Saggio

Maturità 2020: come gli studenti hanno affrontato un esame straordinario

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 16.01.2026 alle 8:07

Tipologia dell'esercizio: Saggio

Riepilogo:

La Maturità 2020, segnata dal COVID-19, ha visto solo prove orali, ansie e resilienza. Studenti e docenti hanno riscoperto empatia e flessibilità.

L’Esame di Maturità 2020: tra aspettative, ansie e realtà in un anno straordinario

L’Esame di Maturità rappresenta da sempre uno spartiacque fondamentale nella vita degli studenti italiani: è quel passaggio simbolico, quasi una sorta di rito di iniziazione laico, che segna la fine degli anni scolastici e l’ingresso nell’età adulta, con tutto il suo carico di responsabilità e nuove opportunità. La Maturità 2020, però, si è svolta in un clima del tutto anomalo, segnato dall’irrompere della pandemia di COVID-19, che ha sconvolto non solo il normale scorrere delle attività scolastiche, ma anche le abitudini, le relazioni e le certezze di tutti noi. In questo contesto eccezionale, sono cambiate anche le modalità dell’esame: niente prove scritte tradizionali, ampio spazio a un colloquio orale rimodulato e la necessità di affrontare, oltre alle tradizionali ansie, anche tutte le incognite del periodo storico.

Obiettivo di questo saggio è indagare in profondità come hanno vissuto gli studenti questa esperienza, quali aspettative li muovevano, come si sono confrontati con la pressione psicologica e con le trasformazioni dell’esame stesso. Attraverso analisi, esempi, riferimenti letterari e il racconto delle emozioni — centrali proprio in una fase tanto delicata — cercherò di restituire una panoramica sfaccettata e autentica di una maturità vissuta “sotto vetro”, ma incredibilmente vera.

---

I. Il quadro generale della Maturità 2020

Chiunque abbia affrontato l’esame di Stato sa che, normalmente, questo si struttura in tre grandi step: due prove scritte e un colloquio orale. Nel 2020, tuttavia, in un’Italia uscita da un lungo lockdown, con la didattica a distanza ancora in corso e tante scuole materialmente chiuse, il Ministero ha deciso di eliminare le prove scritte, concentrando tutto su un unico colloquio interdisciplinare di circa un’ora. Si trattava di una decisione senza precedenti: nessuna “traccia” ministeriale di italiano, nessuna seconda prova specifica di indirizzo. Per molti studenti, questa modifica ha generato un senso di sollievo, ma anche nuove preoccupazioni. Da una parte, veniva meno la temutissima pagina bianca o il rischio di trovarsi di fronte un argomento mai affrontato; dall’altra, l’ignoto su come il colloquio sarebbe stato effettivamente calibrato ha acceso mille interrogativi.

I dati raccolti alla fine della sessione hanno mostrato che oltre la metà dei maturandi ha valutato positivamente l’esperienza — con un numero significativo di giovani addirittura entusiasti per come si era concluso l’esame, molto meglio di quanto temessero alla vigilia. Questi risultati suggeriscono come spesso la percezione della difficoltà, amplificata da paure legate alla situazione, non corrispondesse fino in fondo alla realtà dei fatti.

---

II. Le aspettative degli studenti: speranze e paure prima dell’esame

Affrontare la Maturità significa, innanzitutto, misurarsi con un grande carico di aspettative: quelle che gli studenti hanno verso sé stessi e quelle che percepiscono provenire dall’esterno, dalla famiglia, dai professori, dai compagni, perfino dall’immagine che si vorrebbe restituire “ai social”. In un paese come l’Italia, frequentemente innamorato dei voti e delle griglie di valutazione — come ci ricorda Italo Calvino descrivendo il “terrore dei numeri” nel romanzo “Il barone rampante” — il risultato finale ha spesso peso simbolico.

La Maturità 2020 non ha fatto eccezione. Al contrario, molti giovani, già provati dalla lunga permanenza in casa e dalla didattica a distanza, sono arrivati all’esame caricando l’evento di attese contraddittorie: desiderio di riscatto, speranza di veder riconosciuto il proprio impegno, paura di deludere i genitori — spesso più ansiosi degli stessi candidati — o di non essere all’altezza di amici e conoscenti. Le chat di WhatsApp e i gruppi Facebook di classe sono diventati officine di confronto, talvolta fucine d’ansia: circolavano domande sulle possibili domande degli insegnanti, sulle strategie per non “cadere in trappole”, sulle esperienze di chi aveva già affrontato il colloquio. Questa pressione collettiva, unita all’assenza di punti di riferimento fissi, ha contribuito a innervosire anche gli studenti più sereni, generando spesso uno stato d’animo oscillante tra paura e trepidazione.

