Analisi del sonetto 'Era 'l giorno ch'al sol si scoloraro' di Petrarca e il suo significato
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 14.01.2026 alle 13:30
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 7.04.2025 alle 15:31
Riepilogo:
Scopri l'analisi del sonetto Era 'l giorno ch'al sol si scoloraro di Petrarca: significato, temi, struttura, figure retoriche e spunti per svolgere esercizi e temi.
Il sonetto "Era il giorno ch'al sol si scoloraro" apre il "Canzoniere" di Francesco Petrarca, una delle opere più importanti della letteratura italiana. Questo componimento, il primo di 366 poesie che costituiscono la raccolta, segna l'inizio dell'intensa e complicata vicenda amorosa di Petrarca con Laura, la donna amata dal poeta. Il sonetto è un perfetto esempio della poetica petrarchesca, in cui l'amore viene esplorato in tutte le sue sfumature, evidenziando sia la bellezza che la sofferenza che esso porta nella vita dell'autore.
Nel sonetto, Petrarca ricorda il giorno in cui incontrò Laura per la prima volta, un giorno significativo poiché coincide con il Venerdì Santo, la ricorrenza cristiana che celebra la passione di Cristo. Questa coincidenza simbolica mette in luce immediatamente il tono di sacralità e solennità che caratterizza l'amore di Petrarca per Laura, un amore che è visto quasi come un cammino di redenzione o di sofferenza spirituale.
Il sonetto si apre con l'immagine del sole che si scolora nel giorno della Passione di Cristo: "Era 'l giorno ch'al sol si scoloraro / per la pietà del suo fattore i rai". In questi versi, Petrarca sottolinea il carattere universale e drammatico del momento, legandolo al suo incontro personale. L'effetto è quello di elevare l'incontro a un piano universale, come se il suo amore fosse destinato a seguirne il destino inevitabile di dolore e sacrificio.
Petrarca prosegue descrivendo come "io era preso, et non me ne guardai", confessando la sua vulnerabilità di fronte alla bellezza di Laura. Questo verso sottolinea il tema dell'amore come forza ineluttabile e travolgente, una passione cieca che coglie il poeta di sorpresa. L'uso del verbo "preso" evoca l'immagine della cattura, quasi come se Petrarca fosse vittima di un sortilegio, un tema ricorrente nella letteratura di tradizione cortese-amorosa.
L'intero sonetto è caratterizzato da una forte tensione tra ammirazione e tormento. Petrarca sa che l'amore per Laura non porterà mai ad una felicità reale nel mondo temporale. L'amore diviene così una fonte di inesauribile sofferenza. Tuttavia, nonostante questa consapevolezza, il poeta non riesce a sottrarsi a questa passione. Nei versi seguenti, esplicita il contrasto interiore: "siccome agli occhi nostri il tutto appar / or chiaro, or tenebroso, or molto chiaro". Qui, Petrarca esprime l'alternanza di stati d'animo che lo accompagnano, riflettendo la natura mutevole e contraddittoria dell'esperienza amorosa.
La struttura del sonetto, composta di due quartine e due terzine, permette a Petrarca di sviluppare una riflessione che da personale e intimista diventa universale. Nelle terzine finali, l'autore introduce l'immagine di Dio a ricordare la fugacità del tempo e l'inevitabile fine di ogni passione terrena. Il sonetto si conclude con la consapevolezza che questi pensieri si riversano in un'unica direzione: tutto muore e solo Dio rimane eterno.
L’uso del linguaggio in Petrarca è particolarmente importante: egli adotta uno stile elevato e raffinato, ricorrendo a figure retoriche come l’antitesi, la metafora e la sineddoche per trasmettere il tumulto dei sentimenti che lo attraversano. L'antitesi tra luce e tenebra presente nel sonetto riflette i dubbi e le contraddizioni che segnano l’amore del poeta per Laura. La metafora dell'innamoramento come una cattura imprevedibile tratteggia la forza inesorabile di tale passione.
In questo componimento, Petrarca reinterpreta e rinnova il modello dell'amor cortese della tradizione provenzale, fondendolo con elementi personali e spirituali. L'amore per Laura diventa così il paradigma di un'esperienza universale: il desiderio e la sofferenza che accompagnano l’innamoramento e, al contempo, il rispecchiamento reciproco tra passione umana e aspirazione divina. L’amore, dunque, secondo Petrarca, è un cammino di elevazione che, pur passando attraverso il tormento terreno, mira ad una realizzazione spirituale.
Con queste riflessioni, il sonetto "Era il giorno ch'al sol si scoloraro" non solo introduce il tema centrale del "Canzoniere", ma pone anche le basi per una nuova espressione della sensibilità amorosa che influenzerà profondamente la poesia delle generazioni successive. Petrarca diventa, così, un punto di riferimento per tutti i poeti che, come lui, cercheranno di dare voce ai moti del cuore e dell’anima attraverso la parola poetica.
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