Monologo teatrale sui sogni
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 14.02.2026 alle 9:22
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 13.02.2026 alle 14:40
Riepilogo:
Scopri come scrivere un monologo teatrale sui sogni, imparando a esprimere emozioni e creatività con esempi chiari e un linguaggio coinvolgente 🎭
Titolo: Uno Smanioso Sognatore
(Introduzione) Salve, signore e signori! Sono qui, sotto questi fari roventi, in un momento che potremmo definire "caldo" come una pizza lasciata troppo nel forno, per parlarvi di un tema affascinante che affligge l’umanità fin dai tempi in cui si dormiva sui letti di paglia: i sogni! Questi meravigliosi e caotici spettacoli notturni, recitati dalle nostre menti, sono come film di cui siamo registi, attori e critici. Ah, che bello sarebbe poter metterli in DVD! Noi cerchiamo disperatamente di afferrarli, magari riusciremo un giorno a capire quel misterioso filo che tiene insieme il nostro cervello.
(Protagonista: Lo Smemorato Sognatore) Eccomi dunque, il vostro umile narratore, lo smemorato sognatore, in arte "Lapo Lamentoso". Sì, sogno in grande stile! Come quella volta che sognai di diventare il nuovo Alessandro Magno, pronto a conquistare il mondo conosciuto. Ero lì, con l'accappatoio al posto della tunica, pronto a unificare il pianeta sotto un’unica lingua: il mio incomprensibile dialetto materno! Ma sapete com'è... I sogni sono come il mio portafoglio: sempre pronti a volare via!
(Passaggio a sogni scientifici) E che dire di quando, nei miei sogni, mi improvviso un Galileo Galilei dei poveri? Con un cannocchiale fatto di rotoli di carta igienica, cerco di scoprire nuove stelle e... indovinate? Trovo solo la bolletta della luce sopra il frigorifero! E poi c'è il mio Einstein interiore, che immagina di risolvere il mistero dello spazio e del tempo, ma in realtà non riesco neanche a ricordarmi dove ho parcheggiato la macchina!
(Sogni rivoluzionari e sociali) Ah, ma i miei sogni vanno ben oltre il cosmo! Divento un rivoluzionario sociale in pantofole! Sogno discorsi epocali come quello di Martin Luther King, "I Have a Dream", ma nel mio caso, sfortunatamente, il sogno includeva solo abbondanti porzioni di lasagna senza fine e un mondo dove il lunedì non esiste! Chi non vorrebbe un mondo così?
(Ironia dei sogni) E allora, i sogni non prendono in giro anche voi? Come quel famoso Don Chisciotte col suo concetto personale di cavalleria, lottando contro mulini a vento che, per me, diventano aspirapolvere infuriati! Perché nei sogni tutto è possibile, e nulla è più ridicolo di prendere sul serio un pensiero partorito da due neuroni in camomilla.
(Il sogno e l’arte) Passiamo al mio sogno artistico. Svincolato dalla realtà, mi trovo nel regno dell’arte, con pennelli in una mano e una fetta di pizza nell’altra. Al pari di Shakespeare, sognavo di mettere in scena l’opera più drammatica e tragica di tutte: "Essere o Non Essere In Forma". Ma nella versione dove Amleto indossa i miei pigiamoni preferiti! Sono convinto che Van Gogh avrebbe accettato altri suggerimenti cromatici dai miei sogni pieni di colori improbabili.
(Conclusione riflessiva) E mentre il sipario, cioè il lenzuolo stropicciato della notte, cala sui miei sogni in technicolor, mi chiedo: cosa sono realmente i sogni? Potremmo definirli comode scuse per rimandare la dieta o potrebbero essere la forza che ci spinge a ordinare una seconda pizza? Una cosa è certa, senza di loro, la vita sarebbe solo una lunga lista della spesa!
(Chiusura) Quindi, vi saluto e vi invito a sognare, ma con moderazione! Ricordate sempre: chi dorme non piglia pesci, ma almeno fa bei sogni... se non altro fino al suono della sveglia del lunedì mattina! Grazie per aver condiviso questa avventura onirica con me. Buonanotte e... buona pizza-onirica a tutti!
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