Maturità 2023: traccia sul centenario della Riforma Gentile
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Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 15.01.2026 alle 14:22

Riepilogo:
La Riforma Gentile (1923) fu elitaria e selettiva; oggi la scuola mira all’inclusione e al diritto allo studio sancito dalla Costituzione.
Maturità 2023: possibile traccia per i 100 anni della Riforma Gentile
Introduzione
L’Esame di Stato, comunemente detto “Maturità”, rappresenta per ogni studente italiano un momento cruciale: non solo sigilla la fine dei cinque anni di scuola superiore, ma consente anche di misurare realmente le proprie competenze critiche e argomentative. In vista della Maturità 2023, tantissimi studenti, professori e addetti ai lavori si interrogano sulle tracce più probabili per la prima prova scritta, tradizionalmente ricca di riferimenti ad anniversari e ricorrenze storiche. Queste scelte non sono casuali: servono a stimolare riflessioni profonde e ad attualizzare temi fondamentali per la comprensione del nostro tempo e della nostra identità nazionale.Quest’anno ricorre il centenario della Riforma Gentile (1923-2023), un evento fondamentale per la storia della scuola italiana. Non è raro che il Ministero proponga tracce legate ad anniversari di quel peso: basti pensare all’orientamento sulla prima guerra mondiale nel centenario del 2015, o alle riflessioni sulla Costituzione nel 2018, per i suoi settant’anni. La riforma promossa da Giovanni Gentile non è solo una questione di storia della scuola, ma porta con sé riflessioni su inclusione, diritto allo studio, discriminazione sociale e cambiamento culturale. Analizzare questo tema oggi, nel centenario, non significa solo studiare il passato: è un’occasione per interrogarsi, in modo attuale e sentito, sul significato e sul ruolo dell’istruzione pubblica nel nostro Paese.
I. Cos’è la Riforma Gentile?
1. Contesto storico e politico
Nel 1923, Giovanni Gentile – filosofo dell’idealismo attualista, autore di opere come “La riforma della dialettica hegeliana”– viene chiamato da Benito Mussolini a realizzare una profonda revisione del sistema scolastico italiano. In qualità di Ministro dell’Istruzione, Gentile agì secondo principi che rispecchiavano sia il suo pensiero filosofico idealista (che vedeva la scuola come il luogo della formazione della coscienza dell’individuo) sia il progetto politico del nuovo regime fascista, che mirava a rafforzare la selezione di una nuova classe dirigente fedele allo Stato.Non va dimenticato che la Riforma non nasce in un contesto neutro: l’Italia, appena uscita dalla Grande Guerra e in piena ascesa del fascismo, aveva bisogno di “ricostruire” non solo fisicamente ma anche idealmente la propria società. La scuola diventa, nelle mani di Gentile e del regime, uno strumento poderoso di selezione e di legittimazione del potere.
2. Obiettivi e principi fondanti
Il cuore della Riforma Gentile si basa su una visione profondamente elitaria e, si può dire, classista della scuola. L’istruzione superiore, infatti, doveva essere riservata agli studenti “meritevoli”, cioè i più talentuosi o i più dotati dal punto di vista economico. Le famiglie meno abbienti, spesso, non potevano permettersi di mandare i figli alle scuole superiori o, ancor più, all’università. Le donne venivano sistematicamente escluse o indirizzate verso percorsi formativi “femminili”, destinati quasi esclusivamente all’insegnamento elementare o ad attività considerate socialmente compatibili con il ruolo femminile dell’epoca.Nel disegno di Gentile, la scuola doveva selezionare, non includere. La funzione sociale dell’istruzione era quella di distinguere, dividere chi aveva diritto a “salire” ai gradi più alti e chi doveva essere avviato al lavoro manuale o tecnico. In questo senso, la Riforma si opponeva all’ideale democratico, che voleva una scuola accessibile a tutti.
II. Caratteristiche tecniche e organizzazione della scuola secondo la Riforma Gentile
1. Struttura della scuola elementare
Con la Riforma vengono introdotti per la prima volta in Italia l’obbligo scolastico fino a 14 anni e una divisione della scuola elementare in tre gradi: inferiore (primi tre anni), medio (successivi tre anni) e, in alcune località, un grado superiore di due anni. Questa novità, benché rivoluzionaria a livello normativo, non risolse subito le pesanti disparità tra Nord e Sud, tra città e campagna. Tuttavia, rappresentò un primo – seppur elitario – tentativo di ampliamento della base formativa.La funzione della scuola elementare era formare i futuri cittadini conferendo le basi minime di cultura e, per la massa, assicurare un livello sufficiente di alfabetizzazione, lasciando però aperta la porta all’abbandono precoce o all’inserimento anticipato nel mondo del lavoro.
