La comunicazione nella seduta di pratica psicomotoria con i bambini
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 20.01.2026 alle 10:46
Tipologia dell'esercizio: Relazione
Aggiunto: 17.01.2026 alle 8:06
Riepilogo:
Scopri come comunicare in seduta di pratica psicomotoria con i bambini: tecniche, osservazione, comunicazione non verbale e strategie per il setting con esempi.
La comunicazione in seduta di pratica psicomotoria con bambini è un elemento cruciale per facilitare lo sviluppo del bambino attraverso il movimento e il gioco. Essa assume diverse forme, adattandosi alle esigenze individuali e collettive dei bambini coinvolti nelle sedute. La pratica psicomotoria, basandosi su una concezione integrata del bambino, mira a favorire un equilibrio tra corpo e mente e si propone di stimolare la crescita psico-fisica e cognitiva attraverso un ambiente arricchito di esperienze sensibili e ludiche.
Importante riferirsi agli studi di Bernard Aucouturier, pioniero della pratica psicomotoria educativa e preventiva, nelle quali il focus è posto sull'ascolto delle emozioni e sulle modalità espressive spontanee del bambino. Aucouturier sottolinea come la relazione empatica tra adulto e bambino, basata sulla comunicazione non verbale, sia determinante per la riuscita della pratica psicomotoria. Ogni gesto, sguardo o movimento del terapeuta è parte integrante di un dialogo corporeo che facilita il bambino ad esprimere emozioni e vissuti personali.
Secondo la letteratura, la comunicazione in una seduta psicomotoria inizia ancora prima che la sessione stessa abbia luogo, durante l'osservazione preliminare. In questa fase, l'adulto raccoglie informazioni in merito agli schemi corporei, alle capacità motorie e al contesto emotivo del bambino, preparando il terreno per l'intervento. L'osservazione avviene attraverso uno sguardo attento e privo di giudizio che non intende correggere, ma comprendere il bambino nella sua interezza.
Nel setting appositamente predisposto, il terapeuta psicomotorio interagisce con il bambino principalmente attraverso la disponibilità all'ascolto e la capacità di leggere i bisogni emergenti nelle varie fasi della seduta. In questo contesto, il linguaggio verbale si riduce al minimo necessario. Al contempo, gli elementi paraverbali e non verbali – il ritmo, la prossemica, la modulazione del tono di voce – diventano strumenti chiave per incoraggiare il bambino ad esplorare e manifestare il proprio mondo interiore.
A livello operativo, la seduta psicomotoria è caratterizzata da un ciclo di apertura, sviluppo e chiusura. Nell'apertura, la comunicazione è orientata a creare un'atmosfera sicura e accogliente, spesso attraverso rituali che danno stabilità. Durante lo sviluppo, il conduttore adatta le risposte corporee e verbali per sostenere le iniziative del bambino, promuovendo un'interazione che valorizzi l'autonomia e la creatività individuali. È in questa fase che l'attività psicomotoria si esprime maggiormente in varie forme: giochi simbolici, attività narrative, esercizi che richiedono coordinazioni specifiche e così via.
Numerosi studi mettono in luce l'importanza dell'intervento psicomotorio nella gestione di difficoltà comportamentali e relazionali. Per esempio, le ricerche mostrano miglioramenti significativi in contesti di iperattività, difficoltà di attenzione e situazioni traumatiche nei bambini partecipanti. Il potenziale benefico di tale approccio è amplificato dall'efficacia del non detto, dove il bambino si sente libero di esprimere senza dover pronunciare parole, attraverso un canale comunicativo che è immediato e diretto grazie al coinvolgimento corporeo.
Infine, la chiusura della seduta rappresenta un momento di sintesi e di costruzione di senso. Attraverso piccoli rituali di chiusura, come l'accenno a quanto di bello fatto insieme, il bambino è accompagnato alla rielaborazione delle esperienze vissute nello spazio psicomotorio, promuovendo un senso di compiutezza e serenità.
In sintesi, la comunicazione in seduta di pratica psicomotoria con bambini si configura come un processo complesso e multisensoriale che si allinea alle peculiarità cognitive e affettive del bambino. Questa comunicazione offre spunti per uno sviluppo armonico e integrato, grazie a un ambiente dove il non verbale e il paraverbale si fondono efficacemente con i pochissimi elementi linguistici, aiutando a creare un contesto stimolante e terapeutico. L'adulto assume simultaneamente il ruolo di facilitatore e di partecipante attivo, promuovendo un gioco che è fondamentalmente un dialogo tra corpi, gesti e intenzioni, dove il bambino può sentirsi ascoltato e valorizzato, reagendo naturalmente agli stimoli proposti.
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