Saggio

Maturità 2019: la seconda prova diventa multidisciplinare

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Tipologia dell'esercizio: Saggio

Riepilogo:

La seconda prova di maturità 2019 diventa multidisciplinare: coinvolge più materie, richiede collegamenti e competenze trasversali agli studenti.

Seconda prova maturità 2019: sarà multidisciplinare?

I. Introduzione

L’Esame di Stato rappresenta da sempre un momento cruciale nel percorso scolastico degli studenti italiani, segnando il passaggio dall’adolescenza all’età adulta e, per molti, l’apertura verso l’università o il mondo del lavoro. Nel 2019, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) ha introdotto importanti novità nell’organizzazione della maturità, suscitando interrogativi e, talvolta, preoccupazione tra studenti e docenti. Tra le modifiche più rilevanti va sicuramente annoverata la riformulazione della seconda prova scritta, tradizionalmente focalizzata su una disciplina caratterizzante per ciascun indirizzo, che ora può abbracciare più materie in un’ottica multidisciplinare.

Storicamente, la seconda prova ha avuto il compito di valutare le competenze specifiche acquisite in una materia cardine del corso di studi. Per il liceo classico, ad esempio, era il regno della traduzione dal latino o dal greco; per lo scientifico, si affrontava un problema di matematica. Con l’innovazione del 2019, queste certezze sono state rimescolate: la possibilità che la traccia coinvolga contemporaneamente più discipline impone agli studenti una preparazione più ampia, non solo nozionistica ma anche metodologica.

Il presente saggio intende analizzare nel dettaglio la cornice normativa della riforma, esplorare la struttura della nuova seconda prova, riflettere sulle conseguenze pratiche per gli studenti dei vari indirizzi e proporre strategie efficaci di preparazione. L’obiettivo è offrire una panoramica lucida e aggiornata, integrando le fonti ufficiali con esempi concreti e una riflessione critica sull’impatto pedagogico e culturale di questa svolta.

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II. Quadro normativo della maturità 2019

La riforma della maturità 2019 affonda le sue radici nel Decreto Legislativo 62 del 13 aprile 2017. Questo provvedimento normativo ha inaugurato una nuova visione dell’Esame di Stato, ispirata all’esigenza di rendere la valutazione finale degli studenti più attenta alle competenze trasversali e meno legata al mero esercizio mnemonico. A rafforzare e chiarire le linee guida è intervenuta successivamente la Circolare MIUR del 4 ottobre 2018, che ha fornito dettagli e chiarimenti applicativi, soprattutto relativamente alle modalità delle seconde prove e all’eliminazione della “temutissima” terza prova.

L’eliminazione della terza prova, introdotta nel 1997 con la Riforma Berlinguer, ha segnato un passaggio simbolico: il “quizzone”, che tanti studenti avevano fronteggiato rispondendo a domande su varie materie (spesso con timore più che con entusiasmo), sparisce. Il suo superamento ha una duplice motivazione: da un lato, la volontà di evitare una frammentazione eccessiva delle conoscenze, dall’altro, la necessità di semplificare l’esame e focalizzarsi su competenze più robuste e integrate.

Di conseguenza, il ruolo delle prime due prove scritte è stato rafforzato: se la prima prova (italiano) resta immutata nella sua funzione di valutazione delle capacità espressive, linguistiche e culturali dello studente, la seconda prova assume ora un significato nuovo. Qui entra in gioco il concetto di “discipline caratterizzanti”, ovvero quelle che rappresentano il cuore identitario di ciascun indirizzo di studio. Nel liceo classico, latino e greco sono i pilastri; al liceo scientifico, matematica e fisica; in quello delle scienze umane, diritto, economia o discipline umanistiche; nei tecnici, le materie professionalizzanti.

La vera rivoluzione, dunque, consiste nella possibilità per la seconda prova di coinvolgere più discipline, scelte tra quelle caratterizzanti per ogni indirizzo, in un’unica traccia o in più quesiti integrati.

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III. La seconda prova 2019: caratteristiche e struttura nuova

Come cambia dunque la seconda prova nella sua “nuova veste”? Secondo quanto stabilito dal MIUR e reso noto attraverso simulazioni e decreti attuativi, la seconda prova diventa più leggera come carico, ma più articolata dal punto di vista della complessità cognitiva. Agli studenti viene ora richiesto non solo di conoscere le regole, le strutture o i problemi tipici di una materia, ma anche di saper collegare i saperi, affrontare situazioni-problema e applicare conoscenze provenienti da più fonti disciplinari.

