Saggio breve

Maturità 2022, seconda prova: le ultime dichiarazioni di Bianchi

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.01.2026 alle 12:01

Tipologia dell'esercizio: Saggio breve

Riepilogo:

Scopri il ruolo e le ultime dichiarazioni di Bianchi sulla seconda prova della Maturità 2022 per prepararti al meglio a questo esame fondamentale 📚

La Seconda Prova alla Maturità 2022: Ruolo, Criticità e Significato nell'Esame di Stato

L’esame di Stato rappresenta da decenni un rito di passaggio fondamentale per i giovani italiani che giungono al termine del secondo ciclo di istruzione. Composto tradizionalmente da tre prove – la prima prova scritta di Italiano, la seconda prova scritta su una materia caratterizzante il percorso, e il temuto colloquio orale – questo esame racchiude un significato che travalica la dimensione puramente scolastica. Dopo due anni di pandemia, in cui l’esame è stato profondamente modificato e spesso ridotto alla sola componente orale, il 2022 ha segnato un deciso ritorno alla prova scritta, in particolare alla seconda prova.

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi si è posto in prima linea nella difesa di questa reintroduzione, sostenendo con forza l’irrinunciabilità della seconda prova per il valore specifico che essa apporta al percorso di ogni studente, pur tra polemiche, difficoltà logistiche e resistenze. In questo saggio cercherò di analizzare il ruolo della seconda prova, le controversie nate in un contesto ancora segnato dal Covid-19 e, infine, l’impatto complessivo sulla valutazione e sulla preparazione degli studenti, proponendo alcune riflessioni sul modo in cui questa componente dell’esame sia carica non solo di criticità, ma anche di opportunità formative insostituibili.

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I. Origini, Funzione e Specificità della Seconda Prova

Per comprendere il significato della seconda prova scritta dell’esame di maturità bisogna guardare alla sua evoluzione storica e culturale. Sin dall’istituzione della maturità, la seconda prova è stata pensata per accertare le competenze nei saperi caratterizzanti ciascun percorso scolastico: latino e greco al classico, matematica allo scientifico, discipline tecniche negli istituti tecnico-professionali, lingue nei licei linguistici. Tale scelta non è mai stata casuale né solo burocratica, ma derivava dalla volontà di conferire una dignità propria ad ogni indirizzo di studi, valorizzandone la specificità.

Se la prima prova, incentrata sull’Italiano, si rivolge a tutti ed è pensata per valutare la maturità del pensiero critico e delle capacità espressive dell’allievo, la seconda si pone come vero banco di prova dei saperi disciplinari profondi. Un esempio classico può essere rappresentato dalla versione di greco al liceo classico che, come insegna il celebre saggio di Umberto Eco sul valore della cultura umanistica, richiede anni di studio, metodo rigoroso e capacità di interpretazione filologica; o dalla prova di matematica, al liceo scientifico, che implica non solo apprendimento mnemonico ma autentico problem solving.

In questa prospettiva, abolire la seconda prova o ridurla a simulacro rischierebbe, secondo molti docenti, di snaturare la fisionomia stessa dei vari percorsi liceali e tecnici, assimilandoli in modo eccessivo e generico. Il sapere specialistico, quindi, non è un semplice orpello, ma la linfa della scuola italiana, la cui storia passa anche attraverso intellettuali come Giovanni Gentile o Gaetano Salvemini, i quali hanno sottolineato l’importanza di un esame che metta in risalto il percorso effettivo compiuto.

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II. Le Controversie e le Critiche: La Prova Scritta nel Contesto del 2022

Nessuno può negare che la reintroduzione della seconda prova nel giugno 2022 si sia verificata in un clima di tensione e incertezza. La pandemia aveva già imposto due anni di profonde alterazioni alla didattica, con lunghe fasi di Didattica a Distanza (DaD), carenza di interazione, perdita di ritmo nello studio e disagio psicologico diffuso tra gli studenti. Nel 2020 e nel 2021, proprio per queste ragioni, si era scelto di eliminare le prove scritte, mantenendo solo un maxi-colloquio orale.

Con la decisione ministeriale di tornare alla scrittura, sono affiorate proteste decise da parte degli studenti, supportate in alcuni casi anche da presidi e sindacati del settore. Sui media sono emerse lettere aperte – vedi le proteste dei gruppi studenteschi dell’Unione degli Studenti – in cui si denunciava l’iniquità di valutare con una modalità “da pre-pandemia” studenti che avevano frequentato, in media, la metà delle ore di laboratorio o lavoro in presenza previste. Uno degli slogan più ascoltati durante i cortei era proprio “Non siamo numeri!”, per sottolineare la paura che la prova si tramutasse in una sorta di “trappola” punitiva più che in un’opportunità di verifica autentica.