2. Scuola media e superiore
Gentile propose una scuola secondaria divisa in numerosi indirizzi: il Ginnasio–Liceo Classico (considerato il percorso d’eccellenza, “regina” delle scuole superiori), il Liceo Scientifico (subordinato per molti aspetti al primo), il Liceo Femminile, l’Istituto Tecnico, l’Istituto Magistrale e la scuola complementare professionale, quest’ultima destinata ai ceti popolari.Vi era netta separazione di genere: il Liceo Femminile e l’Istituto Magistrale si rivolgevano esclusivamente alle ragazze; il resto alle famiglie benestanti, pressoché esclusivamente maschili. Sul piano didattico, la riforma introduce la regola del voto minimo di 6/10 e di 8/10 per la condotta, segno di una disciplina scolastica rigorosa, mentre agli studenti che non raggiungevano la sufficienza veniva concessa una sessione di esami di recupero a settembre. Nel corso di tutto il percorso, al massimo si potevano subire due bocciature; la terza sarebbe stata definitiva.
3. Accesso all’Università e primato del Liceo Classico
Il Liceo Classico emergeva come la via privilegiata – anzi, quasi obbligata – per accedere a ogni facoltà universitaria: Lettere, Filosofia, Giurisprudenza, Medicina, persino Matematica e Scienze, ignorando il fatto che molti studenti, per ragioni di inclinazione e di contesto, non avessero i mezzi necessari per affrontare un simile percorso. I diplomati del Liceo Scientifico, invece, venivano esclusi da numerose facoltà umanistiche. Sui diplomati degli Istituti Tecnici e Professionali calava una vera e propria barriera: erano, di fatto, esclusi dall’accesso universitario.Questo assetto accentuò le disuguaglianze: le famiglie meno abbienti e le donne risultavano penalizzate, rendendo la scuola superiore un lusso per pochi e cristallizzando la scuola come luogo di mantenimento e rafforzamento delle disuguaglianze sociali e di genere.
4. Altri aspetti della riforma
Oltre al disegno strutturale, la Riforma Gentile introdusse l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica – allora religione di Stato – in tutte le scuole elementari, e in seguito anche in quelle superiori, specie dopo i Patti Lateranensi del 1929 tra Mussolini e il Vaticano. L’uso ufficiale della lingua italiana come unico veicolo didattico mirava a rafforzare l’identità nazionale, ma venne previsto anche il diritto, su richiesta delle famiglie, di insegnare una seconda lingua nelle aree di minoranza linguistica (ad esempio in Alto Adige o in Friuli). Si tratta di un aspetto spesso poco noto, ma rilevante per cogliere la complessità della riforma e le sue contraddizioni.III. Il diritto allo studio: dalla Riforma Gentile alla Costituzione Italiana
1. Evoluzione dopo la Seconda Guerra Mondiale
Il secondo dopoguerra porta una profonda trasformazione. La scuola, specialmente negli anni del boom economico, diventa uno strumento di emancipazione sociale e culturale. I tassi di alfabetizzazione salgono, il percorso obbligatorio si allunga, milioni di italiani provenienti dalle campagne trovano nella scuola la via per una vita migliore.2. Articolo 34 della Costituzione Italiana
La nuova Costituzione, promulgata nel 1948, sancisce principi opposti a quelli gentiliani: “La scuola è aperta a tutti.” L’istruzione inferiore diventa obbligatoria e gratuita per almeno otto anni. Si afferma, per la prima volta, che “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Lo Stato si impegna concretamente a rimuovere gli ostacoli economici con borse di studio, assegni alle famiglie e altre forme di provvidenza, così da garantire pari opportunità.3. Confronto critico con la Riforma Gentile
La Riforma Gentile concepiva la scuola come strumento per selezionare una futura classe dirigente; la Costituzione, invece, la trasforma in un diritto universale, inclusivo e antidiscriminatorio. Cambia non solo l’architettura del sistema, ma soprattutto la sua funzione: da esclusiva a inclusiva. L’obbligo scolastico si innalza progressivamente (oggi a 16 anni), e ogni discriminazione per censo, origine o sesso viene eliminata. La scuola, da luogo di separazione, diventa fucina di cittadinanza, integrazione e mobilità sociale.IV. Proposta di tema argomentativo sulla Riforma Gentile per la Maturità 2023
1. Argomento possibile e svolgimento
Una traccia molto probabile per la prossima Maturità potrebbe essere: “Il diritto allo studio e la sua evoluzione dal 1923 a oggi: riflessioni sulla Riforma Gentile e la Costituzione Italiana”. Il candidato dovrebbe mostrare la propria capacità di analizzare criticamente il modello gentiliano come sistema chiuso, elitario e – per certi versi – discriminatorio, raffrontandolo con i principi democratici e progressisti della Costituzione. È fondamentale inquadrare la riforma in quei decenni di grandi cambiamenti politici (Regno d’Italia, fascismo, unità nazionale, ricostruzione post-bellica).2. Citazione e importanza di don Lorenzo Milani
