Analisi della guerra tra Israele e Palestina: Cause e risposte alle 5W (Chi? Dove? Quando? Perché? Cosa?)
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 25.01.2026 alle 14:15
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 24.01.2026 alle 11:53
Riepilogo:
Scopri le cause principali e le risposte alle 5W del conflitto Israele-Palestina per comprendere chi, dove, quando, perché e cosa accade nel tema.
La questione israelo-palestinese è una delle più complesse e longeve del panorama internazionale. Per comprendere a fondo le dinamiche di questo conflitto, è essenziale rispondere alle cinque domande fondamentali: chi, dove, quando, perché e che cosa.
Chi sono i protagonisti del conflitto? Le parti principali coinvolte sono lo Stato di Israele e i palestinesi, rappresentati da varie fazioni politiche, tra cui le più note sono l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e il movimento islamista Hamas. Israele è uno stato fondato nel 1948, mentre i palestinesi sono gli arabi indigeni delle regioni della Palestina storica. L'OLP è stata fondata nel 1964 e, per lungo tempo, ha rappresentato la voce principale del popolo palestinese nella scena internazionale. Hamas, invece, è nato nel 1987 ed è considerato da molti un'organizzazione terroristica, sebbene rappresenti politicamente una parte consistente della popolazione palestinese, soprattutto nella Striscia di Gaza.
Dove si svolge il conflitto? Il territorio conteso è la regione storica della Palestina, che comprende l'attuale Stato di Israele e i territori palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. La Cisgiordania è situata ad est di Israele, mentre la Striscia di Gaza si trova lungo la costa mediterranea meridionale di Israele. Gerusalemme, città di grande importanza religiosa per ebrei, musulmani e cristiani, è un punto focale del conflitto, specialmente la parte orientale della città, che i palestinesi rivendicano come capitale del loro futuro Stato.
Quando è iniziato il conflitto? Le radici del conflitto risalgono alla fine del XIX secolo con l'emergere del sionismo, un movimento politico che aspirava alla creazione di una patria per il popolo ebraico in Palestina. Tuttavia, i conflitti armati si intensificarono a partire dalla prima metà del XX secolo, specialmente con l'aumento della migrazione ebraica in Palestina durante e dopo la Prima Guerra Mondiale. La situazione precipitò ulteriormente con l'approvazione del Piano di Partizione delle Nazioni Unite del 1947, che proponeva la divisione della Palestina in uno stato ebraico e uno stato arabo. Gli arabi respinsero il piano, mentre gli ebrei lo accettarono, portando alla proclamazione dello Stato di Israele il 14 maggio 1948 e alla successiva Guerra d'Indipendenza (o Nakba per i palestinesi), che sfociò in scontri armati tra il neonato Stato di Israele e i paesi arabi confinanti.
Perché è iniziato il conflitto? Le motivazioni del conflitto sono variegate e complesse. Storicamente, il conflitto è radicato nella disputa territoriale e nella rivendicazione di autodeterminazione da entrambe le parti. Gli ebrei cercavano di sfuggire alle persecuzioni e ai pogrom storicamente subiti in Europa, desiderando una patria sicura. Tuttavia, la consolidazione dello Stato di Israele è avvenuta a spese delle comunità arabe palestinesi che vivevano nella regione, generando una sensazione di ingiustizia tra i palestinesi. La costruzione di insediamenti israeliani nei territori occupati, le divergenze religiose, e le questioni relative al diritto di ritorno dei profughi palestinesi sono alcuni dei tanti motivi che mantengono viva l'ostilità.
Che cosa ha comportato il conflitto? Il conflitto israelo-palestinese ha generato una lunga serie di guerre e rivolte, tra cui la Guerra dei Sei Giorni del 1967, in cui Israele occupò la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Le Intifade, o rivolte palestinesi, hanno segnato altri capisaldi del conflitto, sfidando l'occupazione israeliana. Nonostante vari tentativi di pace, come gli Accordi di Oslo nel 1993, il conflitto rimane irrisolto, con continue violenze e un persistente stallo politico.
In sintesi, il conflitto tra Israele e Palestina è frutto di una complessa interazione di rivendicazioni nazionali, storiche, religiose e politiche. Raggiungere una soluzione pacifica richiede un grande impegno internazionale e la volontà delle parti coinvolte di riconoscere reciprocamente i diritti e le aspirazioni dei rispettivi popoli. Rimane uno dei più grandi ostacoli alla pace nel Medio Oriente contemporaneo.
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