Giulio torna a casa di sera dopo qualche nuotata: il racconto in prima persona di un incontro straordinario
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: ieri alle 14:16
Riepilogo:
Scopri il racconto in prima persona di Giulio, una sera dopo la piscina, e impara a riflettere su scelte e valori con questo esercizio per le scuole superiori.
Tornare a casa dopo una lunga giornata di scuola e qualche ora in piscina per me rappresenta sempre un momento di pace, un’occasione per rilassarmi dopo gli sforzi fisici. La piscina è il mio rifugio: quando nuoto, mi sento sospeso, libero da ogni preoccupazione. Quella sera, però, non sapevo che qualcosa di molto strano sarebbe accaduto lungo il mio cammino di ritorno.
Era una sera come tante altre, con un cielo limpidissimo e le stelle che formavano un manto luccicante sopra di me. Sentivo ancora nelle orecchie l'eco dell'acqua che si chiudeva dietro di me ogni volta che emergevo per respirare. Ero immerso nei miei pensieri, ripassando mentalmente le equazioni di fisica che avevo della verifica del giorno dopo, quando notai una figura solitaria in piedi all'angolo di un vicolo che solitamente evitavo di percorrere.
Era un uomo anziano, dall'aspetto elegante ma un po' trasandato, con un volto segnato dal tempo e dagli eventi. Sembrava che stesse aspettando proprio me, e sul momento quella sensazione mi mise un po' a disagio. Tuttavia, qualcosa nella sua espressione gentile mi trattenne dal cambiare strada.
"Ciao, Giulio," disse, con una voce che risuonava serena ma piena di mistero. Non mi chiesi nemmeno come facesse a conoscere il mio nome, perché ero troppo incuriosito da ciò che avesse da dire.
"Sono qui per offrirti un’opportunità unica," continuò. "Ti consegno questo cestino. In esso, puoi eliminare tre cose dal mondo. Scegli con saggezza."
Mi porse un piccolo cestino di vimini, che, a prima vista, sembrava comune. Ma quando lo toccai, percepii subito una sorta di vibrazione, come se fosse intriso di energia. Non potevo credere a ciò che stava succedendo: era una proposta assurda e per certi versi inquietante.
"Eliminare tre cose dal mondo?" ripetei involontariamente, cercando di comprendere il significato di quel gesto. L'uomo annuì senza aggiungere altro.
Mi sedetti su una panchina vicina per riflettere. Questo cestino mi dava un potere enorme e spaventoso: scegliere tre cose da cancellare avrebbe avuto ripercussioni diverse, da quelle personali a quelle globali.
La mia mente iniziò a vagare tra vari pensieri: cosa eliminare per rendere il mondo un posto migliore, più sicuro e felice? Pensai subito alla violenza; se potessi eliminarla, quante vite si potrebbero salvare? Quanti conflitti, guerre e atti criminali diverrebbero semplicemente episodi del passato? Così, decisi che la prima cosa da eliminare sarebbe stata la violenza in tutte le sue forme.
Inserirei la violenza nel cestino e subito sentii una sorta di sollievo nelle mie spalle, come se stessi realmente facendo qualcosa di grande. Ma sapevo che avevo ancora due scelte da compiere, e non potevano essere prese alla leggera.
La mia seconda scelta fu altrettanto istintiva: la fame. Non potevo sopportare l'idea che milioni di persone, soprattutto bambini, dovessero soffrire quotidianamente la fame mentre altre parti del mondo sprecano enormi quantità di cibo. Eliminare la fame consentirebbe a tutti di avere una prospettiva di vita migliore e più dignitosa.
Con mano ferma e cuore deciso, inserii anche la fame nel cestino.
L’ultima scelta fu la più difficile. Avevo già preso due decisioni che avrebbero potuto cambiare il mondo, ma cosa poteva essere la terza? Pensai alle malattie e a quanto dolore e sofferenza causano. La mia mente andò subito al cancro, una malattia che ha colpito anche la mia famiglia. Dopo un’ottima riflessione, decisi che sì, la terza cosa che avrei eliminato dal mondo sarebbe stata il cancro.
Misi la terza scelta nel cestino, che subito iniziò a brillare con una luce intensa. Guardai l'uomo anziano, che con un sorriso di approvazione si inchinò lievemente e sparì, proprio come il cestino. Era sparito anche lui, lasciandomi solo con la consapevolezza del poderoso gesto compiuto.
Tornando a casa, sentii una calma interiore come mai prima. Chissà se le mie scelte avrebbero davvero trasformato il mondo come speravo. Ma in quel momento, sapevo di aver fatto tutto il possibile per migliorare l’umanità. Quella sera, la mia quotidianità si era intrecciata con qualcosa di straordinario, che mi avrebbe accompagnato per il resto della mia vita.
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