Molti facevano notare che, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, la perdita di attività pratiche e laboratoriali avesse compromesso proprio la componente che la seconda prova vorrebbe valutare. D’altro canto, c’erano anche studenti che vedevano nella reintroduzione della prova la possibilità di riscattarsi dopo anni difficili e di chiudere il ciclo scolastico con un momento di effettiva verifica, quasi un “giuramento di fedeltà” al sapere appreso, come suggerisce allegoricamente il romanzo “Il nome della rosa” di Eco.

Gli oppositori della prova lamentavano inoltre che un sistema basato prevalentemente sugli scritti rischiava di penalizzare le fragilità emerse o aggravate in pandemia, auspicando una maturità più moderna e inclusiva, magari focalizzata su project work o portfolio. Ma non mancavano, tra i docenti e il personale scolastico, voci che richiamavano l’urgenza di riprendere una normalità che passasse proprio dalla serietà delle prove disciplinari.

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III. Le Decisioni Ministeriali e le Parole di Patrizio Bianchi

In questo quadro di acceso dibattito, risulta centrale il ruolo del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Egli, nelle sue ultime comunicazioni ufficiali prima della maturità, ha marcato la funzione insostituibile della seconda prova come “cuore della certificazione di un percorso di studi”. Il ritorno allo scritto, pur semplificato rispetto a periodi pre-Covid (ad esempio nella scelta della materia specifica o nella tempistica), è stato giustificato come elemento di equità e qualità.

La predisposizione delle prove, fissate per il 22 e 23 giugno 2022, rappresentava anche un gesto di fiducia verso la scuola e le sue capacità organizzative, tanto che la presenza in aula è tornata obbligatoria, seppur con tutte le precauzioni sanitarie del caso. Le commissioni, tornate a essere miste (con membri interni ed esterni), erano chiamate a valutare tenendo conto delle difficoltà vissute dagli allievi. L’ordinanza ministeriale, pubblicata a pochi mesi dall’esame, precisava modalità semplificate, ma ribadiva la centralità della valutazione scritta.

Al fondo di queste scelte emergeva una precisa visione di scuola: non rinunciare all’idea che la maturità debba essere, anche simbolicamente, il luogo in cui le conoscenze disciplinari si mostrano nella loro pienezza, senza cedere al riduzionismo imposto dall’emergenza.

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IV. L’Impatto della Seconda Prova sulla Valutazione e sulle Traiettorie Future

La seconda prova incide in maniera significativa sul voto finale di maturità: può arrivare a determinare il destino di studenti che puntano a corsi universitari a numero chiuso o a concorsi pubblici. Per chi frequenta istituti tecnici o professionali, il valore della pratica disciplinare viene finalmente riconosciuto, ed è proprio qui che le storie personali si intrecciano spesso con progetti di vita concreti, come apprendistati, sbocchi lavorativi immediati o percorsi ITS.

Dal punto di vista psicologico, la seconda prova esercita una doppia forza: rappresenta fonte di ansie, naturalmente, ma anche trampolino per una sana dose di autostima, come ben espresso dal poeta Cesare Pavese, che vedeva negli esami una metafora della vita adulta, con le sue prove e i suoi ostacoli. Chi supera una verifica di latino, di tecnica industriale o di matematica senza aiuti esterni, sente di avere conquistato una fetta di consapevolezza personale difficile da ottenere con prove esclusivamente orali.

C’è, infine, una dimensione simbolica preziosa: la seconda prova è il luogo dove si mostra la vera padronanza dei contenuti, dove la fatica diventa visibile, dove la scuola si riconosce come culla di competenze, e non solo luogo di giudizi.

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V. Consigli Pratici per una Buona Preparazione

La reintroduzione della seconda prova ha richiesto uno sforzo supplementare da parte di studenti, docenti e famiglie. Ecco alcuni suggerimenti maturati dall’esperienza diretta nelle scuole italiane.

*Per gli studenti*, è fondamentale rivedere con attenzione l’intero programma dell’ultimo triennio, senza trascurare alcun argomento. Lo studio, tuttavia, non può essere solo passivo: svolgere tracce delle prove degli anni scorsi e partecipare a simulazioni organizzate dai docenti si rivela un allenamento insostituibile. Occorre esercitarsi a gestire il tempo, evitando di concentrarsi solo sulle parti preferite e garantendo una preparazione equilibrata. Non vanno poi trascurate le strategie contro lo stress: tecniche di rilassamento, sonno regolare, alimentazione equilibrata, così banali a dirsi, sono spesso la chiave per dare il meglio nei giorni cruciali.

