La mia professoressa preferita di francese alle medie: Virginia Amendola
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 15:30
Riepilogo:
Scopri il racconto della professoressa Amendola, guida preziosa di francese alle medie, che ha trasformato studio e vita con empatia e sostegno costante.
La mia professoressa preferita di francese alle medie era Virginia Amendola. Per me, era come una seconda mamma, e la definivo la mia stella. Quando la vidi per la prima volta, ricordo di aver pensato: "Da dove è uscita questa?". Non studiavo e, anzi, la trovavo antipatica. Le cose cambiarono radicalmente dopo una caduta che ebbi mentre andavo a scuola.
Era una mattina come tutte le altre, e io mi stavo dirigendo verso la scuola in bicicletta. A un certo punto, persi l’equilibrio e caddi rovinosamente a terra. Mi feci molto male, ma non lo dissi a nessuno. Arrivata in classe, proprio durante la lezione di francese della professoressa Amendola, non riuscivo a concentrarmi a causa del dolore al braccio. Lei, vedendomi disattenta e pensando che stessi solo facendo la sfaticata come al solito, mi richiamò e minacciò di scrivermi una nota. Mi misi a piangere per il dolore e per la frustrazione. Solo a quel punto, notando che il mio braccio tremolava, capì che qualcosa non andava.
Che stavo male era evidente, così si avvicinò per verificare meglio la situazione. Accortasi della gravità della mia condizione, mi chiese subito scusa per non aver compreso la mia difficoltà inizialmente. Mi accompagnò in infermeria e aspettò con me fino all'arrivo dei miei genitori. Da quel momento in poi, il nostro rapporto cambiò drasticamente. Lei mostrò una grande preoccupazione per il mio benessere e si mise a disposizione non solo per il recupero scolastico, ma anche per aiutarmi in ogni momento di difficoltà.
Non solo abbiamo cominciato a fare lezione con un’attenzione diversa, ma la nostra relazione diventava sempre più personale. Io ero riconoscente per la sua dedizione e lei mi seguiva con un affetto che mai avrei immaginato. Ogni mattina, andavo a prenderla alla stazione per andare insieme a scuola. Parlavo con lei durante il tragitto e condividevamo tanto: dalle preoccupazioni legate alla scuola ai piccoli piaceri della vita quotidiana. Era diventata una figura centrale nella mia vita, e non solo per l’aspetto educativo.
Giunse il giorno del mio esame di terza media. Ero estremamente nervosa, ma anche in quel momento, la professoressa Amendola non mi lasciò sola. Venuta per rassicurarmi, la ricordo mentre mi diceva: "Come è bella l’amore mio". Quelle parole, in quel momento cruciale, furono un balsamo per la mia ansia e mi diedero la forza di affrontare la prova con maggiore sicurezza.
Dopo aver finito l’esame, corsi fuori e l'abbracciai. Iniziammo a piangere entrambe. Lei mi guardò negli occhi e mi disse: "In questi tre anni, mi hai dato solo tante belle soddisfazioni". Quelle parole si insinuarono nel mio cuore come un riconoscimento autentico del percorso fatto insieme e dell’impegno che avevo messo nello studio e nella nostra relazione. Non dimenticherò mai quel momento, carico di emozioni e significati profondi.
Quegli anni con la professoressa Amendola sono stati determinanti per la mia crescita personale e scolastica. Grazie a lei ho imparato non solo il francese, ma anche l'importanza della dedizione, dell’empatia e del valore delle relazioni umane. La sua presenza ha rappresentato per me una guida e un esempio da seguire, e le sono grata per ogni singolo momento passato insieme. Senza di lei, non sarei la persona che sono oggi.
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