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Seconda prova maturità: come i commissari valutano gli elaborati

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Tipologia dell'esercizio: Analisi

Seconda prova maturità: come i commissari valutano gli elaborati

Riepilogo:

Scopri come i commissari valutano la seconda prova maturità e impara i criteri per prepararti al meglio e ottenere il massimo risultato. 📚

I segreti dei commissari: come valutano la seconda prova della maturità

Introduzione

Ogni giugno migliaia di studenti italiani si confrontano con uno degli ostacoli più temuti del percorso scolastico: la maturità. Tra le sue tappe ineludibili spicca la seconda prova scritta, caratterizzante per ciascun indirizzo di studi. Oggetto di leggende, racconti di corridoio e timori più o meno giustificati, la correzione di questa prova sembra spesso appartenere a una sfera misteriosa, regolata da logiche incomprensibili o arbitrarie. Eppure, esistono criteri e procedure ben precise che tutti i commissari sono chiamati a seguire. Illuminare questi "segreti" non solo può dissipare ansie infondate, ma offre agli studenti strumenti pratici per affrontare la prova con maggiore consapevolezza ed efficacia. In questo elaborato, analizzeremo come avviene la valutazione, i criteri utilizzati, le differenze tra le varie materie e, soprattutto, come sfruttare questa conoscenza per massimizzare il risultato. Un viaggio dietro le quinte della maturità, utile per scoprire che la trasparenza, più che la fortuna, è l’alleata migliore dello studente informato.

Il contesto istituzionale: chi sono i commissari e come vengono scelti

Per comprendere come avviene la valutazione, è fondamentale conoscere chi sono i protagonisti di questa fase: i commissari. La commissione d’esame è composta tipicamente da sei commissari (tre interni e tre esterni), affiancati da un presidente, rigorosamente esterno all’istituto. I commissari interni vengono scelti dal consiglio di classe: in genere sono docenti della stessa classe, capaci di seguire il percorso degli studenti nel tempo. I commissari esterni sono nominati dal Ministero tramite apposite graduatorie e vengono assegnati a istituti dove non hanno mai insegnato.

Questa composizione nasce per garantire da un lato la continuità e la conoscenza delle reali competenze del candidato (commissari interni), dall’altro l’oggettività e l’imparzialità attraverso la presenza di membri esterni. Il presidente ha funzioni di controllo e coordinamento, assicurando che la procedura sia conforme alla normativa e prevenendo ogni possibile conflitto d’interesse. La calibratura tra i diversi profili dei commissari assicura un equilibrio tra valutazione "affettiva" e spirito critico. In caso di rapporti ambigui o tentativi di favoritismo, la normativa prescrive il cambio immediato del membro di commissione coinvolto, a garanzia della serietà dell’esame. Gli studenti, osservando il comportamento dei commissari durante la correzione e gli scambi tra di loro, possono cogliere la serietà della procedura e capire che la trasparenza è il principio guida.

Caratteristiche della seconda prova e differenze per indirizzo

La seconda prova varia profondamente da un indirizzo di studi all’altro. Nei licei (Classico, Scientifico, Linguistico, Artistico) la prova è generalmente scritta e richiede la risoluzione di esercizi, la traduzione di un testo, oppure lo sviluppo di un argomento. Basti pensare alla traduzione di greco al Liceo Classico, alla risoluzione di un problema di matematica allo Scientifico, o all’analisi di brani letterari al Linguistico.

Negli istituti tecnici e professionali invece la seconda prova assume spesso natura pratica o progettuale: progettazione di circuiti elettronici negli istituti tecnici, redazione di documenti amministrativi o relazioni tecniche, simulazioni di contesti reali professionali. Le modalità e i tempi di svolgimento sono adattati alle specificità: permessi e uso di strumenti (come calcolatrici, software, manuali) sono regolati a seconda del tipo di traccia e della disciplina. L’organizzazione logistica influisce anche sulla modalità di consegna e correzione, ad esempio con la possibilità per alcune prove di allegare disegni, calcoli dettagliati o appendici.

Criteri generali di valutazione: cosa guardano i commissari

Al di là delle differenze disciplinari, la valutazione segue alcuni principi comuni, raccolti in apposite griglie fornite dal Ministero o elaborate a livello di istituto. I principali indicatori valutati sono: la piena comprensione della traccia; correttezza e completezza delle procedure, siano esse logiche, argomentative o operative; precisione nei risultati, che si tratti di una traduzione, di un calcolo o di una soluzione progettuale; chiarezza espositiva; uso corretto della terminologia tecnica; infine, autonomia critica e capacità di argomentare le scelte effettuate.

Le griglie di valutazione sono suddivise generalmente in fasce di voto: tra 18 e 20 per prove eccellenti e autonome; 14-17 per lavori completi ma con alcune imprecisioni; 10-13 per lavori medi, lacunosi o disomogenei; 6-9 per prove minime o gravemente incomplete; 0-5 per elaborati errati, fuori traccia o non svolti. È la somma di elementi oggettivi (risultato) e soggettivi (chiarezza, autonomia) a determinare il voto finale. Un esempio: una traduzione perfetta ma piatta dal punto di vista stilistico potrà ambire al 16-17; un lavoro pieno di intuito, ben scritto e con lievi errori formali sarà probabilmente valutato in fascia superiore.

