Un tema di Italiano sulla Guerra: Riflessioni sui libri "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Remarque e "Contro Corrente" di Tagheed Al Najjar in relazione agli avvenimenti reali del 2024/2025
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.02.2026 alle 14:35
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 14.02.2026 alle 10:30
Riepilogo:
Scopri riflessioni sulla guerra confrontando "Niente di nuovo sul fronte occidentale" e "Contro Corrente" con gli eventi reali del 2024/2025. 📚
Negli ultimi anni, il panorama globale è stato segnato da conflitti e tensioni che hanno continuato a delineare l’orizzonte politico e sociale di molte nazioni. Nel biennio 2024-2025, diversi avvenimenti hanno ulteriormente sottolineato l’assurdità e il dolore legati alla guerra, temi che trovano eco nei grandi classici della letteratura e nei pensieri di famosi intellettuali contemporanei.
Il romanzo "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Erich Maria Remarque offre un potente affresco della Prima Guerra Mondiale dal punto di vista dei soldati tedeschi. La narrazione cruda e disincantata ci trasporta nelle trincee, tra giovani che perdono la loro innocenza e il loro futuro sul campo di battaglia. Questo romanzo è una critica feroce alla guerra, vista come una macchina insensata che divora vite e genera solo miseria. Leggendo le pagine di Remarque ci si rende conto che, sebbene ambientato durante la Grande Guerra, la sua riflessione sull'inutilità del conflitto è universale e senza tempo.
Parallelamente, "Contro Corrente" di Tagheed Al Najjar, anche se meno conosciuto, affronta temi simili ma in un contesto più moderno. La scrittrice palestinese racconta la resilienza e la sofferenza che il suo popolo vive quotidianamente, mostrando come le cicatrici della guerra non siano mai realmente apparentemente guaribili. Il suo lavoro ci esorta a riflettere sulla persistenza della violenza nel mondo moderno e sul modo in cui le persone comuni vivono e sopravvivono in tali condizioni. Entrambi i testi suggeriscono che, nonostante i secoli che li separano, le dinamiche del conflitto restano spesso inalterate, e le lezioni del passato rischiano di essere dimenticate.
Queste riflessioni letterarie trovano una corrispondenza nelle parole di Gino Strada, il fondatore di Emergency, nelle sue interviste intitolate "La guerra non è una soluzione". Strada, con la sua lunga esperienza nelle zone di conflitto come chirurgo, sostiene che la guerra non è mai una risposta efficace ai problemi umani. Egli sottolinea che le conseguenze del conflitto armato sono sempre devastanti per i civili, spingendo migliaia di persone ad affrontare una precarietà estrema, una condizione che ricorda tristemente le esperienze narrate sia da Remarque che da Al Najjar. Le sue parole sono un potente richiamo all'azione, una sfida a trovare alternative pacifiche alla risoluzione delle contese internazionali.
D'altra parte, Raimon Panikkar, filosofo e teologo, ci offre un'analisi più filosofica nel suo saggio "La pace fugge dal campo dei vincitori". Panikkar ci invita a considerare la pace non come una mera assenza di guerra, ma come uno stato che si deve costruire attivamente, attraverso la comprensione e la cooperazione. Per lui, la vera sfida risiede nel superare la dualità "vincitore-perdente" che la guerra propone, poiché anche la vittoria porta con sé il seme di future discordie. La sua visione armonizza con quella di Strada: entrambi chiedono un cambiamento di paradigma che vada oltre l’approccio belligerante.
All'interno del contesto contemporaneo del 2024/2025, queste riflessioni sono più rilevanti che mai. In un mondo dove le tensioni geopolitiche possono sfociare in potenziali nuovi conflitti, ricordare le lezioni del passato e abbracciare una cultura di dialogo e comprensione reciproca è fondamentale. I recenti avvenimenti hanno dimostrato che la militarizzazione e l'uso della forza non risolvono le problematiche di fondo, ma le aggravano, creando cicli di violenza e vendetta.
In conclusione, il legame tra le narrazioni del passato e le riflessioni contemporanee dimostra quanto sia cruciale continuare a parlare di guerra non solo in termini di eventi storici, ma come una sfida etica e morale che l'umanità deve affrontare con responsabilità. Libri e interviste ci ricordano il costo umano della guerra e l'importanza di cercare la pace, non come un ideale astratto, ma come una realtà concreta da costruire insieme.
Valutazione dell'insegnante:
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.02.2026 alle 14:35
**Voto: 9** Ottimo elaborato, ricco di collegamenti tra testi classici e contemporanei.
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