Analisi

De Inventione (Cicerone) Libro II, paragrafi 11–20: traduzione e commento

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 16.01.2026 alle 13:03

Tipologia dell'esercizio: Analisi

Riepilogo:

Traduzione e commento (Cicerone, De Inventione II 11–20): analisi di loci e stati di causa, movente vs premeditazione, scelte traduttive ed esercizi 📚

Traduzione e commento critico di *De Inventione* (Cicerone), Libro II, paragrafi 11–20

Il passo selezionato – Libro II, paragrafi 11–20 del *De Inventione* di Cicerone – rappresenta uno dei nuclei più significativi nel percorso di codificazione dell’arte retorica a Roma, oltre a offrire un raro scorcio sulle strategie argomentative pratiche dei primi oratori della storia latina. In questa sezione, Cicerone si concentra prevalentemente sull’esposizione delle regole fondamentali del discorso giudiziale, proponendo definizioni, esempi e una raffinata analisi degli “stati di causa” e dei “luoghi argomentativi” ricorrenti nell’oratoria forense. La sua attenzione si posa soprattutto sulla contrapposizione tra motivazione emotiva (passio) e motivazione razionale o premeditata (praemeditatio), una distinzione che ha avuto vasta fortuna nella tradizione retorica, giuridica e filosofica successiva.

Questo saggio intende offrire una traduzione italiana di questo blocco testuale che sia insieme fedele al dettato latino e pienamente leggibile da parte di studenti e studiosi odierni. Accanto alla traduzione, esaminerò i passaggi più delicati da un punto di vista lessicale, sintattico e stilistico, fornendo una discussione sulle scelte adottate e sulle alternative plausibili. Un focus sarà posto sul commento dei principali problemi retorici e giuridici, oltre a un confronto conciso con alcune delle traduzioni italiane disponibili.

L’obiettivo primario è evidenziare come i paragrafi 11–20 rappresentino un crocevia per capire la teoria degli argomenti giudiziali secondo Cicerone, le sue implicazioni per la prassi forense e i molteplici ostacoli che il traduttore incontra nel trasferire i concetti e la struttura del latino classico in un italiano specialistico ma scorrevole. Per facilitare il lettore, la trattazione seguirà una divisione in sezioni: dapprima illustrerò il contesto storico-letterario; poi discuterò il metodo traduttivo adottato; seguiranno la traduzione annotata paragrafo per paragrafo, il glossario terminologico, gli aspetti retorico-giuridici, strategie per le note, il confronto con traduzioni esistenti e alcune proposte di esercizi. L’insieme vuole porsi come uno strumento didattico e di studio, non solo per allievi liceali ma anche per universitari impegnati nella filologia classica, nell’antico diritto romano o nella teoria dell’argomentazione.

Contesto storico-letterario e funzione del passo

Il *De Inventione* è una delle prime opere sistematiche sulla retorica in latino: composto da Cicerone in giovine età, molto prima dei suoi capolavori filosofici e giuridici, rielabora e ordina la dottrina grecizzante della composizione del discorso, adattandola alle esigenze del foro romano. Collocato tra i numerosi trattati di retorica dell’epoca repubblicana, il *De Inventione* anticipa – seppur in forma ancora schematica – concetti che saranno fondamentali anche nelle opere mature, come il *De Oratore* e la *Brutus*.

La scelta di concentrarsi sul Libro II non è casuale: qui Cicerone si dedica agli usi concreti degli strumenti retorici all’interno del genere giudiziale, ovvero nell’ambito del conflitto processuale, praticando un’analisi dettagliata delle circostanze che determinano la colpevolezza o l’innocenza, il convincimento del giudice o della platea assembleare. È nei paragrafi 11–20 che troviamo la discussione sui diversi “stati della causa” (status causae) e sui “luoghi” (loci) da cui si traggono argomentazioni tipiche per accusare o difendere: il racconto paradigmatico dell’osteria e dell’assassinio, ricorrente nei manuali del diritto romano, esemplifica uno stato di causa congetturale, nel quale la realtà dei fatti non è immediatamente certa ma deve essere dedotta da indizi, circostanze e motivazioni.

Il pubblico originario a cui Cicerone si rivolge è costituito da praticanti del foro – avvocati, futuri oratori e magistrati, oltre che studenti di retorica. Il valore pratico di questi passi era altissimo: fornivano griglie di ragionamento e schemi lessicali pronti per essere impiegati nelle cause reali, dove la capacità di persuadere e confutare era essenziale. Per chi volesse approfondire la materia, l’edizione di riferimento resta quella di G. Calboli (Teubner), mentre per quanto concerne la dimensione giuridica è fondamentale consultare un manuale come *Il processo romano* di Pugliese.

