La mia storia linguistica è iniziata fin dalla culla: una riflessione su questo inizio
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 12.01.2026 alle 12:46
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 22.05.2025 alle 18:54
Riepilogo:
Scopri la mia storia linguistica dalla culla: riflessione su come il multilinguismo ha formato identità, motivazione e strategie di studio per studenti.
Il mio viaggio attraverso il mondo delle lingue è cominciato con una sensazione di dissonanza, un'inconsapevole resistenza che, nonostante tutto, mi ha portato in avventure che hanno ampliato i miei orizzonti in modi che non avrei mai sospettato.
Nascere in un contesto multilingue è un'esperienza che, se da una parte arricchisce, dall'altra può confondere. Figlio di una famiglia italiana con legami frondosi che si allungano fino in Francia e in Inghilterra, ho ascoltato una varietà di suoni sin dalla culla. Tuttavia, l'inizio della mia storia linguistica è stato tutt'altro che piacevole. In verità, inizialmente vedevo la diversità linguistica più come un ostacolo che come un'opportunità. Mi sentivo smarrito, circondato da codici che faticavo a decifrare e che non riuscivo a collocare nel mio mondo di bambino. Questo sentimento di smarrimento mi ha accompagnato per gran parte della mia infanzia, costringendomi a cercare una mia identità in un universo verbalmente complesso e frastagliato.
Durante i miei primi anni di scuola, l'italiano mi sembrava l'unica ancora di salvezza in un mare di parole straniere. Mi aggrappavo a questa lingua come a un'ancora nelle acque tumultuose della comunicazione familiare. Tuttavia, quando iniziai a frequentare la scuola secondaria, il mondo cominciò ad allargarsi ulteriormente. Le competenze linguistiche, un tempo scudo difensivo, diventarono essenziali ponte di collegamento con gli altri. E non solo: la scuola secondaria mi ha costretto a confrontarmi con l'inglese, una lingua che non sentivo parte di me e che, in un primo momento, rifiutavo con un misto di testardaggine e timore reverenziale.
Fu solo in seguito, grazie al sostegno di un'insegnante appassionata e indipendente dai metodi tradizionali, che iniziai a percepire le parole inglesi come altro rispetto a polverosi frammenti di sintassi e grammatica. La mia insegnante, attraverso esperienze pratiche e contenuti culturali, mi fece intuire che le lingue non sono solo un insieme di suoni, ma un ponte verso mondi e culture che aspettano solo di essere esplorati. Fu in quel momento che qualcosa dentro di me cambiò. Lentamente cominciai a decostruire la mia diffidenza verso le lingue, scoprendo una passione intellettuale che non avrei mai immaginato di possedere.
Spinta dalla nuova intraprendenza, mi lanciai nello studio autonomo del francese, lingua delle origini di una parte della mia famiglia, con il desiderio di comprenderne non solo le strutture, ma anche le sottigliezze culturali. La letteratura francese, con autori come Molière e Balzac, diventò un altro universo da scoprire e un'importante chiave per entrare in connessione con le mie radici. Mi resi conto che la lingua era più di uno strumento comunicativo: era un modo per riscoprire frammenti di identità familiare e personale che giacevano sopiti.
Allo stesso tempo, la mia esposizione alla lingua e cultura inglese mi aprì a un altro mondo, fatto di musica, letteratura e innovazioni tecnologiche. Cominciai a leggere libri in inglese, immergendomi nelle storie di autori anglofoni da J.K. Rowling a George Orwell, e capii che ogni lingua spalanca porte verso mondi nuovi, a patto di avere la pazienza e la volontà di superare il naturale timore dell'ignoto.
Questo percorso di scoperta linguistica ha radicalmente mutato la mia percezione delle lingue. Non vedo più le differenze linguistiche come barriere, ma come opportunità di crescita personale e comunicativa. Le lingue mi hanno reso più consapevole del mondo che mi circonda, insegnandomi l'importanza dell'apertura mentale e della curiosità come strumenti essenziali di crescita e comprensione.
Col senno di poi, quello che inizialmente percepivo come un'infanzia caotica, linguistica ed emotiva, si è rivelato essere il terreno fertile per uno sviluppo personale inaspettato. La mia storia linguistica, iniziata con una frase che non apprezzavo, è diventata la piattaforma dalla quale sono partito verso esplorazioni sempre più avvincenti, una trasformazione continua che non si esaurisce mai, ma evolve con me. Questo è un viaggio che ora accolgo con entusiasmo, certo che mi porterà verso nuove scoperte e realizzazioni.
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