---

III. Lo svolgimento dell’esame orale: imprevedibilità e preparazione

Il colloquio del 2020 si caratterizzava per una scaletta precisa ma, a detta di molti, anche per una certa imprevedibilità. Il candidato presentava un proprio elaborato sulla materia di indirizzo, poi veniva interrogato trasversalmente dagli insegnanti su temi di educazione civica, su argomenti trasversali alle diverse discipline e su una breve analisi di un testo di italiano.

Gli insegnanti — in larga parte sensibili alle difficoltà del momento e coscienti di trovarsi di fronte a giovani emotivamente fragili — si sono mossi tra due esigenze: da un lato, mantenere un certo rigore e valore all’esame, dall’altro mostrare empatia e comprensione. Non sono mancati professori che, proprio come alcuni personaggi femminili nei romanzi della Morante, hanno saputo incarnare una presenza rassicurante, invitando gli studenti a dare il meglio e ad affrontare le proprie paure senza vergogna. Tuttavia, sono emerse anche difficoltà: prepararsi a possibili domande imprevedibili, che uscivano dagli schemi delle simulazioni fatte in classe, ha messo molti ragazzi nella condizione di dover ampliare lo studio, coltivare una preparazione elastica e non ripetitiva.

Il sostegno fornito dagli insegnanti è stato percepito in modo molto variabile: in alcune scuole, i ragazzi hanno raccontato di docenti disponibili, pronti a chiarire dubbi addirittura pochi minuti prima dell’orale; in altri casi, invece, la distanza imposta dall’emergenza sanitaria ha accentuato un senso di solitudine. Essere pronti a rispondere a domande “laterali”, connesse a temi di attualità come la cittadinanza digitale o la memoria storica, ha imposto una modalità di preparazione meno “scolastica” e più simile a una vera e propria palestra di ragionamento.

---

IV. Impatto emotivo e psicologico sugli studenti

Non è possibile comprendere la Maturità 2020 senza soffermarsi sull’aspetto emotivo, forse mai così determinante. Molti studenti hanno vissuto l’attesa dell’esame come un tempo sospeso, in cui la paura di un virus invisibile si intrecciava a quella ben più concreta del giudizio dei professori, dei genitori, della comunità. L’obbligo di restare a casa, l’impossibilità di incontrarsi con i propri compagni o di studiare insieme in biblioteca — luoghi simbolo della vita studentesca italiana, celebrati anche da autori come Elsa Morante o Natalia Ginzburg — hanno reso il percorso verso la maturità più solitario e faticoso.

La resilienza degli studenti si è rivelata sorprendente: molti ragazzi e ragazze, pur subendo momenti di scoraggiamento e talora veri e propri attacchi d’ansia, hanno cercato conforto nei piccoli gesti quotidiani e nelle nuove possibilità offerte dal digitale. Gruppi di confronto online, forum come quelli di Skuola.net, canali Telegram nati per condividere appunti e “dritte”, sono diventati rifugi virtuali dove esprimere paure ma anche scambiarsi incoraggiamenti, costruendo una sorta di comunità di destino. Numerosi psicologi scolastici hanno sottolineato come, per tanti, la Maturità 2020 abbia rappresentato non solo una prova di conoscenza ma anche — se non soprattutto — una grande scuola di resilienza emotiva.

---

V. Riflessioni sul ruolo degli insegnanti nell’Esame di Maturità 2020

La figura del docente, in questo passaggio, ha assunto contorni ancora più complessi e rilevanti. Gli insegnanti sono stati chiamati non solo a valutare, ma anche a interpretare e accogliere la realtà di studenti segnati dal più traumatico evento collettivo recente. In alcuni casi, la scelta di non “facilitare” eccessivamente le domande e di mantenere un certo livello di serietà nel colloquio è stata dettata dal desiderio di non svilire il valore dell’esame, di rivendicarne la funzione educativa e selettiva, secondo la migliore tradizione italiana. Ma, soprattutto, molti docenti si sono sforzati di comunicare trasparenza e di rassicurare i ragazzi, spiegando modalità ed eventuali criteri di valutazione con chiarezza, talvolta chiedendo il loro punto di vista sulle difficoltà vissute.

Non sono mancati episodi emblematici, come quello raccontato in una lettera circolata tra studenti e insegnanti milanesi, in cui un intero consiglio di classe ha scelto di dedicare gli ultimi minuti del colloquio a un confronto sul significato dell’esperienza vissuta, riconoscendo che l’apprendimento va ben oltre la semplice memorizzazione di nozioni. Questi momenti di ascolto hanno reso la maturità di quell’anno, se non più semplice, certamente più umana e partecipata.

