“La tecnologia è importante”), ma calata nel contesto dei materiali (“La tecnologia può democratizzare l’accesso alla cultura solo se accompagnata da un’adeguata formazione critica”). È preferibile impiegare una decina di minuti per scrivere la tesi in forma definitiva, perché tutto il successivo svolgimento dipenderà da questa scelta.

Segue la progettazione dello schema dell’elaborato: - Quantificare i paragrafi principali (3 “pilastri” argomentativi sono l’ideale). - Assegnare a ciascun paragrafo un argomento centrale (ad esempio, “Il ruolo della scuola nell’educazione digitale”, “La responsabilità dei media nel formare l’opinione pubblica”, “Il rischio della superficialità nell’era dei social”). - Inserire prove dai documenti e, dove possibile, esempi tratti dalla realtà italiana recente o dal proprio vissuto (ad esempio, l’impatto delle fake news durante le elezioni del 2018).

Solo dopo aver fissato questi punti, si può passare alla scrittura vera e propria. Una buona divisione del tempo potrebbe essere: - Lettura e schema: 1 ora - Stesura: 3,5-4 ore - Revisione: 30-45 minuti

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3. Struttura del Testo Argomentativo

Titolo:

Il primo biglietto da visita. Meglio evitare titoli banali o ovvi; preferire qualcosa di sintetico e d’impatto (“Alfabetizzazione Digitale: La Chiave per una Cultura Democratica”?).

Introduzione:

L’introduzione è il momento di “agganciare” il lettore. Si può cominciare con una domanda (“Come si forma oggi l’opinione pubblica?”), un riferimento storico (“Dalla stampa di Gutenberg ai social network, la circolazione delle idee non è mai stata così veloce”), o un dato citato da uno dei testi. Qui si esplicita il tema, si chiariscono i termini chiave (ad esempio, distinguere tra alfabetizzazione informatica e alfabetizzazione critica), si enuncia la propria tesi e si anticipano le direzioni argomentative che saranno sviluppate.

Corpo argomentativo (tre paragrafi consigliati):

- Primo paragrafo - Argomento portante: Si espone l’idea principale che sostiene la tesi, avvalendosi delle fonti. Ad esempio, se la traccia è sulla tecnologia e la cultura, si può sostenere che gli strumenti digitali hanno avvicinato le nuove generazioni alla letteratura (si pensi al lavoro di “#ioleggoperché” promosso da autori come Sandro Veronesi). - Secondo paragrafo - Approfondimento e confronto: In questo spazio si articolano ulteriori riflessioni, magari mettendo in dialogo voci diverse dei materiali. Ad esempio, mentre un testo evidenzia i rischi della superficialità in Rete, un altro sottolinea le possibilità offerte dai corsi online universitari, come quelli della piattaforma EduOpen lanciata in diversi atenei italiani. Qui è fondamentale mostrare senso critico e capacità di collegamento.

- Terzo paragrafo - Esempio concreto e apporto personale: Si può riportare un’esperienza recente, come il cambiamento della didattica a distanza durante la pandemia. Oppure, citare iniziative come “Lezioni di Costituzione” svolte in molte scuole italiane che hanno avvicinato i giovani ai temi della cittadinanza digitale.

Controargomentazione e confutazione (facoltativo):

Si possono presentare obiezioni (ad esempio, “La tecnologia crea dipendenze e isolamento”) e ribattere con argomenti fondati (“Se ben mediata dall’educazione, la tecnologia può invece favorire inclusione e scambio culturale, come dimostra il successo delle biblioteche digitali italiane attivate dopo il lockdown”).

Conclusione:

La parte finale deve essere incisiva, evitando di ripetere parola per parola quanto già detto. È il momento di ribadire la validità della tesi, magari collegandola a questioni attuali (si pensi al fenomeno dell’intelligenza artificiale e alla necessità di insegnare a navigare criticamente tra i contenuti). Una frase d’impatto (“Solo distinguendo tra informazione e manipolazione potremo essere davvero cittadini liberi”) può concludere il discorso.

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4. Uso Critico dei Documenti: Strategie Simboliche

Saper gestire il rapporto con le fonti è centrale nella valutazione ministeriale. Bisogna evitare la mera parafrasi: ogni elemento ripreso dai documenti va commentato, collegato alla propria tesi, magari mettendolo a confronto con altri autori italiani (Calvino, Sciascia, Saviano…). Le citazioni devono essere brevi e inserite nel flusso discorsivo, sempre seguite dalla propria interpretazione.

