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Differenze tra il DSM-IV e il DSM-5: La sostituzione del termine "ritardo mentale" con "disabilità intellettiva

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 14:54

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Scopri le differenze tra DSM-IV e DSM-5 e come la sostituzione di "ritardo mentale" con "disabilità intellettiva" cambia la diagnosi.📚

Il DSM, acronimo di "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders", è un testo fondamentale nella psichiatria mondiale. Pubblicato dall'American Psychiatric Association (APA), il DSM fornisce criteri standardizzati per la diagnosi delle condizioni mentali. Nel corso degli anni, diverse edizioni di questo manuale hanno segnato cambiamenti significativi sia nella terminologia che nel modo di classificare le malattie mentali. Un esempio rilevante di queste modifiche si osserva passando dal DSM-IV al DSM-5.

Il DSM-IV, pubblicato nel 1994, era una delle pietre miliari per le diagnosi psichiatriche degli anni '90 e 200. Tuttavia, con l'evoluzione delle conoscenze in campo medico e psicologico, si è reso necessario un aggiornamento, portando alla pubblicazione del DSM-5 nel 2013. Questa nuova edizione ha introdotto vari cambiamenti, tra cui la revisione del termine "Ritardo Mentale", che è stato sostituito con "Disabilità Intellettiva".

L'aggiunta del termine "Disabilità Intellettiva" nel DSM-5 non ha solo cambiato la nomenclatura, ma anche il modo in cui questa condizione viene compresa e affrontata. Il termine "Ritardo Mentale" era spesso percepito come stigmatizzante e riduttivo, legato a un'idea di staticità e di inesorabile incapacità. Al contrario, "Disabilità Intellettiva" riflette una comprensione più nuancèe e progressiva della condizione, ponendo l'accento su una prospettiva multidimensionale che riconosce l'importanza del supporto e dell'inclusione sociale. Questo cambiamento terminologico si inserisce in un più ampio contesto globale volto a ridurre lo stigma associato alle condizioni psichiatriche.

Uno degli obiettivi principali del DSM-5 era proprio quello di allinearsi meglio con la terminologia utilizzata a livello internazionale, come quella proposta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La scelta di optare per "Disabilità Intellettiva" rispecchia un tentativo di armonizzare le definizioni usate nei diversi manuali diagnostici, rendendo più coerente la comunicazione tra professionisti della salute mentale a livello globale.

Oltre al cambiamento del termine, il DSM-5 ha apportato significative modifiche nelle modalità di diagnosi della disabilità intellettiva. Nel DSM-IV, la diagnosi si basava principalmente su una valutazione quantitativa delle capacità cognitive, spesso misurata attraverso il Quoziente Intellettivo (QI). Questa metodologia riduceva il complesso quadro della disabilità intellettiva a un mero numero, non tenendo sufficientemente conto delle capacità adattive e delle esigenze individuali delle persone.

Il DSM-5, invece, propone un approccio più ritagliato sulla persona, che oltre al punteggio del QI, pone grande enfasi su criteri qualitativi di funzionamento adattivo. Il funzionamento adattivo si riferisce alla capacità di una persona di affrontare le richieste quotidiane della vita, suddivise in tre principali domini: concettuale, sociale e pratico. Questo approccio complesso consente di avere una visione più completa delle difficoltà che una persona può incontrare, ma anche delle sue potenzialità. Così facendo, si vuole mettere in luce non solo ciò che manca o che è deficitario nelle persone con disabilità intellettiva, ma anche ciò che è possibile migliorare attraverso appropriati interventi e supporti.

Questa revisione diagnostica è stata accolta con favore, poiché offre una maggiore flessibilità nell'individuare le reali necessità delle persone con disabilità intellettiva, aprendo la strada a interventi più personalizzati. Piuttosto che limitarsi a classificazioni rigide, viene data maggiore attenzione alle specifiche sfide e ai bisogni individuali, promuovendo una migliore qualità della vita.

La riformulazione di criteri e nomenclatura rispecchia le innovazioni teoriche e pratiche delle ultime decenni in ambito psichiatrico e psicopedagogico. Gli sviluppi nella ricerca hanno evidenziato che molte delle limitazioni vissute dalle persone con disabilità intellettiva possono essere mitigate grazie a interventi educativi, supporto sociale e inclusione lavorativa. Tale cambiamento di paradigma è stato tradotto nel DSM-5, che riflette un riconoscimento delle potenzialità di crescita e miglioramento continuo delle persone.

In Italia, l'adozione del DSM-5 ha avuto importanti ripercussioni sia a livello clinico che nella formazione dei professionisti della salute mentale. La nuova terminologia e i criteri diagnostici sono stati integrati nei programmi di formazione, promuovendo un approccio più empatico e meno stigmatizzante verso coloro che vivono con disabilità intellettiva. Questo rappresenta un passo avanti non solo nella medicina, ma anche nella società, che è ora chiamata a vedere la disabilità mentale oltre i preconcetti e le etichette del passato.

In conclusione, la transizione dal DSM-IV al DSM-5 rappresenta non solo un cambiamento terminologico, ma anche un vero e proprio passo avanti verso una società più inclusiva. La sostituzione del termine "Ritardo Mentale" con "Disabilità Intellettiva" è un segno tangibile di questa evoluzione, indicando una direzione che mira al rispetto, alla comprensione e alla valorizzazione delle persone indipendentemente dalle loro capacità cognitive. In questo modo, il nuovo manuale diagnostico si propone come uno strumento non solo di diagnosi, ma anche di inclusione e di speranza per il futuro.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono le differenze tra DSM-IV e DSM-5 sul termine ritardo mentale?

Nel DSM-IV si usava il termine "ritardo mentale", mentre il DSM-5 adotta "disabilità intellettiva", con un approccio più inclusivo e meno stigmatizzante.

Perché il DSM-5 sostituisce ritardo mentale con disabilità intellettiva?

Il DSM-5 sostituisce "ritardo mentale" con "disabilità intellettiva" per ridurre lo stigma e allinearsi alle terminologie internazionali più rispettose.

Come cambia la diagnosi della disabilità intellettiva dal DSM-IV al DSM-5?

Il DSM-IV basa la diagnosi sul QI; il DSM-5 invece valuta anche il funzionamento adattivo in ambito concettuale, sociale e pratico.

Qual è il ruolo del funzionamento adattivo nel DSM-5?

Il funzionamento adattivo è centrale nel DSM-5 per diagnosticare la disabilità intellettiva, considerando le capacità nelle sfere concettuale, sociale e pratica.

Che impatto ha avuto il DSM-5 sulla formazione in Italia riguardo la disabilità intellettiva?

L'introduzione del DSM-5 ha aggiornato formazione e pratiche cliniche, promuovendo un linguaggio meno stigmatizzante e criteri più moderni.

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