Valutazione del ROM articolare degli arti superiori e inferiori
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 20.01.2026 alle 18:31
Tipologia dell'esercizio: Relazione
Aggiunto: 17.01.2026 alle 17:43
Riepilogo:
Scopri la valutazione ROM articolare di arti superiori e inferiori: limiti, implicazioni funzionali e strategie riabilitative pratiche per esami universitari.
Il presente rapporto specialistico si concentra sull'analisi del range of motion (ROM) articolare in uno studente italiano, rilevando le specifiche limitazioni nel movimento. L'indagine si concentra principalmente sugli arti superiori, tronco e arti inferiori, illustrando implicazioni e confronti con dati della letteratura esistente.
Per quanto riguarda il ROM articolare degli arti superiori, i risultati indicano un movimento generalmente buono. Nella letteratura medica, il ROM standard per la maggior parte delle articolazioni del capo e del cingolo scapolare è conservato se il paziente non evidenzia particolari limitazioni o patologie sottostanti. L'articolarità del capo, che include flessione, estensione, rotazione e inclinazione laterale, è tipicamente ampia in soggetti sani e questa condizione sembrerebbe rispettare tali parametri di normalità. Tuttavia, i dettagli specifici su ciascun movimento degli arti superiori non sono forniti in modo approfondito nella descrizione, ma la generale valutazione di "buono" suggerisce l'assenza di restrizioni significative tali da ostacolare funzioni quotidiane o attività fisiche moderate.
Passando all'analisi del tronco, emerge una limitazione significativa sia nella flessione che nella rotazione. La letteratura indica che il ROM per la flessione del tronco dovrebbe permettere al soggetto di raggiungere almeno 80-90 gradi di mobilità, mentre la rotazione standard varia tra i 30 e i 45 gradi per ciascun lato. Limiti in questi movimenti possono derivare da diverse cause, tra cui rigidità muscolare, problematiche discali, o alterazioni posturali. In questo scenario, la restrizione potrebbe influire sulle attività quotidiane che comprendono piegamenti, torsioni o altre azioni che richiedono un'elevata mobilità troncale. È pertinente quindi considerare un programma di esercizi mirati, come indicato dagli studi di riabilitazione muscolo-scheletrica, per migliorare la flessibilità e la forza dei muscoli paravertebrali e addominali, il che potrebbe, in molti casi, riallineare il ROM ai parametri standard.
Considerando gli arti inferiori, l'estensione limitata a ° rappresenta un dato particolarmente interessante. Tipicamente, una completa estensione delle anche arriva fino a un angolo di circa 10-15 gradi oltre la posizione neutrale, e il deficit indicato potrebbe suggerire condizioni di rigidità articolare o tendinite. La flessione dell'anca, registrata a 90° a sinistra e 100° a destra, rappresenta un vincolo rispetto alla capacità ideale, che generalmente si aggira intorno ai 120-130 gradi. Carenze nella flessione potrebbero essere indicative di contratture muscolari, rigidità articolare o, in alcuni casi, un'alterata morfologia dell'articolazione coxo-femorale. Gli studi suggeriscono che tali limitazioni possono essere trattate attraverso stretching passivo-attivo, esercizi di potenziamento muscolare e, se necessari, interventi chirurgici correttivi nei casi più gravi.
Per il ginocchio, l'estensione registrata è -10°, indicativa di una flessione fissa al riposo. Questo rappresenta un notevole distacco dalla piena estensione osservata in ginnici sani, e potrebbe significare una retrazione del tendine del ginocchio o anomalie osteoarticolari. La dorsiflessione plantare a 10° e quella dorsale a ° rappresentano anch'essi dati di limitazione rispetto ai normali valori — rispettivamente 20-30 gradi per la flessione plantare e 10-20 per la dorsale. La ridotta mobilità della caviglia può risultare in riduzione della capacità di equilibrio e della flessibilità globale del piede, influenzando negativamente la camminata e le attività che prevedono salti o corse. Secondo la letteratura, strategie riabilitative includono esercizi di propriocezione, mobilizzazione passiva e usi di ortesi per correggere l'angolo funzionale della caviglia.
In conclusione, le limitazioni evidenziate nel ROM di questo individuo possono potenzialmente compromettere la qualità della vita e la funzionalità quotidiana. È essenziale una valutazione più approfondita per identificare le cause sottostanti e per intraprendere un piano riabilitativo mirato. La ricerca attuale sostiene la combinazione di strategie di intervento fisico e, se indicato, approcci farmacologici o chirurgici per correggere e migliorare il ROM articolare e riportare la funzione corporea a un livello ottimale.
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