Dialogo tra due personaggi: «È tornato in città questa mattina, senza di lei»
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 20.02.2026 alle 15:57
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.02.2026 alle 11:35
Riepilogo:
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«È tornato in città questa mattina, senza di lei.»
Andrea fissava intensamente Marco, tentando di decifrare l'espressione dell'amico. Il parco, solitamente animato da risate e chiacchiere, sembrava improvvisamente un palcoscenico vuoto. Le foglie arancioni e gialle, ormai cadute dagli alberi, frusciavano sotto i piedi delle poche persone presenti.
«Cosa è successo, Marco?» domandò Andrea, con un filo di preoccupazione nella voce.
Marco abbassò lo sguardo, giochicchiando nervosamente con la cerniera del suo giubbotto. «Non ha spiegato molto. Ha detto solo che le cose non sono andate come sperava.» Rispose con un tono impregnato di tristezza e rassegnazione.
Andrea si sedette su una delle panchine del parco e fece cenno a Marco di unirsi a lui. «Hai parlato con lui? Ha detto qualcosa che possa aiutarci a capire?»
Marco sospirò profondamente. «L'ho incontrato al bar. Sembrava... perso. Diceva che erano partiti insieme per una nuova opportunità, un lavoro che poteva cambiare la loro vita. Ma qualcosa è andato storto. Non ha voluto scendere nei dettagli, ma il suo sguardo diceva tutto.»
Andrea scrutò il viso dell'amico, cercando segni di menzogna o esagerazione, ma trovò solo sincerità e preoccupazione. «La conoscevo appena, ma sembrava una brava persona. Sempre sorridente, sempre gentile. Come è possibile?»
Marco scosse la testa. «Non lo so. Forse la pressione? Forse le aspettative troppo alte? Sai bene quanto lui possa essere determinato e a volte... incosciente.»
Il rumore del traffico in lontananza sembrava quasi un sottofondo musicale, un'eco distante di una città che continuava a vivere nonostante tutto. Andrea rifletté per un momento, poi chiese: «Hai detto che era un lavoro. Di che si trattava?»
«Non ha parlato molto, solo che era un'opportunità unica. Sai, quel tipo di offerte che non si possono rifiutare.» Rispose Marco.
Andrea annuì lentamente. «E ora? Cosa farà?»
Marco sollevò le spalle. «Non ne ha idea. Ha detto che vuole capire cosa ha sbagliato, come rimediare. Ma credo che abbia bisogno di tempo per rimettere insieme i pezzi.»
Rimasero in silenzio per un po', ognuno perso nei propri pensieri. Poi, Andrea riprese la parola. «E lei? Cosa farà lei?»
Marco chiuse gli occhi per un breve istante prima di rispondere. «Ha detto che non tornerà. Non qui, almeno. Forse ha trovato qualcosa di meglio, o forse ha solo bisogno di allontanarsi. Non lo so.»
Andrea sentiva un peso sul petto. «Mi dispiace molto per lui. Deve essere devastato.»
Marco annuì. «Sì, lo è. Ma dobbiamo esserci per lui. Deve sapere che non è solo.»
Andrea concordò. «Dobbiamo aiutare in qualche modo. Che sia con un consiglio o semplicemente ascoltandolo, dobbiamo fare qualcosa.»
Marco lanciò uno sguardo riconoscente ad Andrea. «È vero, Andrea. Dopotutto, siamo amici. E gli amici si sostengono nei momenti difficili.»
I due rimasero seduti in silenzio, elaborando quanto fosse complessa e imprevedibile la vita. Il sole stava ormai calando dietro gli alberi e le ombre cominciavano a avvolgere il parco.
Andrea si alzò e posò una mano sulla spalla di Marco. «Andiamo. Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo. Iniziamo da una semplice chiacchierata. Può significare molto.»
Marco annuì e si alzò lentamente. «Hai ragione. Andiamo a trovarlo.»
Insieme, i due amici si incamminarono verso l'uscita del parco, determinati a portare un po' di luce nel buio che aveva avvolto la vita del loro amico. Poco sapevano che quello sarebbe stato solo l'inizio di un lungo viaggio verso la riscoperta della speranza e del coraggio di affrontare le sfide, per quanto difficili possano essere.
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