Racconto distopico in prima persona
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: l'altro ieri alle 13:13
Riepilogo:
Scopri come scrivere un racconto distopico in prima persona, imparando tecniche narrative e riflessioni per un tema efficace e coinvolgente.
Mi svegliai all'alba a causa di un rumore stridente proveniente dalla finestra blindata della mia stanza. Il metallo sfiorava il vetro opaco, producendo un suono che sembrava riflettere il lamento costante della città, sempre in agitazione. L'orologio digitale sul comodino segnava l'inizio di un nuovo giorno nella Megalopoli A320, una delle molte città-stato che un tempo formavano quella che i libri di storia chiamano "Italia".
L'Italia, secondo le lezioni obbligatorie di storia, era un luogo ricco di paesaggi diversi, cultura e storia. Adesso, invece, è divisa in zone autonome, ciascuna sotto la sorveglianza di consigli tecnocratici che garantiscono ordine e controllo. L'uniformità è la legge più importante. Nella nostra lingua, "uguaglianza" è un sinonimo di "conformità", almeno nella parte che possiamo utilizzare. A scuola ci ripetono continuamente questa idea, tanto che anche solo pensare a un'alternativa sembra un'eresia.
Ogni giorno la mia vita seguiva lo stesso percorso: scuola, laboratori, momenti di riflessione guidata. Camminare per le strade del nostro quartiere era come osservare un modello infinito, ripetuto all'inverosimile. Grandi palazzi grigi si ergevano freddi e impersonali, mentre migliaia di persone si muovevano all'unisono, come ingranaggi di una macchina perfettamente funzionante.
Sebbene sembrassimo vivere in una calma apparente, sapevamo che ogni nostro movimento era monitorato. Gli iD-pad personali registravano ogni passo, ogni parola, ogni azione, ufficialmente per ragioni di sicurezza. Quelle poche persone che avevano osato esprimere un pensiero diverso erano sparite, portate via dai "Riprogrammatori", figure misteriose la cui funzione era assicurarsi che nessuno si discostasse dalla linea imposta.
Ero cresciuto accettando il paradosso di una libertà priva di libertà; tuttavia, di recente, avevo iniziato a provare un'inquietudine crescente. Le stesse lezioni di storia che mostravano immagini di città italiane senza barriere mi affascinavano ma mi spaventavano anche. Com'era possibile che tutto fosse così libero e disordinato?
Non osavo discuterne apertamente, ma un giorno, durante una sessione di "Riflessione condivisa", notai che qualcuno aveva scritto sul banco accanto al mio: "Ricorda la bellezza dell'imprevedibile". Quel semplice messaggio accese in me una curiosità nascosta, un desiderio di capire cosa significasse davvero essere diversi e guardare oltre il previsto.
Nelle settimane successive, cominciai a nascondere piccoli pezzi di carta con domande personali nei vari angoli della scuola, sperando che qualcuno li trovasse e rispondesse. E incredibilmente, qualcuno lo fece. Cominciammo uno scambio segreto di idee, guidati dalle parole vietate. Ogni risposta alimentava una consapevolezza che non potevo più ignorare.
Un giorno trovai un messaggio che mi invitava a un incontro segreto. Mi tremava il cuore all'idea di conoscere qualcuno che condivideva i miei dubbi. Sapevo che era rischioso, ma il richiamo dell'ignoto era troppo forte. Ci incontrammo in un luogo abbandonato della città, lontano dalle telecamere di sorveglianza.
Eravamo pochi, ma la sete di conoscenza e il desiderio di cambiamento erano palpabili. Finalmente, qualcuno confermò ciò che sospettavo: esisteva un movimento silenzioso che cercava di ricostruire ciò che era stato perduto, che credeva ancora nella bellezza dell'incertezza e nella forza delle idee.
Guardai quei volti, ciascuno con una storia nascosta e sogni inarticolati, e capii che la vera essenza della nostra umanità risiedeva nella possibilità di scegliere, persino in un mondo che aveva forse scelto di dimenticare quella libertà. Da quel giorno, decisi di essere parte del cambiamento che desideravo vedere, consapevole che ogni nostra azione, grande o piccola, era un passo verso un futuro meno prevedibile e più umano.
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