Esempi nei vari indirizzi:

- Liceo scientifico: la prova non verte più soltanto sulla matematica o su un classico problema fisico, ma su tracce in cui un quesito matematico può richiedere applicazioni fisiche, o viceversa. Un esempio pratico: uno degli esercizi potrebbe chiedere di calcolare la traiettoria di un proiettile analizzando sia la modellizzazione matematica che i principi fisici coinvolti. - Liceo classico: la vera “rivoluzione” qui è la traccia mista latino e greco, in cui vengono proposte versioni di entrambi gli idiomi. In alcuni casi, la traduzione integrata si accompagna all’analisi di testi in parallelo, confrontando autorevoli passi della letteratura greco-latina, come Omero e Virgilio, e stimolando riflessioni filologiche trasversali.

- Liceo delle Scienze Umane (opzione economico-sociale): la seconda prova può reintrodurre casi integrati di diritto ed economia politica, oppure di pedagogia e scienze umane, invitando lo studente a discutere, ad esempio, l’effetto di una riforma sociale sotto il profilo sia giuridico che economico.

- Liceo linguistico: la prova coinvolge l’interpretazione e la produzione di elaborati in più lingue straniere, anche fino a tre, sotto forma di traduzioni, comprensioni del testo, espressioni scritte su tematiche culturali europee.

Il MIUR, attraverso le simulazioni pubblicate nei mesi precedenti la maturità (consultabili sul portale ufficiale), ha fornito chiari esempi: per il liceo scientifico, una traccia mista tra calcolo combinatorio e principi di fisica; per il classico, passi paralleli da tradurre e commentare. È essenziale sottolineare che, secondo la circolare recente, la seconda prova non sarà una “semplice somma” di esercizi o versioni, ma un insieme integrato di situazioni problematiche: occorre quindi mostrare non solo la padronanza delle singole materie, ma anche la capacità di ragionare in modo critico e interconnesso.

La precisazione conclusiva è che una specifica decreto ministeriale successivo stabilirà annualmente le discipline effettivamente coinvolte per ciascun indirizzo, permettendo così una programmazione flessibile da parte delle scuole.

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IV. Implicazioni per gli studenti e per la preparazione

Questa multidisciplinarità porta con sé numerose implicazioni concrete per la preparazione degli studenti.

Le principali difficoltà sono: - La necessità di prepararsi su più materie contemporaneamente, con uno sforzo di organizzazione e sintesi più intenso rispetto al passato. - Lo sviluppo di competenze trasversali: non basta più “saper fare” una versione o un esercizio di matematica, ma occorre sapersi orientare in situazioni nuove, riflettere criticamente, collegare concetti di aree diverse. - Gestire l’ansia da prestazione e il carico emotivo: l’incertezza sulle possibili combinazioni di materie nella traccia può generare apprensione.

Consigli pratici di studio: - Approfondire e consolidare le conoscenze nelle discipline caratterizzanti dell’indirizzo, possibilmente adottando un metodo che favorisca la messa in relazione tra contenuti diversi. - Allenarsi con le tracce miste pubblicate ufficialmente e con simulazioni create dai docenti, in modo da familiarizzare con la struttura nuova della prova. - Impostare schemi di studio integrati, alternando revisioni delle due (o tre) materie coinvolte e realizzando mappe concettuali che mettano in luce le connessioni. - Utilizzare in modo mirato le risorse ufficiali ( MIUR, siti delle scuole, dispense fornite dai docenti), raccogliendo materiali, guide e quesiti svolti negli anni precedenti. - Prendere parte a corsi di recupero e tutoraggio, se necessario, privilegiando approcci multidisciplinari. - Esercitare la capacità di analisi critica su testi, problemi e situazioni, magari discutendo con compagni e insegnanti casi studio che mettano in gioco più materie.

Infine, la padronanza della “lettura attiva” di testi e problemi e del ragionamento argomentativo diventa cruciale: sono queste le abilità che la seconda prova multidisciplinare mira a mettere in luce.

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V. Prospettive e opinioni sul futuro dell’esame di Stato

Ma quali sono le motivazioni profonde di questa riforma? Quali prospettive apre?

Da una parte, il MIUR dichiara esplicitamente di voler allineare la scuola italiana alle competenze richieste dal percorso universitario e dal mercato del lavoro, sempre più centrati su capacità di problem solving, pensiero critico e interdisciplinarietà. In una società complessa e globalizzata come quella odierna, saper affrontare un problema da più prospettive è un requisito imprescindibile sia per le facoltà scientifiche e umanistiche, sia per le professioni tecniche e creative.