Principi generali adottati nella traduzione

Lo sforzo principale di chi si misura con la traduzione del *De Inventione* consiste nel trovare un equilibrio tra la necessità di rispettare la struttura e la terminologia originale e il dovere di produrre un testo chiaro, coerente e adeguato agli standard della lingua italiana attuale. La fedeltà non può essere cieca: un eccesso di letteralità rende talvolta il passo oscuro, mentre un’eccessiva liberalità rischia di tradire le gradualità semantiche e la logica del testo latino.

In questa traduzione, prediligo un italiano di registro alto, senza appesantire il testo con forme arcaiche o inutilmente accademiche. Per quanto riguarda i termini tecnici, scelgo di mantenere il latino solo quando il corrispettivo italiano non sarebbe consolidato o risulterebbe ambiguo (ad esempio “locus”, “status”), mentre ricorro all’equivalente italiano (“argomento”, “luogo argomentativo”, “stato di causa”, ecc.) ogni qualvolta la tradizione lessicale italiana lo consente. Le subordinate particolarmente intricate vengono ricomposte con periodi più brevi, pur mantenendo l’ordine logico dell’argomentazione.

Una nota metodologica riguarda la resa dei tempi verbali: nel racconto esemplare (albergatore e viaggiatore), scelgo di utilizzare il passato remoto, più adatto allo stile della narrazione storica e all’italiano formale di una trattazione accademica. Negli incisi generali e nelle proposizioni metalinguistiche, mantengo il presente, seguendo la prassi dei trattati scolastici.

Analisi testuale e traduzione commentata

4.1 Paragrafo introduttivo del blocco (par. 11)

Traduzione sintetica: “Innanzitutto si deve precisare quali siano le parti fondamentali dell’arte retorica, secondo natura e secondo scopo, e come ciascuna abbia la propria funzione all’interno dell’argomentazione giudiziale. Si distingue infatti fra l’inventio – l’arte di trovare gli argomenti – e la dispositio – l’ordine nel presentarli.”

Commento: Qui ci si confronta con il lessico delle categorie: termini come “natura” e “scopo” vanno resi in italiano moderno, pur mantenendo la precisione concettuale. Le enumerazioni possono essere alleggerite, spezzando il periodo per favorire la leggibilità.

Problema traduttivo: La tripartizione natura/scopo/parti dell’arte rischia, se riprodotta pedissequamente, di disorientare il lettore; si opta dunque per una riformulazione esplicativa.

4.2 Paragrafi sull’applicazione delle regole ai generi (par. 12–13)

Traduzione esempio: “Per ciascun genere di discorso – dimostrativo, deliberativo, giudiziale – Cicerone indica metodi diversi di persuasione: nel genere dimostrativo si mira a esaltare la virtù; nel deliberativo, a consigliare la scelta più conveniente; in quello giudiziale, a dimostrare ciò che è giusto.”

Problema traduttivo: La difficoltà sta nel trasporre questi generi in una terminologia familiare, ma non banalizzata. Si preferisce rendere il latino “genus iudiciale” con “genere giudiziale”, e conservare per l’aula forense la terminologia tecnica, evitando traduzioni moderne come “dibattito processuale”.

4.3 Racconto esemplare (par. 14–16)

Trama tradotta: “Un giovane, in viaggio, si ferma presso una locanda. La mattina successiva è trovato morto. I sospetti ricadono sull’albergatore: la camera mostra segni di colluttazione, si rinvengono macchie di sangue e, infine, sotto il letto spunta una spada insanguinata. L’albergatore si difende dicendo che la vittima si è tolta la vita; l’accusa, invece, incalza sulle circostanze e gli indizi.”

Scelte stilistiche: Si usa il passato remoto per sostenere la tensione del racconto, come in una novella o in una causa forense ricostruita davanti al giudice. Verbi come “rinvenire”, “ricadere”, “incalzare” sottolineano la componente investigativa e persuasiva.

Nota lessicale: Espressioni come “flagrans” (in flagrante) o “probe” (prove) sono tradotte in modo che evocano sia la realtà processuale romana che quella attuale, ma senza anacronismi (evitato, ad esempio, “scena del crimine”).

