Analisi

Maturità 2022: le ragioni della protesta e della 'presa in giro'

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 13:01

Tipologia dell'esercizio: Analisi

Riepilogo:

Scopri le ragioni della protesta alla Maturità 2022 e analizza criticamente le sfide dell’esame tra pandemia e cambiamenti scolastici 📚

Maturità 2022: “Una presa in giro”? Analisi critica tra proteste, istituzioni e futuro dell’esame

L’esame di maturità rappresenta da sempre, nella cultura scolastica italiana, un vero e proprio “rito di passaggio”: una soglia simbolica che separa l’adolescenza dalla vita adulta, l’esperienza scolastica dal futuro personale e lavorativo. Nel 2022 questa prova è tornata sotto i riflettori, al centro di polemiche e malumori, soprattutto per la scelta ministeriale – dopo due anni segnati dalla pandemia – di reintrodurre le storiche prove scritte accanto all’esame orale. Gli studenti, già fiaccati da lunga incertezza sanitaria, da mesi di didattica a distanza, dalla perdita di abitudini e rapporti sociali, si sono sentiti disorientati e traditi. Molti hanno parlato apertamente di “presa in giro”, denunciando l’organizzazione dell’esame come distante dalla loro reale esperienza e dalle difficoltà vissute. Obiettivo di quest’elaborato è esaminare alla radice le ragioni di questa protesta, evidenziando le criticità di un sistema che si ostina a voler “tornare alla normalità”, ignorando forse una realtà che tanto normale non è più.

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1. Il contesto e le novità della Maturità 2022

a. Modifiche regolamentari: il ritorno della tradizione

Il Ministero dell’Istruzione, guidato da Patrizio Bianchi, decide nella primavera 2022 di far ripartire la maturità secondo modalità simili a quelle pre-pandemia: si torna alla prima prova scritta di italiano e alla seconda prova caratterizzante l’indirizzo di studi, seguite dal colloquio orale. Una svolta decisa rispetto alle maturità 2020 e 2021, in cui – di fronte all’emergenza Covid – l’esame si era ridotto a un unico colloquio orale, arricchito dalla presentazione di un elaborato scritto ma con modalità flessibili e tempo dedicato. Questa scelta ministeriale viene ufficialmente motivata con l’esigenza di restituire valore, serietà e uniformità all’esame, considerato da sempre anche un momento di verifica delle competenze linguistiche e disciplinari dei giovani italiani.

b. L’impatto del Covid-19 sul percorso degli studenti

Tuttavia, questa decisione non tiene sufficientemente conto del contesto in cui si trovano i maturandi del 2022: sono ragazzi che, dal 2020, hanno vissuto due anni di incertezza continua, passando all’improvviso dalla presenza a una didattica a distanza per molti ostica e inefficace. Non a caso, le indagini dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo (INVALSI) hanno mostrato una vera e propria perdita di apprendimento (“learning loss”), soprattutto nelle discipline scientifiche e nella comprensione del testo. A ciò si aggiungono la difficoltà di reagire a continue aperture e chiusure delle scuole, la perdita di routine didattiche, la mancanza di socialità e il calo motivazionale. Queste condizioni pesano come macigni sulle spalle dei maturandi, chiamati ora a sostenere – secondo alcuni – un esame “come se nulla fosse successo”.

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2. La voce degli studenti: ragioni del malcontento e mobilitazione

a. Una “presa in giro”: sentimenti e critiche

Le reazioni degli studenti non si fanno attendere: molti parlano di un esame che “non tiene conto della realtà”, ritrovandosi a dover affrontare sfide per cui si sentono impreparati. Sui social si diffondono meme e slogan (“La maturità così è solo per fare scena”, “Non siamo colpevoli del Covid, ma ci puniscono come se lo fossimo noi”); le testimonianze raccolte dai giornali e dai sindacati studenteschi parlano di stress, insicurezza emotiva e un senso di spaesamento. “Ci chiedono le stesse prove di chi ha frequentato la scuola normalmente, ma noi siamo stati privati di pezzi fondamentali”, scrive un rappresentante in una lettera aperta al Ministero. Il tono dominante è quello della disillusione verso un sistema percepito come cristallizzato nei propri rituali, incapace di ascoltare chi la scuola la vive in prima persona.

b. La mobilitazione (nazionale e locale)

Il 4 febbraio 2022 migliaia di studenti scendono in piazza in decine di città – da Milano a Napoli, da Torino a Palermo – coordinati dalla Rete degli Studenti Medi. Sotto lo slogan “Non chiamatela maturità”, le richieste sono chiare: rinunciare alla seconda prova scritta, mantenere un’attenzione reale all’esperienza vissuta dagli studenti, rivedere l’impianto dell’esame. Alcuni propongono una formula alternativa, mantenendo il colloquio orale integrato da un elaborato attinente al percorso personale. Al centro c’è però, soprattutto, la richiesta di un dialogo più autentico col Ministero, attraverso tavoli permanenti di confronto che portino davvero la voce degli studenti dove si prendono le decisioni.

