Tema

Un pranzo in famiglia: alla porta suona una persona identica a me - un testo fantastico narrato in prima persona.

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 19.10.2024 alle 20:57

Tipologia dell'esercizio: Tema

Un pranzo in famiglia: alla porta suona una persona identica a me - un testo fantastico narrato in prima persona.

Riepilogo:

Una domenica di pranzo familiare si trasforma in un incontro surreale con un sosia. La scoperta di sé stessa porta a riflessioni profonde. ??

Era una domenica come tante, e mi trovavo a casa dei miei genitori per il tradizionale pranzo in famiglia. L'odore del ragù che sobbolliva sul fuoco riempiva la cucina, mentre la mamma metteva il tocco finale al tavolo ben apparecchiato. Mio padre leggeva il giornale in salotto, come sempre, con la sedia leggermente inclinata all'indietro. I miei fratelli chiacchieravano allegramente facendosi dispetti, e io sorseggiavo un bicchiere d'acqua osservando quel quadro familiare che mi era tanto caro.

All'improvviso, il suono del campanello interruppe la nostra tranquilla routine. Con la scusa di sgranchirmi le gambe, mi alzai per andare ad aprire la porta, curioso di scoprire chi potesse essere a quell'ora del pomeriggio, senza preavviso. Mai avrei immaginato quello che stava per accadere.

Quando aprii la porta, rimasi completamente sbalordito. Davanti a me, in piedi sullo zerbino, c'era una persona identica a me in tutto e per tutto. Né una ruga in più né un capello fuori posto: sembrava di guardarsi allo specchio. "Ciao," disse, con la mia stessa voce. Ero senza parole, sentii un misto di stupore, paura e curiosità. Mi balenarono in testa mille pensieri: un gemello mai conosciuto? Un sosia perfetto? Oppure qualcosa oltre la comprensione umana?

Invitai l'altro me stesso ad entrare, con la mente che viaggiava a mille all'ora. Nel vederlo, la mia famiglia si immobilizzò, tanto che si sarebbe potuta sentire volare una mosca. C'erano mille spiegazioni razionali possibile, ma nessuna sembrava tenere. In un turbine di incertezze, mi venne in mente l'unica cosa da fare: scoprire chi fosse davvero.

"Chi sei?" chiesi, cercando di mantenere la calma. "Sono te," rispose senza alcuna esitazione il mio doppio. La stanza era colma di tensione, come se il tempo stesso si fosse fermato. Inizialmente feci fatica a credere alle sue parole. Pensai a uno scherzo architettato dai miei amici, ma quella spiegazione non mi convinceva: il livello di dettagli, i piccoli tic e gesti erano troppo accurati.

Chiesi al mio doppio di raccontarmi qualcosa che solo io potessi sapere, un evento sottilmente unico o un pensiero nascosto. Lui sorrise e cominciò a narrarmi di una piccola avventura della mia infanzia che nessuno avrebbe potuto conoscere: la volta in cui, da piccolo, mi nascosi nel giardino di un vicino per paura di essere scoperto dopo aver rotto un vetro giocando a pallone. Non lo avevo mai raccontato a nessuno, ma lui ne sapeva ogni particolare, ogni emozione provata.

La famiglia sembrava divisa: da una parte la paura dell'ignoto, dall'altra la curiosità e il desiderio di comprendere. Era una situazione più grande di noi, quasi incomprensibile. Proporsi di fare delle domande reciproche sembrava un buon modo per continuare. Notai che le risposte erano sempre coincidenti, fino all'ultima inflessione del tono di voce.

Iniziammo ad avere un dialogo più profondo, affrontando tematiche e sentimenti personali. Scoprii attraverso lui prospettive nuove su eventi passati, quasi come se questa presenza fosse una parte nascosta di me stesso, un riflesso di tutto ciò che avevo trascurato o dimenticato. Era un ponte verso la mia interiorità, un'opportunità per capire e per crescere.

Il pranzo continuò in un'atmosfera surreale, in cui mia madre cercava di non far mancare mai del cibo sulla tavola, come a voler esorcizzare la tensione con una pentola di lasagne. I discorsi si aggiustarono su argomenti più leggeri: la musica, i viaggi, i libri, quasi a voler rendere normale qualcosa di straordinario.