Procedura pratica di correzione: passo dopo passo

La correzione si apre con una riunione preliminare: i commissari si confrontano per armonizzare i criteri ed evitare disparità tra valutatori diversi. Si decide quanto peseranno le varie parti della prova e si stabilisce una linea comune, annotando i capisaldi su cui basare i voti. I commissari correggono inizialmente ciascuno per conto proprio utilizzando la griglia. Quindi, in sede di riunione collegiale, discutono i voti attribuiti, in particolare su casi controversi o su elaborati dai punteggi borderline. Se necessario, visionano nuovamente il compito per sciogliere eventuali dubbi e arrivare a una decisione finale condivisa. Durante la correzione ogni commissario annota a margine considerazioni, pregi, errori, suggerimenti metodologici: sono tracce preziose, anche nel caso di contestazioni future. In molti casi il punteggio complessivo deriva dalla somma dei punteggi parziali assegnati a ciascuna voce della prova. Le correzioni devono concludersi entro termini fissati dal Ministero, in modo da arrivare alla pubblicazione dei risultati in tempi certi.

Casi emblematici e criteri specifici per materia

Gli esempi concreti aiutano a comprendere meglio la logica della valutazione. Nelle materie umanistiche, la traduzione dal latino o dal greco viene giudicata per fedeltà lessicale e sintattica, scorrevolezza e attinenza al registro stilistico dell’autore. Una versione che riproduce correttamente le subordinate, evita calchi e restituisce il senso globale del testo senza errori grossolani merita la fascia alta (ad esempio 18/20); se invece presenta errori di costruzione, omissioni o termini anacronistici, la valutazione scenderà (14/20 o meno).

In matematica e discipline scientifiche prevale la correttezza del metodo: formulare ipotesi iniziali, riportare i ragionamenti intermedi, utilizzare la notazione appropriata, anche se il risultato numerico finale è sbagliato. Un esercizio che dimostra il metodo corretto ma sbaglia i calcoli, potrebbe comunque valere un voto medio-alto (ad esempio 13 o 14 su 20) grazie alla correttezza dei passaggi logici.

Nei tecnici e professionali conta molto l’organizzazione del lavoro e la coerenza tra progetto, relazione scritta e risultati. Per una relazione di laboratorio, la precisione nella descrizione delle fasi, la completezza dei dati e la capacità di autovalutazione sono premianti. Analogamente, nelle lingue straniere si valuta sia la qualità della comunicazione sia la correttezza formale: una composizione che, pur fluente, presenta errori ricorrenti in lessico o sintassi verrà valutata tra 10 e 15, a seconda della gravità degli errori.

Strategie pratiche per ottenere un buon voto

La preparazione per la seconda prova deve partire da lontano. Simulare l’esame, almeno due o tre volte al mese nei periodi di massima intensità, affrontando tracce reali degli anni precedenti è fondamentale. L’ideale sarebbe sottoporsi a correzione incrociata con i compagni e discutere pubblicamente le soluzioni, in modo da abituarsi a ricevere e dare feedback, proprio come avviene tra i commissari. Durante la prova, la chiave è pianificare: leggere tutte le tracce, scegliere l’ordine di svolgimento, suddividere le ore a disposizione e lasciare almeno mezz’ora per la revisione. Strutturare le risposte – introduzione, sviluppo numerato, conclusione – aiuta a non perdere il filo del discorso. Scrivere i passaggi intermedi e spiegare le scelte rende visibile il ragionamento, mostrando al commissario la solidità del percorso, anche in caso di soluzione finale errata. Sfruttare la grafica e una scrittura leggibile consente una valutazione più favorevole, perché facilita il lavoro di chi corregge. Infine, laddove sappiamo di avere lacune (ad esempio, in sintassi), puntiamo su altri punti di forza, come il lessico appropriato o la chiarezza concettuale.

Errori ricorrenti e come evitarli

Spesso gli errori più gravi derivano dalla fretta o dalla mancanza di metodo: iniziare a risolvere senza pianificare, saltare passaggi, non esplicitare le assunzioni, sono tutte cause di penalizzazione. Errori formali come la mancata indicazione delle unità di misura, usare notazione non convenzionale o, nelle versioni, commettere anacoluti, allontanano dalla fascia alta di punteggio. Dal punto di vista della gestione del tempo, l’errore tipico è quello di incaponirsi sulla traccia più difficile, restando bloccati e senza tempo per le altre. Un’altra insidia è la comunicazione: risposte spezzettate o prive di una chiara conclusione danno l’idea di un lavoro poco maturo. Una checklist con i punti salienti (chiarezza, presenza di tutti i passaggi, correttezza della forma) aiuta a intercettare e correggere questi difetti durante la revisione finale.

