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Demostene, terza olimpiaca: Degrado della vita politica di Atene

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Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Scopri come Demostene, nella Terza Olinziaca, denuncia il degrado politico di Atene e impara cause, critiche e proposte per il rinnovamento civico con esempi.

Demostene, uno dei più grandi oratori dell'antica Grecia, nacque nel 384 a.C. ad Atene. La sua vita si inserisce in un periodo complesso e turbolento per la città, caratterizzato da lotte politiche interne e minacce esterne, principalmente dalla Macedonia di Filippo II. Una delle opere emblematiche del suo impegno politico e oratorio è la "Terza Olinziaca", un discorso che riflette il degrado della vita politica ateniese nella seconda metà del IV secolo a.C.

La "Terza Olinziaca" fa parte di una serie di tre discorsi, le Olinziache, che Demostene pronunciò nell'assemblea ateniese nel 349 a.C. Il contesto storico vedeva in primo piano la crisi degli Olinti, città della Calcidica, sotto la minaccia di Filippo II di Macedonia, il quale mirava ad espandere il proprio dominio. Gli Olintî, precedentemente legati a Filippo, ruppero l'alleanza richiedendo l'aiuto di Atene per contrastare l'avanzata macedone. È opportuno sottolineare che questo momento storico era cruciale: Filippo stava consolidando il suo potere, mettendo a rischio l'indipendenza delle poleis greche, inclusa Atene.

Demostene, in questo discorso, non si limita a discutere delle strategie militari necessarie per soccorrere gli Olintî, ma coglie l'occasione per denunciare il degrado politico di Atene. Sottolinea come l'indifferenza, l'apatia e la corruzione avessero preso piede nell'ambiente politico ateniese. Un aspetto centrale della sua critica riguarda il disinteresse dei cittadini per la partecipazione attiva nella vita pubblica e il distacco della classe politica dai valori tradizionali di virtù civica e responsabilità.

La democrazia ateniese del tempo stava affrontando una crisi profonda. Un tempo esempio di partecipazione diretta e vigile dei cittadini, sembrava ora vacillare sotto il peso dell'individualismo e di interessi particolari. In questo scenario, il discorso di Demostene eleva una strenua difesa della necessità di un rinnovato impegno civico da parte degli Ateniesi. Egli esorta i suoi concittadini a riconoscere il pericolo rappresentato da Filippo e a rispondere con decisione e unità d'intenti, recuperando lo spirito combattivo e il senso di responsabilità che, nella visione dell'oratore, avrebbero potuto salvare la città.

Demostene condanna apertamente anche la corruzione e il malaffare che caratterizzano la politica ateniese del periodo. I politici sono accusati di perseguire i propri interessi a scapito del bene comune, distorcendo le istituzioni democratiche per fini personali e dimenticando le esigenze reali di Atene. Questa preoccupante tendenza risulta nell'inefficacia delle decisioni politiche e nella mancanza di preparazione strategica di fronte alle aggressioni esterne.

Inoltre, Demostene evidenzia l'importanza della parola e del suo potere di mobilitazione e convinzione. La sua capacità oratoria non si limita a una semplice esposizione di fatti, ma diventa strumento di persuasione e motivazione, cercando di svegliare nei cittadini il senso di urgenza e la volontà di agire prima che sia troppo tardi. Il discorso intende ridestare l'antica fiamma della partecipazione democratica, spronando gli Ateniesi a rivivere la loro storia fatta di eroiche difese della libertà e della dignità della polis.

Il degrado politico di Atene, sottolineato nella "Terza Olinziaca", non riguarda solo la minaccia macedone, ma riflette un'inversione dei valori che erano stati fondamentali per il funzionamento del sistema democratico ateniese. Demostene, attraverso le sue parole, cerca di invertire questo declino, invitando a una riflessione profonda sulla natura della cittadinanza e il significato dell'impegno politico.

In conclusione, la "Terza Olinziaca" rappresenta non soltanto un appello alla difesa militare, ma soprattutto un grido di allarme sulla necessità di restaurare l'integrità politica e morale di Atene. L'eredità di Demostene, in particolare la sua visione di cittadinanza attiva e vigile, resta un potente monito anche per le generazioni successive, ricordando il valore della partecipazione politica e l'importanza di una governance etica e responsabile per il bene della comunità.

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