La mia più grande delusione
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: ieri alle 18:38
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 21.02.2026 alle 12:39
Riepilogo:
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La mia più grande delusione
La mia esperienza più grande di delusione si è verificata durante un progetto scolastico che avevo seguito con grande entusiasmo e impegno mentre frequentavo il terzo anno della scuola elementare. L'intero corso era stato incaricato di partecipare a un progetto interdisciplinare volto a sviluppare nuove idee per migliorare l'ambiente scolastico. Questo progetto coinvolgeva diverse materie, tra cui scienze, arte, tecnologia e persino educazione civica. L'obiettivo finale era presentare queste idee in un grande evento a cui avrebbero partecipato studenti, genitori e insegnanti.
Fin dall'inizio, ero profondamente affascinato dal progetto. Mi consideravo una persona creativa e desideravo contribuire con idee innovative. Insieme al mio gruppo di lavoro, composto da alcuni dei miei compagni di classe più brillanti e motivati, decidemmo di concentrarci su come ridurre il consumo di plastica nella nostra scuola. Questo tema mi stava particolarmente a cuore; ero consapevole dell'impatto ambientale negativo della plastica e desideravo fare qualcosa per sensibilizzare la comunità scolastica e promuovere soluzioni pratiche.
Dopo diverse sessioni di brainstorming, decidemmo di proporre l'introduzione di una serie di distributori di acqua potabile. L'idea era di incoraggiare tutti a utilizzare bottiglie riutilizzabili anziché acquistare bottiglie di plastica usa e getta. Progettammo anche una campagna di sensibilizzazione da diffondere attraverso poster, video e incontri informativi. Lavorammo con dedizione per settimane, raccogliendo dati, stilando budget e realizzando prototipi. Mi sentivo incredibilmente fiero del nostro lavoro e ottimista riguardo alla possibilità di avere un impatto positivo.
Finalmente arrivò il giorno della presentazione. Tutti i gruppi erano eccitati e il corridoio della nostra scuola vibrava di aspettative. Quando fu il nostro turno, salimmo sul palco e presentammo il progetto con passione e attenzione. La nostra proposta sembrava essere ben accolta; molti applaudivano e alcuni insegnanti si complimentarono personalmente con noi per la nostra iniziativa.
Tuttavia, un paio di settimane dopo, durante una riunione scolastica, ci fu comunicato che il nostro progetto non sarebbe stato realizzato. La motivazione principale fornita fu che il budget richiesto per installare i distributori d'acqua era troppo elevato e che le priorità scolastiche erano al momento altre. Rimasi pietrificato; non potevo credere che tutto il nostro lavoro fosse stato vano. La sensazione di entusiasmo e realizzazione che avevo provato si trasformò immediatamente in frustrazione e rabbia.
Quella fu la mia più grande delusione. Lo spirito e l'impegno che avevo messo in quel progetto mi avevano fatto sperare in un cambiamento tangibile, e vedere tutto svanire per ragioni che sembravano convenienti fu un duro colpo. Mi sentii impotente e deluso dal sistema, che continuava a privilegiare l'inazione.
Col passare del tempo, tuttavia, questa esperienza mi insegnò lezioni importanti. Compresi che le delusioni fanno parte del percorso di crescita e che non sempre le iniziative vengono accolte come ci aspettiamo, soprattutto quando si tratta di cambiare abitudini consolidate. Imparai anche l'importanza di perseverare e non lasciarsi abbattere dagli ostacoli. Le discussioni che il nostro progetto aveva avviato riguardo all'uso della plastica non erano state vane: alcuni insegnanti avevano iniziato a utilizzare tazze riutilizzabili e i nostri poster erano ancora appesi nei corridoi, continuando a diffondere il messaggio.
Questa esperienza mi spinse a coinvolgermi maggiormente nelle attività ambientali ed educative, cercando nuovi modi per contribuire, anche se in modo più piccolo, al cambiamento che desideravo vedere. Nonostante la delusione iniziale, imparai che a volte l'impatto delle azioni si manifesta nel lungo termine e che non bisogna arrendersi alle prime difficoltà. La vera crescita personale risiede nel trovare la forza di rialzarsi e continuare a impegnarsi per ciò in cui crediamo.
Valutazione dell'insegnante:
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: ieri alle 18:38
Sull'insegnante: Insegnante - Francesca B.
Da 12 anni lavoro nella scuola secondaria di secondo grado (liceo), aiutando le studentesse e gli studenti a comprendere i testi e a trovare una voce chiara nella scrittura. Preparo alla maturità (Esame di Stato) e, con chi è più giovane, sostengo la comprensione e la produzione scritta in vista dell’esame di terza media. In classe c’è calma e attenzione, con spazio per domande e confronto, e strategie pratiche che funzionano davvero in sede d’esame.
Ottimo lavoro: tema ben strutturato, argomentazioni chiare ed esempi concreti che coinvolgono il lettore.
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