Quando ormai il sole iniziava a calare e il giorno volgeva al termine, il mio doppio disse di dover andare. Lo accompagnai alla porta, ancora pieno di domande irrisolte ma in pace con la situazione. "Ci rivedremo," disse con un sorriso identico al mio. E mentre chiudevo la porta, realizzai che quella visita inaspettata aveva smosso qualcosa dentro di me. Non sapevo se sarebbe mai tornato, ma sapevo che, in fondo, l'incontro più sorprendente era stato con una parte di me stesso che ignoravo.

Guardando il crepuscolo dalla finestra, una sensazione di serenità mi avvolse: dopotutto, qualunque cosa fosse successo, mi aveva consentito di vedere il mondo con occhi nuovi, e di riconoscere che esistono misteri che forse non meritano di essere svelati, ma soltanto vissuti.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

come scrivere un testo fantastico in prima persona?

Per scrivere un testo fantastico in prima persona inizia descrivendo scene realistiche e familiari per far immedesimare subito chi legge. Poi inserisci un elemento sorprendente o inspiegabile che sconvolge la normalità e racconta tutto dal punto di vista di un solo personaggio mostrando i suoi pensieri emozioni e reazioni di fronte all’incredibile.

quali sono esempi di tema sul pranzo in famiglia?

Un esempio è il racconto di una domenica in famiglia in cui la tranquillità viene sconvolta dall'arrivo di una persona identica a te. Oppure si può parlare di pranzi tradizionali, con descrizioni dettagliate di abitudini, cibi e dialoghi familiari che evocano calore e routine oppure strani incontri come ospiti inattesi.

cosa significa incontrare il proprio doppio in narrativa?

Nella narrativa incontrare il proprio doppio rappresenta spesso un'occasione per riflettere su se stessi. Vuol dire affrontare paure, segreti o aspetti nascosti della propria identità e può portare a una crescita personale attraverso la scoperta di parti nuove o dimenticate di sé.

qual è la differenza tra racconto realistico e testo fantastico narrato in prima persona?

Il racconto realistico si basa su eventi e situazioni possibili e normali mentre il testo fantastico aggiunge elementi inspiegabili o impossibili come l'incontro con un proprio sosia. La narrazione in prima persona rende entrambe le storie più intime ma nel fantastico c'è sempre una rottura delle regole della realtà.

come si descrive l'arrivo di una persona identica in un tema?

Si può descrivere l’arrivo iniziando con sensazioni di sorpresa e incredulità come se si vedesse uno specchio vivente. Poi si raccontano le reazioni della famiglia tra paura e curiosità e si approfondiscono i dettagli fisici e comportamentali per far capire quanto il nuovo arrivato sia uguale al protagonista esprimendo il senso di mistero che porta con sé.

Scrivi il tema al posto mio

Valutazione dell'insegnante:

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 19.10.2024 alle 20:57

Sull'insegnante: Insegnante - Luca D.

Lavoro da 8 anni in un liceo, con focus su analisi del testo e scrittura consapevole. Preparo alla maturità e supporto le classi della secondaria di primo grado in lettura e produzione. Mantengo un ritmo metodico e senza stress; il feedback è diretto e subito applicabile.

Voto:5/ 527.10.2024 alle 14:40

**Voto: 9** Commento: Ottimo utilizzo della narrazione fantastica, con descrizioni vivide che catturano il lettore.

La riflessione interiore e il dialogo tra le due identità arricchiscono il testo, rendendolo emozionante e profondo. Bravo!

Komentarze naszych użytkowników:

Voto:5/ 529.11.2024 alle 21:54

Grazie per il riassunto, sembra davvero interessante!

Voto:5/ 53.12.2024 alle 22:48

Ma secondo voi, cosa rappresenta avere un sosia? È solo un modo per esplorare il tema dell'identità? ?

Voto:5/ 54.12.2024 alle 19:39

Credo che il sosia simboleggi le diverse parti di noi stessi che non sempre conosciamo. Che ne pensate?

Voto:5/ 58.12.2024 alle 15:03

Fantastica storia, non riesco a smettere di pensarci!

Vota:

Accedi per poter valutare il lavoro.

Accedi