Tra i possibili vantaggi vi è dunque la valorizzazione delle competenze trasversali: la prova multidisciplinare costringe gli studenti a uscire dalla propria “zona di comfort”, a non compartimentare le conoscenze ma a usarle in modo attivo e flessibile. Questo è in linea con una tendenza ormai consolidata nei migliori percorsi universitari italiani, basti pensare a corsi innovativi come Scienze Cognitive a Trento o le Lauree Magistrali in Ingegneria Gestionale.

Tuttavia, si levano anche critiche e perplessità: molti docenti e studenti lamentano un aumento della complessità delle prove e il rischio che la preparazione si faccia più dispersiva. Il timore (comprensibile) è che la necessità di “spalmarci” su più materie porti a una minore profondità nei singoli ambiti. Alcuni insegnanti sottolineano come il tempo delle lezioni non sempre sia sufficiente per preparare adeguatamente a una prova così articolata. Non vanno poi trascurati i dubbi riguardo una valutazione equa: la commissione dovrà infatti tener conto della globalità del percorso dello studente, valorizzando competenze e impegno generale, non solo il risultato della prova scritta.

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VI. Conclusione

In definitiva, la riforma della seconda prova nella maturità 2019 segna un significativo cambio di paradigma rispetto alla tradizione italiana degli esami di Stato. L’apertura alla multidisciplinarità, sancita dal Decreto Legislativo 62/2017 e precisata dalle circolari MIUR successive, comporta uno sforzo collettivo di adeguamento, non solo per gli studenti ma anche per docenti e commissioni. Siamo di fronte a una sfida che invita a superare la nozione di “studente specialista di una materia” per formare individui capaci di leggere la complessità del reale.

Per affrontare tale cambiamento, è indispensabile essere informati e prepararsi in modo consapevole, adottando strumenti di studio integrati e utilizzando al massimo le risorse ufficiali. Il ruolo dei docenti e della scuola rimane cruciale: solo attraverso un accompagnamento attento e aggiornato si possono fugare ansie e trasformare le nuove difficoltà in opportunità di crescita.

Personalmente, credo che questa riforma sia, pur tra mille incertezze, un’occasione per promuovere un sapere più vero e utile: meno rigido, più vicino alla vita, più adatto a una società che cambia e chiede, anche a noi giovani, la voglia di mettersi alla prova su più fronti.

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VII. Appendice

Glossario - Disciplina caratterizzante: materia principale di un indirizzo di studi (es. latino per il classico, matematica per lo scientifico). - Circolare: comunicazione ufficiale emanata dal MIUR per fornire indicazioni operative. - Traccia mista: prova scritta che coinvolge più materie integrate nella stessa traccia.

Esempi di tracce multidisciplinari MIUR - Liceo scientifico: “Un problema che richieda il calcolo della velocità di un oggetto in movimento (fisica), utilizzando strumenti del calcolo differenziale (matematica)”. - Liceo classico: “Traduzione di un passo di Plutarco e confronto filologico con un testo di Tacito, con analisi stilistica e culturale”.

Risorse utili - [Portale MIUR Esami di Stato](https://www.miur.gov.it/esame-di-stato) - Simulazioni ufficiali scaricabili sui siti delle scuole e portali specializzati - Video lezioni multidisciplinari dalla piattaforma “La Scuola SEI” e “Zanichelli online”.

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*Un linguaggio chiaro e la capacità di confrontarsi con il cambiamento saranno le migliori alleate nel percorso verso la maturità.*

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono le novità della seconda prova maturità 2019 multidisciplinare?

La seconda prova della maturità 2019 può coinvolgere più discipline caratterizzanti dello stesso indirizzo. Questo richiede agli studenti una preparazione più ampia e integrata.

Come è strutturata la seconda prova maturità 2019 multidisciplinare?

La prova è composta da quesiti che richiedono competenze di diverse materie, integrate in tracce uniche o situazioni-problema. L'obiettivo è valutare la capacità di collegare saperi diversi.

Quali difficoltà comporta la seconda prova maturità 2019 multidisciplinare per gli studenti?

Gli studenti devono prepararsi su più materie contemporaneamente e sviluppare abilità di sintesi, collegamento tra argomenti e gestione dell'ansia per le possibili combinazioni di materie.

Perché la seconda prova maturità 2019 diventa multidisciplinare?

La scelta mira ad allineare la scuola italiana alle competenze richieste dal mondo universitario e lavorativo, favorendo il pensiero critico, il problem solving e l'interdisciplinarità.

Quali strategie di studio aiutano ad affrontare la seconda prova maturità 2019 multidisciplinare?

Allenarsi con tracce miste ufficiali, creare mappe concettuali interdisciplinari, approfondire tutte le discipline caratterizzanti e utilizzare risorse didattiche aggiornate facilita la preparazione.

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