Intervento di Tommaso Tartaglione e celebrazione dei 250 anni di San Leucio
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: oggi alle 12:46
Riepilogo:
Scopri l’intervento di Tommaso Tartaglione e i 250 anni di San Leucio, storia, utopia e valori sociali per una comunità unica e innovativa. 🏛️
San Leucio, 250 anni di storia: Tommaso Tartaglione al Manzoni riscopre radici, utopia e futuro della comunità
*Caserta, 4 giugno 2024* – In un’aula gremita dell’Istituto “Alessandro Manzoni” di Caserta si è svolto stamattina un intervento di grande valore civile e culturale: Tommaso Tartaglione, storico e profondo conoscitore delle vicende locali, ha incontrato studenti e docenti per celebrare i 250 anni dalla fondazione di San Leucio, uno dei più straordinari esperimenti sociali del Settecento europeo.
L'evento si inserisce nell’“Anno Leuciano”, proclamato dal Comune di Caserta per ricordare una storia unica, scandita da alcune date fondamentali: il 1773, il 1776 e il 1789, tappe simboliche che raccontano l’evoluzione di quella che sarebbe diventata una vera e propria utopia realizzata ai piedi della reggia.
San Leucio tra storia ed utopia
Tartaglione ha aperto il suo intervento con un riferimento d’obbligo al testo cardine della storia leuciana: il libro *Ordine e progressi della popolazione di San Leucio* voluto da Ferdinando IV di Borbone. «È qui – ha affermato Tartaglione – che si racchiude l’anima della nostra comunità: “I felicissimi progressi di una popolazione modellata sopra giuste leggi, fondata sopra l’istruzione, l’ordine e l’amore del lavoro”.» Un passo del libro, che fa riflettere su quanto il sogno borbonico seppe essere rivoluzionario per i tempi: San Leucio nacque, infatti, per rispondere non solo ad una necessità economica – la produzione della seta – ma come laboratorio sociale, dove vigeva l’uguaglianza dei diritti, l’abolizione delle doti, la scolarizzazione per tutti, la tutela della salute.
Le date che hanno fatto la storia
Tartaglione ha poi rievocato le tre date-chiave dell’utopia leuciana. 1773: È l’anno in cui la contessa Maria Carolina comincia a frequentare quella che all’epoca era una riserva di caccia borbonica. Nasce qui il primo nucleo, attorno ad una “piccola colonia di lavoratori” voluta dal re. 1776: Segna la fondazione ufficiale del primo sito industriale: i telai, la manifattura, le case e soprattutto il Codice Leuciano – uno dei primi testi costituzionali sociali in Europa. 1789: Non a caso l’anno della Rivoluzione Francese; anche a San Leucio, ispirandosi ai principi di libertà, uguaglianza e fraternità, vengono emanati i famosi Statuti Leuciani che regolano la vita della comunità secondo i principi dell’eguaglianza civile e della meritocrazia.
«San Leucio – ricorda Tartaglione – è nata dal sogno visionario di un re, ma si è affermata grazie all’ingegno e al coraggio di uomini e donne che, per primi, hanno creduto nelle possibilità dell’educazione e della giustizia sociale.»
Celebrazioni e futuro: l’anno Leuciano tra memoria e attualità
Il 2024 vede Caserta intera mobilitata in una serie di iniziative che ruotano attorno all’“Anno Leuciano”, inteso non solo come omaggio al glorioso passato industriale e sociale, ma come stimolo a riflettere sulle sfide del presente. Il clou delle celebrazioni è atteso per il fine settimana del 6, 7 e 8 giugno: un festival interamente dedicato al ruolo della donna, che si propone di attualizzare il messaggio di parità e inclusione caro al Codice Leuciano. Volutamente si darà spazio all’editoria femminile attraverso incontri con autrici, laboratori e presentazioni, ma le donne saranno protagoniste anche in campo musicale, artistico e scientifico.
«Nel DNA di San Leucio troviamo la modernità di una società che riconosceva, già 250 anni fa, alle donne un ruolo centrale nella crescita della comunità» ha ricordato Tartaglione in conclusione. Un messaggio di emancipazione e dignità che oggi, grazie all’impegno delle nuove generazioni, torna ad essere motore di innovazione e coesione sociale.
San Leucio, dunque, non è solo memoria: è visione, ancora oggi, di una società più giusta.
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