La tutela dei diritti delle persone con disabilità nell'UE: il ruolo della CGEU.
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 11.01.2026 alle 15:17
Tipologia dell'esercizio: Relazione
Aggiunto: 21.11.2024 alle 22:21
Riepilogo:
La CGUE garantisce e promuove i diritti dei disabili nell’UE, armonizzando le leggi e rafforzando inclusione e parità tramite la sua giurisprudenza.
La Tutela dei Diritti dei Disabili nell'UE: Il Ruolo Determinante della CGUE
Nel corso degli ultimi decenni, la tutela dei diritti dei disabili è emersa come una priorità cruciale nell'ambito dell'Unione Europea (UE). Questo impegno rientra nel più ampio quadro dei diritti umani e delle libertà fondamentali, una pietra angolare dell'architettura politica e sociale dell'UE. Un elemento cardine in questa missione è la Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), che riveste un ruolo essenziale nella garanzia e nella promozione dei diritti dei disabili attraverso l'interpretazione e l'applicazione del diritto comunitario.Il Ruolo della CGUE nella Promozione dei Diritti dei Disabili
La CGUE, con sede a Lussemburgo, rappresenta l'organo giurisdizionale supremo dell'Unione Europea. È incaricata di garantire l'applicazione uniforme del diritto comunitario in tutti gli Stati membri, rendendola un attore fondamentale nella promozione dei diritti dei disabili. Attraverso le sue decisioni giurisprudenziali, la CGUE può orientare l'interpretazione delle direttive e dei regolamenti dell'UE, esercitando un'influenza significativa sull'evoluzione del diritto comunitario a favore della parità di trattamento.Legislazione e Giurisprudenza Fondamentale
Un esempio centrale è la Direttiva 200/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro, proibendo la discriminazione sulla base della disabilità. La giurisprudenza della CGUE ha avuto un impatto rilevante nell'interpretare questa direttiva, chiarendo termini chiave come "disabilità" e indicando come gli Stati membri debbano applicare tali norme. A questo proposito, il caso C-13/05, Chacón Navas, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale con la sua definizione di disabilità come una limitazione che ostacola la partecipazione professionale.L'evoluzione della giurisprudenza è proseguita con il caso C-335/11 e C-337/11, HK Danmark, nel quale la CGUE ha ampliato la definizione di disabilità. Questo ha rispecchiato le norme internazionali, in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), ratificata dall'UE, sottolineando l’importanza di un'interpretazione allineata a tali standard. Ulteriormente, il caso C-363/12, Z, ha esplorato la complessità della discriminazione legata alla disabilità nel contesto dell'adozione e dei diritti genitoriali, evidenziando la necessità di pratiche e leggi non discriminatorie.
La CGUE come Strumento di Armonizzazione e Progresso
La CGUE non si limita a interpretare la legge: le sue decisioni fungono da catalizzatori per l'armonizzazione delle legislazioni nazionali con le normative comunitarie ed internazionali. Questo ruolo è di particolare rilevanza dato che esistono notevoli disparità tra i diversi approcci giuridici degli Stati membri in materia di disabilità. La Corte, attraverso le sue decisioni, esercita una pressione positiva verso l'adeguamento delle leggi nazionali, promuovendo un'Europa più coesa e inclusiva.Parallelamente, l'Unione Europea ha adottato politiche specifiche come la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-203. Questa strategia evidenzia l'importanza di garantire la piena partecipazione delle persone con disabilità in ogni aspetto della vita, rafforzando l'attuazione delle normative attraverso il riepilogo delle interpretazioni giuridiche fornite dalla CGUE.
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