Contestualizzazione e analisi di un passo de “Il fu Mattia Pascal”: il desiderio di scomparire e ricominciare una nuova vita
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 12.01.2026 alle 12:06
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 14.09.2024 alle 14:03
Riepilogo:
Scopri l'analisi e la contestualizzazione di Il fu Mattia Pascal: il desiderio di scomparire e ricominciare una nuova vita, con spiegazioni chiare per studenti.
Ne "Il fu Mattia Pascal", uno dei romanzi più celebri di Luigi Pirandello, il protagonista Mattia Pascal si ritrova a riflettere sul desiderio di fuggire e di ricominciare da capo, lontano da tutti e da tutto. Il passo "Hai mai pensato di andare via e non tornare mai più? Scappare e far perdere ogni tua traccia, per andare in un posto lontano e ricominciare a vivere una vita nuova, solo tua, vivere davvero? Ci hai mai pensato?" esprime perfettamente questo sentimento di insoddisfazione e di ricerca di una nuova identità.
Il romanzo narra la storia di Mattia Pascal, un uomo che vive una vita mediocre e piena di insoddisfazioni in un piccolo paese ligure, Miragno. Schiacciato da una vita senza sbocchi professionalmente ed emotivamente, Mattia si trova in una situazione insostenibile. Le vicissitudini della sua esistenza lo portano alla disperazione, soprattutto dopo la morte della madre e la scoperta dell'infedeltà della moglie. Egli sogna di lasciare questa vita soffocante per trovarne una nuova e più autentica, e il brano in questione evidenzia questo desiderio profondo di fuga e di rinascita.
La chiave per comprendere la profondità di queste parole risiede nel contesto storico e culturale in cui Pirandello ha scritto il romanzo. Pubblicato nel 1904, "Il fu Mattia Pascal" è immerso in un'epoca di grandi cambiamenti sociali e culturali. La fine del XIX secolo e l'inizio del XX sono periodi dominati dalla crisi delle certezze ottocentesche, dall'emergere di nuove teorie filosofiche e scientifiche che mettono in discussione le visioni tradizionali del mondo e dell'uomo. In ambito letterario, si affermano movimenti come il Decadentismo e il Modernismo, che esprimono il malessere dell'uomo moderno, la sua sensazione di smarrimento e la sua ricerca di una nuova identità.
Mattia Pascal, con il suo desiderio di fuga, incarna perfettamente questa crisi dell'io. Egli sente che la sua identità sociale e personale è una sorta di prigione, un ruolo che gli è stato imposto dalle circostanze, dalle convenzioni sociali e dalla famiglia. La sua decisione di scappare e reinventarsi viene facilitata da un evento fortuito: la vincita di un ingente somma di denaro a Montecarlo e la notizia erronea della sua morte, diffusa dalla stampa. Mattia coglie l'opportunità e decide di "rinascere" sotto una nuova identità: Adriano Meis.
Questa decisione rappresenta un tentativo radicale di scrollarsi di dosso il passato e di avventurarsi in una vita che possa definirsi veramente sua. Tuttavia, la nuova vita di Mattia/Adriano non si rivelerà affatto semplice. Pur con una nuova identità, egli si rende conto che non può sottrarsi alle problematiche esistenziali e sociali che gli avevano causato tanto turbamento. Le relazioni umane, le norme sociali e persino il sistema burocratico dimostrano che il semplice cambio di nome non è sufficiente per costruirsi una vita autentica e libera.
Il contrasto tra il sogno di libertà e la dura realtà sottolinea una delle tematiche principali del romanzo: l'impossibilità di sfuggire completamente alla propria identità e al proprio passato. Nonostante il tentativo di Mattia di ricominciare da capo, le stesse dinamiche di alienazione e incomprensione riaffiorano nella sua nuova vita. Alla fine, non riuscendo più a sopportare la doppia vita, Mattia decide di ritornare a Miragno, dove scopre però di essere ormai considerato morto. Si ritrova così in una sorta di limbo esistenziale, vivo ma privo di un'identità sociale riconosciuta. Costretto a vivere come un "fu", un ex, una persona fuori dal tempo e dalla società, Mattia Pascal rappresenta l'angoscia dell'uomo moderno di fronte alla frammentazione dell'io e all'impossibilità di dare una forma coerente alla propria identità.
In conclusione, il passo citato riflette il desiderio universale di fuga e di rinnovamento che molti di noi, almeno una volta nella vita, hanno provato. Tuttavia, Pirandello ci avverte delle difficoltà e delle illusioni che accompagnano questa ricerca di una nuova esistenza, invitandoci a riflettere sulla complessità dell'identità umana e sul difficile equilibrio tra la libertà individuale e le interazioni sociali.
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