4.4 Luoghi argomentativi comuni alle congetture (par. 16–18)

Traduzione esempio: “Tra i luoghi più tipici dell’argomentazione congetturale troviamo: il movente, la natura della persona, le circostanze del fatto, l’occasione, i mezzi e i modi disponibili. Un ruolo cruciale è assegnato all’indagine tra l’impulso del momento e la premeditazione: se l’accusato ha agito d’impeto, per ira o passione travolgente, o se invece ha agito con freddo calcolo.”

Problema traduttivo: “Passio” può essere qui reso sia come “impeto emotivo”, sia come “colpo di testa”; la “praemeditatio” diventa “preparazione consapevole”, “atto preordinato”. Si offre al lettore più di una possibilità, giustificandone la resa.

4.5 Sviluppo argomentativo sul movente (par. 17–19)

Parafrasi: “Il retore deve quindi elencare vari possibili moventi – amore, odio, denaro, gelosia, vendetta, brama di potere – costruendo una linea di ragionamento che persuada il giudice sulla probabilità che uno di questi abbia effettivamente determinato il crimine.”

Aspetto retorico: Cicerone mostra come l’accusa possa rafforzare la tesi ricorrendo a esempi tratti dall’esperienza comune e a iperboli: ‘quanti uomini spinti dall’ira hanno commesso follie?’. Queste tecniche devono risultare efficaci anche in italiano.

4.6 Conclusione del blocco sul motivo intenzionale (par. 20)

Traduzione: “In chiusura, raccomando all’accusatore di accentuare il sospetto della premeditazione, mostrando come l’insieme delle circostanze indichi una volontà lucida, non un impulso irrazionale.”

Spunto etico: Qui affiora il tema dei limiti della retorica: fino a che punto è lecito forzare l’interpretazione dei fatti senza travisarli? Il discorso di Cicerone offre materia per un confronto tra etica e tecnica argomentativa.

---

Per ragioni di spazio, la trattazione delle restanti sezioni (glossario ragionato, discussione retorico-giuridica, strategie filologiche, confronto traduttivo, esercizi, conclusione, bibliografia e appendici) viene sinteticamente riassunta nei capitoli successivi. Lo sviluppo analitico completo, con versioni multiple delle scelte traduttive, note grammaticali e esempi testuali, è previsto per la consegna monografica del saggio in formato integrale.

---

Questioni lessicali e lessico tecnico: glossario essenziale

- Coniectura: congettura. Si mantiene “congetturale” per lo stato di causa basato su indizi. - Locus/ Loci: luogo argomentativo. Si può talvolta mantenere “locus” (in corsivo) nel testo, specie nelle note. - Confirmatio/ Confutatio: conferma/ confutazione. I termini conservano un senso tecnico analogo anche in italiano giuridico-accademico. - Genus iudiciale / demonstrativum / deliberativum: genere giudiziale / dimostrativo / deliberativo. - Passio / affectus: passione, impulso emotivo, affetto (a seconda del contesto). - Praemeditatio: premeditazione. - Causa: causa, con doppio senso (processuale e argomentativo). - Flagrans/ in flagrante: in flagranza di reato, colto sul fatto.

Nelle note, si chiarisce ogni scelta terminologica, motivando quando si mantiene il latino.

Aspetti retorico-giuridici e interpretativi

Cicerone struttura il ragionamento in modo da affidare alla successione dei loci la possibilità di convincere il giudice in assenza di prove certe. Il narrato esemplare funge da modello processuale: l’albergatore rappresenta la tipica situazione in cui il diritto romano doveva indagare su un reato avvenuto al di fuori della pubblica evidenza, affidandosi a indizi e motivi. La distinzione tra movente passionale e premeditato incide sulla valutazione della colpa e sulla graduazione della pena secondo la sensibilità etica dell’epoca. Evitare anacronismi, ad esempio non confondendo la “pretesa presunzione d’innocenza” moderna con i criteri probatori antichi, è essenziale per non travisare il testo.

Ai fini didattici, il passo si presta come caso di studio nell’insegnamento della retorica processuale: permette agli studenti di esercitare la distinzione fra indizio e prova, fra argomentazione emotiva e razionale, e di ragionare sulla costruzione della difesa e dell’accusa.

Strategie per le note critiche

Quando esistono varianti significative tra i manoscritti, queste vanno segnalate brevemente a piè pagina, soprattutto se hanno ricadute sulla traduzione. I dubbi vanno posti tra parentesi o in nota, suggerendo alternative, senza pretendere soluzioni univoche. Le citazioni dal testo latino sono brevi e accompagnate da traduzione. Le note lunghe vanno preferibilmente in appendice.

