Dialogo comico tra Frate Braciola e Marilina: una popolana che confessa un peccato nel 1500
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 15:11
Riepilogo:
Scopri il dialogo comico tra Frate Braciola e Marilina nel 1500, imparando a interpretare temi storici e umoristici nel contesto religioso.
Nel cuore del 150, durante un periodo in cui la religione dominava le vite quotidiane e i peccati erano presi molto sul serio, emerge un piccolo villaggio italiano con la sua semplice chiesetta di pietra. Qui viveva Frate Braciola, un frate noto più per il suo amore per il cibo che per la sua severità religiosa, e Marilina, una popolana vivace e benvoluta nel borgo per il suo spirito arguto e la sua vivacità contagiosa.
Un mattino soleggiato, Marilina decise di recarsi in chiesa per confessare un peccato recente. Consapevole che la sua colpa non era delle più gravi, sperava di trovare in Frate Braciola un giudice clemente. In effetti, solo all’idea di dover affrontare uno scambio con il famoso frate, Marilina non riusciva a trattenere una risatina mentre si avviava lungo il sentiero lastricato.
Arrivata al confessionale, Marilina vi si inginocchiò, tirò un grosso sospiro e cominciò: "Padre, sono venuta a confessare un peccato... o forse due, dipende dai punti di vista."
"Ah, Marilina," rispose Frate Braciola dall'altra parte della grata, "oggi il vento soffia in nostro favore, o forse è un aroma di stufato di lepre? Mah, raccontami dunque dei tuoi peccati, che mi hai incuriosito!"
Marilina trattenne una risata e continuò: "Ebbene, caro Frate, pochi giorni fa al mercato di fine settimana, sapete, quel gran parlare con le comari mi ha trattenuta più del dovuto, e una piccola mela... beh, diciamo che è finita nelle mie tasche senza che me ne rendessi conto."
"Cara Marilina," rispose il frate, un sorriso che quasi si poteva sentire nella sua voce, "hai dunque lasciato che un frutto terreno si impadronisse della tua anima? Ma dimmi, era almeno succosa e croccante quanto prometteva di essere?"
"Altroché! Direi che valeva ogni rischio di finire all’inferno!", replicò Marilina ridendo.
"Forse ora posso comprendere perché Eva abbia ceduto al frutto proibito! Ma dimmi, figlia mia, quale sarebbe il secondo peccato di cui parlavi?" chiese Frate Braciola, curioso.
"Ah, il secondo... beh, diciamo che, affascinata dall'arte del baratto, ho convinto la cara signora Pina che quell'uovo piccolo e pallido che le ho dato in cambio fosse una rara specialità!", confessò Marilina tra le risate.
"Un'uovo raro, dici? Non sapevo che le nostre galline avessero sviluppato una simile astuzia nei discorsi di mercato!" rispose Frate Braciola, divertito ma senza la minima traccia di rimprovero nella sua voce.
"Che cosa mi consigliate, Frate? Devo tornare e restituire alla signora Pina il giusto valore?" chiese Marilina con aria complice.
"Cara Marilina," disse Frate Braciola con una risata gentile. "Non credo che il Signore mediti castighi divini per una mela e un uovo, sebbene certo possiamo sempre migliorare il nostro strapazzo di coscienza. Ridona alla signora Pina la tua amicizia e non più uova misteriose!"
"E per la mela, Frate?" domandò Marilina, con un sorriso.
"Oh, figlia mia, direi che potresti onorare la natura con una mela piantando un albero nel tuo giardino. Sembra un affare più che giusto!"
Marilina, soddisfatta delle sagge parole di Frate Braciola, si alzò, facendo tintinnare le monete nel sacchetto, simbolo del nuovo mercato venuto. Il frate le augurò ogni bene, e, mentre Marilina si allontanava, il profumo del pranzo imminente, forse ancor più del vento caldo, avvolse il piccolo vespaio di persone che entravano nella chiesa con sorrisi riflessi.
Così, mentre il suo cuore tornava leggero, Marilina non poté far altro che pensare che Frate Braciola fosse, tra tutte le cose, forse il miglior contabile dell’anima, capace di fare sorridere anche il più carico degli spiriti. Quella fu una confessione di cui certamente avrebbero chiacchierato le genti di buona fede per giorni e giorni, con la stessa leggerezza di una brezza estiva.
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