Copione sulla violenza domestica con due personaggi
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 12:54
Tipologia dell'esercizio: Esercizio per casa
Aggiunto: 17.01.2026 alle 13:51
Riepilogo:
Scopri un copione sulla violenza domestica con due personaggi: testo scenico, analisi dei ruoli, temi e spunti per compiti e discussioni scolastiche.
Titolo: "Un Silenzio Assordante"
Personaggi:
1. Anna - Una donna di 35 anni, forte e resiliente, ma ormai stanca del silenzio che ha mantenuto per troppo tempo. Lavora part-time e si occupa della casa e dei figli. Lotta quotidianamente per tenere tutto sotto controllo, nonostante il peso delle responsabilità.
2. Marco - Un uomo di 40 anni, dall'apparenza tranquilla ma dal carattere irascibile. Lavora a tempo pieno, spesso stressato e stanco. I suoi scatti d'ira nascondono insicurezze e difficoltà che non riesce ad esprimere.
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(Sipario alzato. Siamo in una piccola cucina modesta. Anna è in piedi vicino al tavolo, sistemando i piatti dopo cena. Marco è seduto, gioca distrattamente con lo smartphone. La tensione è palpabile.)
Marco: (senza alzare gli occhi dallo schermo) Hai visto quella cosa che ti ho chiesto?
Anna: (con tono incerto) Quale cosa, Marco?
Marco: (sbuffando) Quel documento che dovevi cercare per me. Doveva essere pronto oggi.
Anna: (mette via un piatto) Oh, sì. Mi dispiace, oggi non ho avuto tempo. Ho dovuto portare i bambini a scuola e poi...
Marco: (interrompendola bruscamente) Sempre la stessa storia, Anna. Non è difficile! Sono cose semplici, basterebbe un po' di organizzazione.
Anna: Sto cercando di fare del mio meglio, Marco. Sai che la giornata è stata piena.
(Marco alza finalmente lo sguardo dal telefono, posandolo sul tavolo. Il suo volto è una maschera di irritazione.)
Marco: È sempre stata una scusa dietro l'altra. Iniziano a stufarmi queste giustificazioni, Anna.
Anna: (prende un profondo respiro) Non sono giustificazioni, Marco. È la nostra vita, con tutto il caos che comporta.
Marco: (alzando la voce) Non voglio sentirle quelle parole. La nostra vita sarebbe molto più semplice se almeno una volta tu facessi quello che ti chiedo senza dover discutere.
Anna: (cercando di rimanere calma) Marco, non è questione di discutere. Parliamo sempre del rispetto del tempo e delle necessità reciproche.
(Marco si alza di scatto, la sedia si ribalta rumorosamente. L'atmosfera si fa ancora più tesa.)
Marco: (urlando) Rispetto? Tu non rispetti nulla di quello che faccio o chiedo!
(Anna si irrigidisce, ma mantiene la calma. Appoggia il piatto sul tavolo per non farlo cadere.)
Anna: (tono fermo) Marco, abbassa la voce. I bambini potrebbero svegliarsi.
Marco: (si avvicina minaccioso) E allora? Che sveglino! Forse così capiranno quanto incompetente sei!
Anna: (con voce tremante ma risoluta) Non è questo il modo di risolvere le cose. E lo sai.
(Marco si ferma, quasi sorpreso dal suo stesso comportamento. Lentamente, distoglie lo sguardo, invaso da un silenzio pesante che si infrange come un'onda.)
Anna: (prende coraggio e posa una mano sul suo braccio) Lo so che sei stressato al lavoro, ma non possiamo continuare così. Non è salutare per nessuno di noi, né per i bambini.
Marco: (sospira, ma le braccia sono ancora rigide lungo i fianchi) Non so cosa mi succede. Mi dispiace, Anna. Davvero.
Anna: Parlare di queste cose potrebbe aiutarci. Abbiamo bisogno di colmare questo silenzio. Non solo per noi, ma per la nostra famiglia.
Marco: (abbassando la testa) Hai ragione. Ma ogni volta che cerco di parlarne, mi sento come se qualcosa dentro di me stesse per esplodere.
Anna: (annuisce) Io sono qui per te. Dobbiamo entrambi fare uno sforzo per capire e cambiare le cose. Non possiamo permettere a questo silenzio di dividerci ancora.
(Marco la guarda negli occhi, per la prima volta da tempo, sinceramente.)
Marco: (con voce più bassa e franca) Non so se riuscirò, Anna. Ma sono stanco anche io di questo silenzio che ci sta uccidendo.
Anna: (sorridendo debolmente) L'importante è iniziare a provare a cambiare, un passo alla volta. Possiamo farcela, insieme.
(Marco annuisce lentamente, poi si allontana, riprendendo la sedia e sedendosi su di essa. Anna rimane accanto a lui, silenziosa ma speranzosa di una nuova comprensione.)
(Silenzio. Ma questa volta, un silenzio diverso, meno opprimente, più aperto al cambiamento. Un silenzio che lascia spazio alla speranza.)
(Fine.)
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