---

VI. Valutazione dei risultati: tra soddisfazione e sorprese

Giunti alla fine del percorso, in molti hanno tirato un sospiro di sollievo, scoprendo che le paure alimentate nei lunghi mesi di incertezza erano, in fondo, spesso più grandi della realtà. Per numerosi studenti, il voto è stato pari alle proprie aspettative, mentre una consistente minoranza ha addirittura superato ogni previsione, sorprendendo sé stessi e i familiari. Non sono mancati, però, casi di delusione: qualcuno ha scoperto che la valutazione finale era condizionata non solo dalla performance del giorno del colloquio, ma anche da un percorso complessivo segnato da interruzioni e difficoltà oggettive.

Tuttavia, la percezione generale è stata quella di una maturità vissuta con intensità, che ha saputo, almeno in parte, compensare con la qualità del dialogo ciò che è venuto meno nella ritualità delle prove scritte. La comparazione con le edizioni precedenti dell’esame — spesso sterile e fuorviante — ha lasciato spazio, quest’anno, a una maggiore consapevolezza del valore umano dell’esperienza.

---

VII. Conclusioni e prospettive future

In definitiva, la Maturità 2020 rimarrà a lungo nella memoria collettiva come un esperimento unico, figlio di una contingenza eccezionale ma capace di suggerire nuove strade. Gli studenti hanno appreso — spesso più a loro spese che per merito del sistema — l’importanza della flessibilità e della solidarietà, valori oggi più che mai necessari. Le istituzioni scolastiche, dal canto loro, hanno compreso quanto sia necessario progettare valutazioni capaci di adattarsi alle esigenze di ragazzi diversi, ciascuno con la propria storia e le proprie fragilità, come suggeriva don Lorenzo Milani nella sua celebre “Lettera a una professoressa”.

Il voto resterà sempre un elemento importante, ma mai quanto il percorso umano e di crescita interiore che porta a ottenerlo. Per questo è fondamentale che, nei prossimi anni, l’esame continui a evolversi: più spazio all’ascolto, maggiore attenzione alle competenze trasversali, integrazione tra sapere e saper essere. Un dialogo costante tra studenti, docenti e famiglie sarà il segreto per rendere la Maturità un vero trampolino verso il futuro, e non solo la fine di un ciclo.

---

Appendice — Suggerimenti per studenti, famiglie e insegnanti

Per chi dovrà affrontare l’esame nei prossimi anni, alcune strategie possono rivelarsi vincenti: alternare lo studio individuale con momenti di confronto tra pari, imparare a gestire l’ansia attraverso tecniche semplici come la respirazione o la scrittura di un diario, affidarsi alle parole d’incoraggiamento di chi ha già vissuto l’esperienza. Alle famiglie si consiglia di sostenere i ragazzi senza eccessiva pressione, valorizzando il percorso più del risultato. Gli insegnanti, infine, sono chiamati a un ruolo duplice: garanti del merito, ma anche alleati empatici dei loro studenti in cammino verso la maturità — in ogni senso.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Come gli studenti hanno affrontato la Maturità 2020 durante la pandemia?

Gli studenti hanno affrontato la Maturità 2020 con resilienza e adattamento, gestendo ansia e incertezze causate dalla pandemia e dalla didattica a distanza.

Quali erano le principali aspettative e paure degli studenti per l'esame di Maturità 2020?

Le aspettative riguardavano il riconoscimento dell'impegno, mentre le paure erano legate al giudizio, alla possibilità di deludere e all'ignoto dato dalle nuove modalità dell'esame.

In cosa si è differenziato l'esame di Maturità 2020 rispetto agli anni precedenti?

Nel 2020 non ci sono state prove scritte, ma solo un colloquio orale interdisciplinare, rendendo l'esame unico nella sua struttura e modalità.

Quale impatto psicologico ha avuto la Maturità 2020 sugli studenti?

L'esame ha avuto un forte impatto emotivo, generando ansia e solitudine, ma ha anche stimolato resilienza e solidarietà grazie al supporto digitale tra studenti.

Che ruolo hanno avuto gli insegnanti durante la Maturità 2020?

Gli insegnanti hanno svolto un ruolo fondamentale sia nel valutare che nel sostenere emotivamente gli studenti, mostrando empatia e trasparenza.

Scrivi il saggio al posto mio

Vota:

Accedi per poter valutare il lavoro.

Accedi