Relazioni tra l'Iraq baasista e la Russia
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 9:22
Riepilogo:
Scopri le relazioni tra l'Iraq baasista e la Russia durante la Guerra Fredda, analizzando politica, economia e cooperazione militare nel Medio Oriente.
Le relazioni tra l'Iraq ba'thista e la Russia, allora parte dell'Unione Sovietica, rappresentano un capitolo significativo della storia del Medio Oriente durante la Guerra Fredda. Questi legami si svilupparono in un contesto di tensioni geopolitiche globali e regionali che coinvolgevano due delle maggiori potenze mondiali dell'epoca: gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. L'Iraq, sotto il dominio del partito Ba'th, vide consolidarsi e svilupparsi un rapporto a più livelli con l'URSS, influenzando non solo le dinamiche politiche interne del paese, ma anche le relazioni internazionali dell'intera regione.
Fin dalla sua nascita nel 1968, il regime ba'thista in Iraq cercò di stabilire una posizione di forza coesistente con una politica estera indipendente. L'ascesa del partito Ba'th fu caratterizzata da un colpo di stato che portò all'espulsione del precedente regime filo-occidentale, aprendo le porte a legami più stretti con l'Unione Sovietica. A quel tempo, Mosca era ansiosa di espandere la sua influenza in Medio Oriente, un'area di importanza strategica per le risorse energetiche e per il suo posizionamento geopolitico.
Le relazioni bilaterali tra Iraq e URSS furono formalmente stabilite con la firma del Trattato di Amicizia e Cooperazione nel 1972. Questo accordo sanciva la collaborazione nei campi politico, economico e militare. L'URSS garantì all'Iraq significative forniture militari, incluse armi avanzate, veicoli corazzati e aerei da combattimento. Questi supporti furono fondamentali per l'Iraq, specialmente durante il conflitto con l'Iran negli anni '80, quando il paese era immerso in una lunga e terribile guerra.
La cooperazione sovietico-irachena non si limitava però solo all'aspetto militare. L'Unione Sovietica giocò un ruolo chiave nell'aiutare l'Iraq a costruire infrastrutture e sviluppare la sua industria petrolifera. Consulenti e ingegneri sovietici lavorarono a numerosi progetti, inclusa la costruzione di complessi industriali e infrastrutture energetiche. Questa collaborazione industriale ed economica permise all'Iraq di aumentare notevolmente le sue capacità produttive di petrolio, rafforzando la sua economia nazionale.
L'ascesa di Saddam Hussein al potere nel 1979 segnò un ulteriore punto di svolta nelle relazioni con l'URSS. Sebbene il nuovo leader desiderasse mantenere relazioni amichevoli con Mosca, perseguì un sistema politico sempre più personale e dittatoriale che, di fatto, mantenne una certa autonomia anche nei confronti dell'URSS. Tuttavia, questo non frenò le relazioni tra i due paesi, sebbene l'Iraq cercasse, durante gli anni '80, di ampliare le sue relazioni diplomatiche cercando anche un riavvicinamento con gli Stati Uniti, dovuto in parte alla minaccia rappresentata dall'Iran.
Durante il decennio degli anni '80, nonostante l'Iraq ricevesse assistenza militare ed economica anche da paesi occidentali, la relazione con l'URSS rimase cruciale, soprattutto per la fornitura di armi. Tuttavia, il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 e la successiva Prima Guerra del Golfo cambiarono radicalmente la dinamica della regione. La Russia post-sovietica si trovò in una posizione di debolezza e non fu più in grado di sostenere l'Iraq come aveva fatto in passato. Di fatto, le sanzioni internazionali e la nuova realtà geopolitica portarono a uno stato di isolamento per l'Iraq, mentre la Russia cominciava a ridefinire la sua politica estera sotto la nuova leadership.
In sintesi, le relazioni tra l'Iraq ba'thista e l'Unione Sovietica/Russia attraversarono diverse fasi di sviluppo, influenzate da interessi geopolitici, economici e militari reciproci. Mentre l'URSS cercava di espandere la sua sfera d'influenza nel Medio Oriente, l'Iraq tentava di affermare la sua indipendenza politica e militare nel difficile contesto regionale. Questo rapporto complesso ha avuto un impatto duraturo non solo sui rispettivi paesi, ma anche sugli equilibri di potere dell'intero Medio Oriente.
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