Voto finale, crediti scolastici e bonus: aspetti amministrativi

Il voto della seconda prova rappresenta una delle tre principali componenti del voto finale (assieme alla prima prova e al colloquio orale) e va integrato con i crediti scolastici maturati nel triennio. In alcune circostanze è previsto l’assegnazione di punti extra per meriti particolari o per la qualità complessiva del percorso scolastico del candidato, secondo criteri trasparenti e normati. Tutti i verbali e i criteri di valutazione vengono resi consultabili, e in caso di dubbi lo studente può rivolgersi alla segreteria d’istituto per chiarimenti. In casi particolari può anche chiedere la revisione formale della propria valutazione, secondo procedure prestabilite.

Questioni etiche e di garanzia della valutazione

I principi fondamentali della correzione rimangono l’imparzialità e il rispetto rigoroso delle regole, come previsto dal Codice di comportamento del personale scolastico. L’utilizzo di griglie standardizzate, il confronto collegiale e la registrazione puntuale delle valutazioni limitano ampiamente i rischi di discrezionalità e arbitrarietà. In caso di anomalie o scorrettezze percepite, lo studente ha il diritto di segnalare la situazione in modo documentato e costruttivo, per tutelare la propria posizione senza ricadere nel sospetto o nella polemica.

Conclusione

Conoscere i criteri e il funzionamento della valutazione della seconda prova significa partire avvantaggiati. Significa sapersi preparare in modo mirato, ma anche presentare il proprio lavoro con la massima valorizzazione possibile. Ricordiamoci che la maturità è una verifica tanto delle conoscenze quanto del modo di esporle: esercitarsi, chiedere feedback, guardare con occhi critici ai compiti svolti è la strada maestra per il successo, come dimostrano ogni anno gli studenti migliori. L’esito della prova non sarà mai il frutto del caso, ma della combinazione tra competenza reale e abilità comunicative. Coltivare entrambe le dimensioni è il vero segreto dei migliori.

Allegati e risorse consigliate

Per un approfondimento pratico, è fondamentale consultare il sito del Ministero dell’Istruzione dove sono pubblicati archivio delle tracce, griglie di valutazione e vademecum per i commissari (www.miur.gov.it). Per i licei classici, sono utilissime raccolte di versioni commentate come quelle di Lana, Formìs e Zennaro. In matematica, la verifica con "Problemi e Quesiti di Matematica per la Maturità" (ed. Zanichelli) può fare la differenza. I tecnici possono affidarsi a rubriche ministeriali ed esempi di relazioni pubblicati dalle scuole. Per le lingue, eserciziari come "Progressivamente" (Loescher) e saggi brevi delle simulazioni ministeriali restano strumenti insostituibili.

Per il giorno della prova: controllare di avere penne, fogli protocollo, dizionari ove ammessi, calcolatrice, orologio, bottiglietta d’acqua, più una mini-checklist di 5/6 punti per la revisione (chiarezza, errori formali, organizzazione, passaggi intermedi).

Suggestioni per approfondire

Per chi voglia andare oltre, si potrebbero intervistare ex commissari per raccogliere storie di casi emblematici e suggerimenti direttamente dalla voce dei protagonisti. Un’altra interessante prospettiva sarebbe quella di analizzare statisticamente i voti medi suddivisi per materia e per regione, chiedendosi quali fattori incidano di più sul risultato. Infine, suggerisco alle scuole di attivare laboratori di simulazione della correzione: scambiarsi i compiti, simulare la valutazione secondo la griglia, calarsi realmente nei panni dei commissari può cambiare radicalmente il modo di vivere la maturità.

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Conoscere i segreti dei commissari non è un modo per eludere la fatica, ma per dare valore all’impegno e al merito, costruendo un passaggio davvero consapevole verso la vita adulta.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Come i commissari valutano la seconda prova maturità nei licei?

I commissari valutano la seconda prova nei licei considerando comprensione della traccia, correttezza delle procedure e precisione dei risultati. Ogni indirizzo ha criteri specifici secondo la tipologia della prova.

Chi sono i commissari che valutano gli elaborati della seconda prova maturità?

I commissari sono sei docenti, tre interni e tre esterni, scelti dal consiglio di classe e dal Ministero, coordinati da un presidente esterno per garantire imparzialità e trasparenza.

Quali criteri usano i commissari per valutare la seconda prova maturità?

I criteri principali includono piena comprensione della traccia, correttezza e completezza delle procedure e precisione negli elaborati, usando griglie fornite dal Ministero o dall'istituto.

Come cambia la seconda prova maturità tra licei e istituti tecnici?

Nei licei la prova è scritta e teorica, mentre negli istituti tecnici è spesso pratica o progettuale, adattata alla disciplina e con strumenti diversi secondo le necessità.

Perché è importante sapere come i commissari valutano la seconda prova maturità?

Conoscere i criteri di valutazione aiuta gli studenti a prepararsi meglio e a ridurre l'ansia, affrontando la prova in modo più consapevole ed efficace.

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