Un racconto di paura ambientato in un museo con una famosa mummia che improvvisamente si risveglia
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 16:20
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 15:07
Riepilogo:
Scopri un racconto di paura ambientato in un museo con la mummia di Tutankhamon che si risveglia, tra mistero e antiche leggende egizie.
Il Museo Egizio del Cairo è uno dei più celebri al mondo, ospitando una delle collezioni di antichità egizie più preziose e dettagliate. Ogni angolo del museo narra storie millenarie attraverso monumenti, scritti e manufatti. Tuttavia, è una particolare mummia a catturare l’immaginazione di molti: quella del Re Tutankhamon, il giovane faraone il cui volto dorato adorna le immagini su libri e documentari. La sua scoperta nella Valle dei Re nel 1922 da parte dell'archeologo britannico Howard Carter ha reso famosa la sua figura a livello mondiale. Gli artefatti trovati nella sua tomba erano talmente spettacolari e ben conservati da accendere l'interesse per l'antico Egitto in tutto il mondo.
Una notte oscura e silenziosa, le luci all'interno del museo erano spente e solo le deboli luci di sicurezza illuminavano i corridoi. Il silenzio era interrotto solo dal ticchettio dell'orologio nella sala principale. Pochi sanno che, a volte, dopo la chiusura del museo, gruppi ristretti di ricercatori hanno la possibilità di esplorare le sale al di fuori dell’orario di visita per studiare i reperti con calma e precisione.
Quella notte, un giovane studioso di nome Marco, appassionato di Egittologia, aveva ottenuto il privilegio di poter trascorrere alcune ore da solo nella sezione dedicata a Tutankhamon. Mentre si aggirava con passo rispettoso e ammirato tra i vari oggetti esposti, Marco era particolarmente affascinato dall'aura misteriosa che circondava la mummia del re bambino. Considerato il simbolo per eccellenza del potere e del mistero del passato, Marco non poteva fare a meno di riflettere sulle storie di maledizioni che aleggiavano attorno alla sua tomba.
Mentre osservava il sarcofago dorato, Marco notò una strana cosa: una delle lampade alogene installate per illuminare il volto del faraone rendeva visibile una crepa nel vetro della teca che conteneva la mummia. Era troppo evidente per poter essere ignorata e qualcosa in quella visione inaspettata faceva gelare il sangue nelle vene di Marco. Con cautela, si avvicinò, ma appena a pochi passi di distanza, l’illuminazione della sala tremolò violentemente per alcuni istanti prima di spegnersi, avvolgendolo nel buio.
In un momento di panico, Marco cercò di trovare una torcia nel suo zaino, ma poi si accorse che nella sala, da qualche parte, era visibile una tenue luce blu. Quelle che sembravano delle figure dalle fattezze umane cominciarono a muoversi come ombre lungo le pareti. Marco, cercando di mantenere la calma, decise di avvicinarsi nuovamente alla teca di Tutankhamon; ora sembrava essere l’origine di quella misteriosa energia. Sentì un forte rumore di vetri che si infrangono e quella che sembrava un'impressionante energia elettrica percorreva l'aria, inarcando la schiena della mummia nel sarcofago.
Improvvisamente, gli occhi del giovane faraone si aprirono con un bagliore innaturale, emanando una sorta di aurea spettrale. Marco capì che stava assistendo a qualcosa di incredibile e terrificante allo stesso tempo, un evento che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Paralizzato dalla paura, notò come la figura al suo cospetto iniziò a muovere le mani, quasi stesse cercando di liberarsi dalle bende millenarie.
Mentre in sala si diffondeva un canto lontano, come un sussurro di voci antiche, Marco iniziò a sentire il cuore battere forte, scandendo il tempo con una rapidità angosciante. Ricordò le storie degli antichi faraoni e delle loro connessioni sovrannaturali e decise che doveva impedire che il faraone si risvegliasse completamente. Mosso da una improvvisa determinazione, pronunciò una formula di preghiera che aveva imparato durante i suoi studi, una dei molti testi frammentari dedicati alla protezione dai morti viventi che aveva letto negli anni universitari.
Il canto sembrò attenuarsi, la figura di Tutankhamon parve fermarsi e piano piano i suoi occhi iniziarono a chiudersi. La sala lentamente tornò alla sua calma, mentre l’illuminazione riprese il suo bagliore normale.
Realizzando quello che era appena accaduto, Marco capì che avrebbe dovuto raccontare quella storia al mondo con cautela, cosciente dell'impatto che avrebbe potuto avere. Con una reverente speranza che nulla del genere si ripetesse, lasciò il museo, ogni passo un monito per i segreti che il passato può ancora nascondere.
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