*I docenti* hanno invece il compito delicato di guidare con pazienza e umanità questo percorso: spiegazioni mirate, uso intelligente delle nuove tecnologie (v. piattaforme di esercitazione online o Classroom), momenti di confronto non solo sulle conoscenze, ma anche sulle emozioni, rappresentano un valore aggiunto irrinunciabile. Mai come nel 2022 si è rivelato importante il lavoro di squadra tra insegnanti delle diverse discipline, per evitare sovraccarichi o inutili ripetizioni.

Anche l’organizzazione logistica, infine, non è stata da poco: garantire il rispetto delle norme anti-Covid (distanziamento, sanificazione, ingressi scaglionati) ha richiesto uno sforzo notevole, ma ha rappresentato il segno tangibile di una scuola che sa prendersi cura dei suoi ragazzi fino in fondo.

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Conclusione

Ripercorrendo le polemiche, le paure e le speranze che hanno accompagnato la seconda prova della maturità 2022, emerge chiaro il suo valore cruciale per la scuola italiana. Al di là delle inevitabili controversie, si deve riconoscere che questa verifica rimane il principale strumento per dare senso e dignità alla specificità di ciascun percorso di studi. Essere studenti in Italia significa, ancora oggi, affrontare un banco di prova che non è solo esame, ma rito educativo e formativo.

La sfida, ora più che mai, sarà quella di conciliare la conservazione di prove serie e qualificanti con una sensibilità maggiore verso le difficoltà individuali e collettive che possono emergere in situazioni di emergenza. La maturità deve tornare ad essere sentita non come ostacolo temibile, ma come verifica onesta e valorizzante di un cammino compiuto. Guardando avanti, occorrerà lavorare per una scuola sempre più inclusiva, ma senza dimenticare il valore della preparazione solida e del confronto autentico con la complessità del sapere.

Nel rispetto di questa eredità, la seconda prova rimane non solo una sfida, ma un’opportunità preziosa per mostrare chi si è diventati, dopo anni di studio, sacrificio e crescita.

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Appendice: Materie della Seconda Prova 2022 (esempi)

- Liceo Classico: Greco - Liceo Scientifico: Matematica - Liceo Linguistico: Lingua straniera - Istituti Tecnici: Discipline tecniche d’indirizzo (es. Economia Aziendale, Informatica) - Istituti Professionali: Discipline professionali specifiche

Per approfondimenti e simulazioni, un utile riferimento è il sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione (www.miur.gov.it), dove ogni anno vengono pubblicate sia le griglie di valutazione sia le tracce ufficiali degli anni passati.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono le dichiarazioni di Bianchi sulla seconda prova Maturità 2022?

Bianchi ha difeso con forza la reintroduzione della seconda prova, sottolineando il suo ruolo insostituibile nella valutazione degli studenti.

Che ruolo ha la seconda prova nella Maturità 2022?

La seconda prova verifica le competenze specifiche di ciascun indirizzo scolastico, valorizzando la preparazione specialistica degli studenti.

Quali sono state le principali critiche alla seconda prova Maturità 2022?

Le principali critiche riguardano le difficoltà dovute alle restrizioni pandemiche e allo stress per il ritorno alla prova scritta dopo due anni di solo orale.

Perché la seconda prova della Maturità 2022 è considerata importante secondo Bianchi?

Bianchi ritiene che la seconda prova sia fondamentale per garantire un esame completo, equilibrato e che valorizzi il percorso disciplinare degli studenti.

In cosa differisce la seconda prova della Maturità 2022 rispetto agli anni precedenti?

Nel 2022 la seconda prova è tornata dopo due anni di sospensione, segnando un ritorno alla valutazione scritta delle competenze caratterizzanti ogni indirizzo.

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Valutazione dell'insegnante:

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.01.2026 alle 12:01

Sull'insegnante: Insegnante - Valentina S.

Ho 10 anni di esperienza nella secondaria e nella preparazione all’Esame di Stato; lavoro anche con la secondaria di primo grado. Punto sulla chiarezza dell’espressione e sulla precisione dell’argomentazione, con passi semplici da ripetere a casa.

Voto:5/ 522.01.2026 alle 12:05

5 Brava prova: struttura chiara, argomentazione coerente e esempi pertinenti.

Potrebbe essere ampliata con dati concreti o testimonianze; un'aggiunta interessante sarebbe un confronto con altri anni.

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