Esercizio di scrittura creativa: Sviluppa in un racconto di almeno 40 righe il testo letterario più breve mai scritto (1959, A. Monterroso). Lavora sull’incipit e sul protagonista: 'lui (egli) si svegliò'; Lavora sull’antagonista: chi è il dinosauro?
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 13:00
Riepilogo:
Scopri come sviluppare un racconto creativo partendo da un testo breve, analizzando incipit, protagonista e il misterioso dinosauro antagonista.
Il risveglio di un uomo comune
Si svegliò con un senso di disorientamento. I contorni della stanza erano vaghi, immersi in una penombra grigia. La sua mente cercava di collegare i frammenti di immagini e suoni che gli danzavano nella testa, ma nulla sembrava avere senso. Quando mise a fuoco ciò che lo circondava, istintivamente la sua attenzione si concentrò su quello che stava in un angolo della stanza: il dinosauro.
Non era un sogno né una visione. Era lì, reale quanto le lenzuola aggrovigliate che gli coprivano i piedi. Lui era un uomo comune, con una vita ordinaria, e il suo nome non era noto ai più, ma questo dettaglio a quel punto sembrava irrilevante. Aveva letto da qualche parte che i sogni funzionano come una sorta di laboratorio privato, un luogo di esperimenti personali su sé stessi, ma il momento in cui si svegliò andò oltre ogni sua capacità di giudizio: il dinosauro era nuovamente apparso nella sua vita, a ricordargli che nulla era come sembrava.
Il tempo aveva cessato di avere il significato che lui conosceva. Lì, in quella stanza, sembrava che ogni secondo si dilatasse all'infinito. Si alzò, muovendosi lentamente come se temesse di rompere l'incanto di quella scena impossibile. L'enorme bestia, che sarebbe dovuta appartenere a un'era passata, era ancora immobile, con i suoi occhi scuri e insondabili fissi su di lui. L'uomo non sapeva se dovesse considerare il dinosauro un nemico, un antagonista estraneo che sfidava la logica e la ragione, o se fosse una strana manifestazione della sua stessa coscienza contorta.
Il dinosauro, nonostante la sua massa imponente, sembrava calmo, come se fosse in attesa. In quel momento, capì che "lì" era uno spazio senza tempo, una dimensione dove passato, presente e futuro si intrecciavano. "Lì" non era solo la sua camera da letto, ma un luogo in cui ogni possibilità coesisteva, dove anche ciò che era impossibile era d’un tratto reale.
Cercò di ricordare come fosse finito in quella situazione. Ogni indizio portava a una sensazione di déjà vu, come se avesse già vissuto infinite volte quel momento e altre infinite gliene riservasse il futuro. Era l'uomo che si era svegliato, ma il risveglio non era solo fisico: era il risveglio a una nuova consapevolezza, un confronto non solo con un dinosauro, ma con tutto ciò che egli non comprendeva di sé stesso e del mondo.
Man mano che i minuti passavano inesorabili, la presenza del dinosauro gli parve sempre meno minacciosa. Forse, l'antagonista non era che una sua proiezione, una parte di lui che aveva dimenticato o che aveva scelto di ignorare per troppo tempo. Quando l'uomo mosse un passo verso la creatura titanica, questa non arretrò, né lanciò alcun segno di aggressione. Rimase lì, guardandolo con i suoi occhi profondi, come se studiasse il suo interlocutore.
A quel punto, qualcosa dentro di lui cambiò. Si rese conto che in verità non c'era più nulla da temere, né dal dinosauro né dalla verità che esso rappresentava. Era sveglio, nel vero senso della parola, in una realtà che non aveva né limiti né confini chiari. In fondo, pensò con uno strano senso di humour, il dinosauro era l'unico elemento di certezza in quella realtà scomposta e strana, l'unico punto fermo a cui ancorarsi in un mondo altrimenti sprofondato nel caos.
Così, rimase lì, al cospetto della creatura mastodontica, accettando non solo il suo ruolo di uomo sveglio in un mondo di stranezze, ma anche il mistero del mondo stesso, che non esigeva una risposta, ma solo la disponibilità a viverlo così com'era. E con quel pensiero in testa, si girò, lasciando il dinosauro ancora lì, come un amico sempre presente in un universo di sogni e realtà sovrapposti.
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Il racconto è di 43 righe e contiene un’interpretazione del tema iniziale, con un approfondimento del protagonista e dell'antagonista, garantendo una struttura narrativa coerente e completa.
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