Autobiografia linguistica: Origini e influenze"
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 6.02.2026 alle 15:17
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 5.02.2026 alle 11:38
Riepilogo:
Scopri le origini e le influenze della tua autobiografia linguistica per comprendere la diversità e l’evoluzione della tua esperienza con le lingue.
La mia storia linguistica è iniziata fin dalla culla, immersa nei suoni affettuosi della lingua italiana. Crescendo in una famiglia di origini meridionali, con mamma pugliese e papà sardo, ho avuto l'opportunità di vivere un'esperienza linguistica ricca e diversificata.
Fin dalla mia infanzia, non solo l'italiano standard mi era familiare, ma anche le diverse inflessioni dialettali che i miei nonni portavano con loro. Le conversazioni in dialetto pugliese dei nonni materni e le espressioni sarde di quelli paterni s'intrecciavano con l'italiano che imparavo a scuola, infondendomi una comprensione profonda della varietà presente nella mia lingua madre.
Il mio primo incontro con una lingua straniera è avvenuto durante l'asilo e i primi anni delle elementari, quando ho iniziato a familiarizzare con l'inglese. Ricordo vividamente la nostra insegnante che, con entusiasmo, ci faceva cantare "Head, Shoulders, Knees and Toes". Questa canzone, semplice ma straordinariamente efficace, ci ha insegnato le parti del corpo in modo giocoso. Attraverso la melodia e il movimento, ho iniziato a sviluppare una prima comprensione del suono e del ritmo dell'inglese, anche se in maniera elementare.
L'inglese ha continuato ad accompagnarmi negli anni successivi. Tuttavia, durante le medie, un'altra lingua ha iniziato a occupare un posto speciale nel mio cuore: lo spagnolo. La sua somiglianza con l'italiano rendeva l'apprendimento quasi naturale per me. Inoltre, la lingua si legava al mio amore per la musica: ascoltavo frequentemente canzoni di artisti spagnoli o latinoamericani che spopolavano nelle classifiche internazionali. Le melodie e le storie narrate dai testi stimolavano la mia curiosità e mi spingevano a migliorare la comprensione della lingua.
Mi affascinava come la struttura delle frasi e la musicalità delle parole spagnole riecheggiassero l'italiano. Questo legame mi portava a studiare lo spagnolo con entusiasmo. Tuttavia, alle scuole superiori, il mio rapporto con lo spagnolo si è affievolito. I nuovi impegni scolastici e il cambiamento delle materie di studio hanno lasciato poco spazio per coltivare questa passione.
Ora, alle superiori, sono di nuovo concentrato principalmente sull'inglese, ma in una forma diversa rispetto al mio primo incontro con "Head, Shoulders, Knees and Toes". Lo studio dell'inglese è diventato più strutturato e complesso, assimilabile a qualsiasi altra materia scolastica. Mi rendo conto dell'importanza cruciale che l'inglese riveste nel contesto globale odierno, sia accademico che lavorativo. Tuttavia, la mia motivazione spesso risiede nella necessità piuttosto che nella pura passione.
Riconosco che la padronanza dell'inglese rappresenta una chiave per accedere a un vasto mondo di conoscenze e opportunità. È essenziale per viaggiare, lavorare e comunicare con gente di tutto il mondo. Nonostante ora lo percepisca come un compito necessario, mi sforzo di riscoprire la bellezza della lingua anche al di fuori dell'ambito scolastico, cercando di riconnettermi con l'entusiasmo che avevo da bambino.
In conclusione, il mio viaggio linguistico è in continua evoluzione. Dalla scoperta delle radici dialettali meridionali, passando per le prime note dell’inglese cantato e la dolce sintonia con lo spagnolo, fino allo studio più rigoroso dell'inglese odierno, ogni fase ha contribuito a costruire il mio rapporto con le lingue. Mi rendo conto che non sono solo strumenti di comunicazione, ma anche ponti verso culture diverse. Mi impegno a mantenerle vive e a migliorarle, consapevole del ruolo cruciale che rivestono nella mia formazione e nel mio modo di vedere il mondo.
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