Tema argomentativo sulla morte: Le idee di Foscolo e Manzoni a confronto
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 18:14
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 11:42
Riepilogo:
Confronta le idee sulla morte di Foscolo e Manzoni: guida per un tema argomentativo che spiega memoria, fede e come strutturare l'analisi per le superiori.
La morte rappresenta una delle esperienze più universali e, allo stesso tempo, più misteriose per gli esseri umani. Ogni civiltà, religione e filosofia si è misurata con essa, cercando di darne una spiegazione o almeno un significato. Sebbene inevitabile, la morte è un concetto che suscita timore e riflessioni profonde sulla continuità della vita e sul destino finale dell'umanità. Due figure emblematiche della letteratura italiana che hanno affrontato il tema della morte nei loro lavori sono Ugo Foscolo e Alessandro Manzoni. Entrambi hanno trattato il tema in modo notevolmente diverso, riflettendo le visioni del mondo che caratterizzavano le loro epoche e i loro percorsi intellettuali.
Ugo Foscolo, poeta neoclassico con influenze romantiche, espande il suo pensiero sulla morte in opere come "In morte del fratello Giovanni" e "A Zacinto". In "In morte del fratello Giovanni", Foscolo esprime il dolore personale per la perdita del fratello e il senso di catastrofe che ne deriva. La morte qui appare come una separazione definitiva, un taglio netto con il passato, che lascia dietro di sé un vuoto incolmabile. Tuttavia, la morte non è solo angoscia e disperazione; attraverso il ricordo e il culto dei grandi uomini, emerge una forma di sopravvivenza nell'altrui memoria. In "A Zacinto", Foscolo sottolinea il legame eterno con la sua terra natia e il desiderio di una tomba che possa mantenere vivo il suo ricordo, quasi a sfidare l'effetto annichilente della morte. La sepoltura, dunque, diviene un elemento fondamentale per la persistenza della presenza nella memoria dei posteri, un modo per contrastare l'oblio.
Al contrario, Alessandro Manzoni, eminentemente influenzato dalla propria fede cristiana, offre una prospettiva sulla morte più orientata alla speranza e alla redenzione. Nell'episodio della morte di Ermengarda, nel "Adelchi", Manzoni presenta una morte che, seppur dolorosa, offre una via di liberazione dai tormenti terreni verso una dimensione superiore, quella dell'accoglienza divina. Ermengarda, attraverso la morte, trova pace e, nonostante le sue sofferenze e delusioni amorose, la morte diviene il passaggio a una vita migliore. Allo stesso modo, la scena della madre di Cecilia ne "I Promessi Sposi" rappresenta una commovente accettazione della morte. La madre, che porta la figlia morta alla sepoltura comune, appare rassegnata ma serena, sorretta dalla fede che garantisce il ricongiungimento in un aldilà migliore. Qui, la morte perde il suo aspetto terrificante, e viene vista piuttosto come una transizione che annulla le sofferenze della vita terrena e promette una gioia eterna.
A una lettura comparata, Foscolo vede nella morte una sfida alla quale si oppone attraverso il valore imperituro della memoria e dei sentimenti collegati alla cultura e alla terra. La sua riflessione si concentra sull'importanza della memoria come continuazione simbolica della vita. Da parte sua, Manzoni, attraverso la lente della fede, vede nella morte un'opportunità di redenzione e il raggiungimento di una dimensione superiore grazie all'intervento divino. La morte non chiude un capitolo, ma ne apre un altro, illuminato dalla speranza e dalla grazia.
Tra queste visioni contrastanti, si potrebbe sostenere che la prospettiva di Manzoni tenda a offrire un conforto maggiore. La fede e la dimensione spirituale proposta da Manzoni infondono una luce di speranza che può alleviare l'angoscia dell'ignoto, tipica dell'esperienza della morte. Il credere in una vita oltre la morte conferisce un effetto di consolazione non indifferente, rendendo il percorso terreno una preparazione a una più grande felicità futura.
In sintesi, la morte continua a evocare varie emozioni e visioni tra le persone. Foscolo ci ricorda l'importanza di lasciare un segno nella memoria dei vivi, mentre Manzoni ci invita a guardare oltre, promuovendo la fiducia in un destino benigno e ultraterreno. La morte, dunque, è sia una realtà tangibile che una soglia verso l'ignoto, un mistero eterno che continua a stimolare le più profonde riflessioni umane. La riconciliazione con l'idea della morte, forse, risiede nella comprensione e accettazione del suo ruolo inevitabile nel ciclo della vita.
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