Per arricchire il discorso, si può portare l’esempio di don Lorenzo Milani, sacerdote e pedagogo che negli anni ’60 – con la celebre “Lettera a una professoressa” – si fece portavoce di una “scuola per tutti”, inclusiva, capace di accogliere “gli ultimi”. A Barbiana, sulle colline toscane, Milani propose un modello antitetico a quello gentiliano: la scuola come luogo di uguaglianza, confronto, superamento delle disuguaglianze. Non a caso, Milani scriveva: “La scuola siede tra il banco del ricco e quello del povero”. Questo messaggio si pone in radicale alternativa all’elitarismo della scuola fascista.3. Riflessioni personali
Sfruttare questa traccia significa interrogarsi sul presente: il diritto allo studio è davvero garantito a tutti oggi? Ancora oggi esistono aree del Paese in cui l’abbandono scolastico è preoccupante, e non mancano differenze tra Nord e Sud, tra città e periferia, tra studenti italiani e stranieri, o tra studenti con e senza disabilità. È su queste contraddizioni che uno studente maturo può portare una riflessione personale, magari proponendo idee per migliorare l’effettiva inclusione e la qualità della scuola pubblica.V. Consigli utili per scrivere un testo argomentativo sulla Riforma Gentile
1. Organizzazione del testo
Per affrontare efficacemente la traccia, è importante suddividere il testo in sezioni chiare: un’introduzione che illustri l’argomento e ne spieghi l’attualità, uno sviluppo articolato in paragrafi tematici (riforma, Costituzione, confronto critico, esempi storici), e una conclusione capace di sintetizzare e rilanciare la riflessione. L’uso corretto di connettivi (“tuttavia”, “pertanto”, “d’altronde”, “inoltre”) garantisce fluidità e coerenza.2. Elementi da includere
Bisogna citare almeno una fonte normativa (ad esempio l’art. 34 della Costituzione), portare esempi concreti (la discriminazione femminile, l’accesso universitario ristretto), e arricchire il testo con riferimenti a figure chiave (Gentile stesso, don Milani). Se si riesce, anche l’uso di dati o cenni statistici (come il tasso di alfabetizzazione del 1921 comparato a quello attuale) dimostrano maturità critica.3. Stile e lessico
Meglio un registro formale, ma non ampolloso. Frasi troppo lunghe o tortuose possono appesantire la lettura: meglio preferire periodi brevi e incisivi. Il lessico dovrà essere vario, evitando ripetizioni, e con frequente uso di sinonimi per i concetti centrali (istruzione, scuola, diritto, ecc.).4. Verifica finale
Prima di consegnare, conviene sempre rileggere tutto il tema per verificare errori grammaticali o ripetizioni, controllare la coerenza logica dell’argomentazione e assicurarsi che la tipologia B, quella del testo argomentativo, sia rispettata.VI. Ulteriori spunti e materiale di supporto
Per allenarsi, suggerisco uno sguardo a temi argomentativi proposti negli anni passati dalla commissione MIUR, o a simulazioni disponibili online. L’ascolto di un podcast sulla storia dell’alfabetizzazione italiana, soprattutto nell’Italia post-unitaria, può aiutare a contestualizzare meglio lo sviluppo della scuola pubblica. La lettura di passi scelti da Gentile stesso o dalla “Lettera a una professoressa” di don Milani permette di appropriarsi di citazioni e riflessioni da spendere nella prova.Conclusione
La Riforma Gentile, con la sua storia complessa e le sue luci e ombre, ha segnato profondamente la scuola italiana. Il centenario offre l’occasione di riflettere – non solo come studenti ma come cittadini – sul ruolo della scuola: una scuola che seleziona o una scuola che accoglie? Ripercorrere la distanza che ci separa da quell’impostazione così elitaria e autoritaria permette di valorizzare le conquiste della nostra Costituzione, ma anche di vedere quanto rimanga ancora da fare per una reale uguaglianza.La traccia su Gentile, quindi, non è solo un pretesto storico ma un invito alla responsabilità: conoscere il passato per riconoscere le sfide attuali e giocare un ruolo attivo nel migliorare la scuola di oggi e di domani.
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Nota finale: In preparazione all’esame, creare una scaletta chiara e allenarsi su più simulazioni aiuta ad acquisire sicurezza. Mettere sempre al centro il diritto allo studio, la riflessione critica, e il confronto tra passato e presente sono le chiavi per un elaborato di valore alla Maturità 2023.
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