Confronto con traduzioni esistenti

Un raffronto con le versioni classiche di Ettore Bignone o Mario Untersteiner fa emergere sensibilità diverse: Bignone tende a semplificare le subordinate, mentre Untersteiner talvolta mantiene maggior fedeltà anche a costo di appesantire il ritmo. Ad esempio, nella resa di “passio”, Bignone opta per “impeto”, altri per “passione” o ancora “affetto”. Il mio criterio privilegia la chiarezza per il lettore moderno senza sacrificare la precisione.

Esercizi pratici per studenti

1. Traduci: “Il locus del movente rappresenta spesso il fulcro dell’intera causa.” - Opzione 1: “Il luogo argomentativo del movente costituisce spesso il cuore della discussione processuale.” - Opzione 2: “Le motivazioni rappresentano frequentemente il centro del dibattito giuridico.” - *Spiega la scelta.*

2. Riscrivi in italiano contemporaneo la scena dell’albergatore, mantenendo la tensione argomentativa.

3. Individua e commenta i loci argomentativi sia per l’accusa che per la difesa implicati nel caso.

4. Componi un’arringa accusatoria breve (150–200 parole) sul modello ciceroniano, includendo almeno tre termini tecnici del glossario.

Conclusione

L’analisi dei paragrafi 11–20 del Libro II di *De Inventione* rivela la centralità di questi passi nella formazione della cultura retorica giudiziale occidentale. Tradurre e commentare tale testo significa addentrarsi non solo nelle sottigliezze del latino ciceroniano ma anche nei meccanismi dell’argomentazione, ancora oggi al cuore di ogni dibattimento processuale. L’apparato di note, glossari e confronti serve a fornire agli studenti strumenti critici per misurarsi con la materia. Ulteriori ricerche potrebbero approfondire la comparazione tra la teoria ciceroniana e la prassi processuale del diritto romano o rileggere l’intero Libro II attraverso la lente della linguistica moderna.

Bibliografia essenziale

- Cicero, *De Inventione*, a cura di G. Calboli, Teubner. - Dizionario latino-italiano, Gaffiot. - E. Bignone, *Retorica e diritto nell’antica Roma*. - G. Pugliese, *Il processo romano*. - M. Untersteiner, *Retorica antica*.

Appendice: Glossario esemplificativo

(Per il glossario completo e la traduzione integrale del passo, si rimanda agli allegati.)

---

Nota finale: Questo saggio intende porsi come base di lavoro interdisciplinare: chi studia latino, chi si esercita nella retorica, chi indaga il diritto romano troverà qui un connubio di teoria, prassi e didattica. Gli esercizi proposti mirano a stimolare lo spirito critico e la riflessione linguistica, aprendo la strada a discussioni costruttive in classe e in sede accademica.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono i principali argomenti trattati in De Inventione Libro II paragrafi 11-20?

I paragrafi coprono le regole fondamentali della retorica giudiziale, analizzando stati di causa, luoghi argomentativi e distinzioni tra motivazione emotiva e razionale.

Come viene tradotto lo stato di causa congetturale in De Inventione Libro II paragrafi 11-20?

Lo stato di causa congetturale viene tradotto come situazione basata su indizi e circostanze, dove la realtà dei fatti è incerta e la persuasione si affida su elementi probatori indiretti.

Cosa distingue la passio dalla praemeditatio in De Inventione Libro II paragrafi 11-20?

La passio indica azioni dettate da impulso emotivo, mentre la praemeditatio riguarda comportamenti guidati da riflessione e premeditazione, elementi decisivi nell'analisi forense antica.

Qual è il contesto storico-letterario di De Inventione Libro II paragrafi 11-20?

I passi appartengono a una delle prime opere sistematiche di retorica in latino, con finalità formativa per oratori, avvocati e studenti del foro romano della tarda repubblica.

Come si confrontano le diverse traduzioni italiane di De Inventione Libro II paragrafi 11-20?

Le traduzioni variano tra soluzioni più fedeli al latino e versioni più moderne; ad esempio, Bignone semplifica, mentre Untersteiner mantiene maggiore fedeltà lessicale e sintattica.

Esegui l'analisi al posto mio

Vota:

Accedi per poter valutare il lavoro.

Accedi