Importante anche il bilanciamento tra voci diverse: “Se l’autore X mostra entusiasmo per le risorse educative digitali, l’autore Y solleva dubbi sui rischi di manipolazione informativa.” La capacità di confronto, tipica della tradizione scolastica italiana (si pensi alle “tesine” o alle discussioni di Lettere), valorizza il pensiero critico dell’autore.

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5. Strategie di Argomentazione e Scelte di Stile

- Causa-effetto: spiegare, ad esempio, come la diffusione della lettura digitale abbia modificato le abitudini delle famiglie italiane nel ventennio recente. - Valutativa: pesare rischi e benefici dell’integrazione delle nuove tecnologie nella scuola pubblica. - Analogia: confrontare il ruolo educativo dei mezzi di comunicazione nei diversi periodi (ad esempio, il passaggio dalla televisione di Stato degli anni ’70 ai social network odierni). - Propositiva: suggerire soluzioni concrete, come corsi di formazione obbligatori per docenti e studenti sull’uso responsabile dei media. - Esemplificativa: richiamare dati o casi noti (quali il dibattito sulle fake news in occasione di elezioni e referendum italiani).

L’alternanza tra ragionamento logico, esempi concreti e riferimenti culturali è uno dei tratti che distingue i migliori saggi argomentativi nella tradizione dei licei italiani.

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6. Consigli stilistici e lessicali

Mantenere uno stile formale ma non artificioso. Varietà lessicale e sintattica sono elementi premianti, ma senza barocchismi inutili. Connettori logici (“Inoltre”, “Quindi”, “Tuttavia”, “Perciò”) danno coesione ai paragrafi. Le domande retoriche possono tenere il lettore “sveglio”, ma vanno dosate.

No ai riassunti prolissi e alle citazioni prive di commento; sì a paragrafi centrati e coesi, ognuno con una “topic sentence” che ne orienti lo svolgimento.

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7. Revisione finale: una tappa obbligata

Terminata la scrittura, occorrono almeno trenta minuti per rileggere. Verificare che la tesi sia chiara in apertura e coerente in tutto l’elaborato, che ogni paragrafo sia strutturato (inizio, sviluppo, collegamento), che le fonti siano adeguatamente commentate e che la grammatica sia impeccabile (attenzione a concordanze e punteggiatura!). Solo a questo punto il compito può dirsi “pronto per la consegna”.

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Conclusione: la maturità come occasione di crescita

La prova argomentativa non è solo un esercizio stilistico, ma un momento di educazione alla cittadinanza, al pensiero critico e alla responsabilità culturale, valori profondamente radicati nella scuola e società italiane. Che il tema sia l’etica dell’informazione, il ruolo delle nuove tecnologie, la tutela ambientale o le sfide del lavoro e dell’automazione, resta fondamentale la capacità di sostenere una posizione alla luce di argomenti rigorosi, esempi concreti e dati attuali.

Organizzazione, chiarezza e personalizzazione sono le chiavi del successo nella tipologia B della maturità. Prepararsi a questa prova significa allenarsi a pensare e scrivere “da cittadini”, in modo logico e con spirito critico, proprio come chiede la miglior tradizione umanista italiana, che da Dante ai nostri giorni pone la riflessione e il confronto al centro della formazione.

Buon lavoro, e soprattutto, buona riflessione.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Come si struttura un testo argomentativo per la prima prova maturità 2026?

Un testo argomentativo si struttura con titolo, introduzione, tre paragrafi principali, eventuale controargomentazione, conclusione. Ordine e chiarezza facilitano la comprensione e la coerenza dell’elaborato.

Quali strategie usare nella simulazione testo argomentativo prima prova maturità 2026?

Le strategie includono lettura attenta dei documenti, stesura della tesi personale, scelta di esempi concreti, confronto tra fonti e revisione accurata. Ogni passaggio va pianificato nei tempi.

Come scegliere la tesi nel testo argomentativo prima prova maturità 2026?

La tesi deve essere personale, precisa e strettamente collegata ai documenti proposti, evitando giudizi generici e puntando su un argomento ben definito.

Qual è l’importanza della revisione nel testo argomentativo prima prova maturità 2026?

La revisione è fondamentale per controllare coerenza, correttezza grammaticale, chiarezza della tesi e commento adeguato delle fonti. Consente di consegnare un elaborato di qualità.

Che differenze ci sono fra testo argomentativo e riassunto nella prima prova maturità 2026?

Il testo argomentativo richiede opinione personale, confronto critico e utilizzo di fonti; il riassunto si limita a esporre i contenuti in modo neutro e sintetico.

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