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3. Le posizioni delle istituzioni e degli esperti

a. Il Ministero e il messaggio politico

Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, motiva la scelta delle prove scritte con l’esigenza di “riprendere la normalità”, restituendo dignità a una prova considerata da sempre punto di riferimento del sistema scolastico italiano. Pur riconoscendo le difficoltà, il Ministro insisterà più volte sull’importanza di “una scuola che guarda avanti”, ribadendo che l’esame va visto come occasione di riscatto e non come ostacolo. Il messaggio, tuttavia, viene recepito dagli studenti come distante, soprattutto perché la “normalità” degli ultimi due anni è stata bensì diversa.

b. Il parere del CSPI e la questione della “tempistica”

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), massimo organo consultivo del mondo scolastico, esprime invece parere negativo rispetto al ritorno pieno alle prove scritte, giudicando la reintroduzione “prematura” visto il perdurare delle difficoltà. Il CSPI sottolinea che la seconda prova scritta può penalizzare chi, a causa della didattica a distanza, ha avuto lezioni meno efficaci o del tutto carenti, chiedendo quantomeno un maggior coinvolgimento delle scuole nella definizione delle tracce. La richiesta di rivedere l’ordinanza rappresenta il tentativo di smuovere una macchina organizzativa che sembra andare avanti per inerzia.

c. Opinioni dal mondo della scuola e della società

Da parte di molti docenti e famiglie si registra preoccupazione, non tanto per il principio di esame in sé, quanto per la modalità troppo rigida. “Non sono contrario alla verifica – afferma una professoressa di lettere a La Repubblica – ma ogni classe è diversa, e questo biennio non può essere dimenticato.” Esperti di pedagogia come Franco Lorenzoni invitano a recuperare il senso autentico dell’esame: “Un’occasione di riflessione personale e confronto, non una maratona di nozioni da ripetere”. Il nocciolo del problema diventa, così, quello dell’equilibrio tra la necessità di standardizzare l’esame (per garantire equità nazionale) e il bisogno di personalizzarlo sulle effettive condizioni dei ragazzi.

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4. Le conseguenze: tra simbolo e realtà

a. Gli effetti sulla preparazione e l’esperienza degli studenti

Le incertezze legate all’organizzazione, unite al clima di protesta, hanno generato, nei mesi precedenti all’esame, grande disorientamento tra gli studenti. Molti lamentano difficoltà nel pianificare lo studio, mancando informazioni chiare sui criteri di valutazione e sulle reali aspettative. Il carico di ansia e la preoccupazione per un giudizio che rischia di non riflettere davvero il percorso fatto portano anche a un senso di frustrazione, con effetti spesso pesanti sul benessere psicologico e sull’autostima, come riportato anche da numerosi studi realizzati dall’Ordine degli Psicologi italiani. In sostanza, l’effetto domino della pandemia si trascina fino alle porte dell’esame più importante.

b. Ripercussioni sulla percezione delle istituzioni

Non meno rilevante è la frattura che si apre tra studenti e istituzioni. Quando la maturità perde il suo valore di momento “di passaggio” fondante e si trasforma in un meccanismo da subire, il rischio è minare la fiducia nelle scelte ministeriali e nel senso stesso del titolo conseguito. La scuola italiana – luogo fondamentale di formazione del cittadino – appare così più distante dai bisogni reali dei suoi giovani. Se come suggerisce la nostra letteratura da Elsa Morante a Don Milani, “l’educazione deve essere liberatrice”, quando la scuola si chiude e impone senza ascoltare, rischia di diventare solo un ostacolo.

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5. Proposte e riflessioni per un esame più giusto

a. Ripensare la maturità: più flessibilità e centralità dello studente

Nei dibattiti si affaccia l’idea di una maturità che valorizzi davvero il percorso personale e le competenze acquisite, non solo la capacità di sostenere prove standardizzate. Una formula più flessibile, ad esempio, potrebbe prevedere un maggiore peso per l’elaborato orale e per i lavori di ricerca e progetto, così da premiare le capacità critiche sviluppate anche in autonomia durante la pandemia. Questo non significa abbassare l’asticella, ma adattare la valutazione alle reali condizioni sperimentate dagli studenti: una visione più vicina all’idea di “scuola laboratorio” promossa negli anni da pedagogisti italiani come Mario Lodi.

b. L’importanza del dialogo continuo

Un punto assolutamente centrale, emerso forte anche dalle proteste del 2022, è il bisogno di creare spazi permanenti di ascolto e confronto tra istituzioni, studenti e docenti. Esperienze pilota come le consulte studentesche, o il coinvolgimento diretto dei rappresentanti nelle decisioni locali, possono e devono essere più valorizzate per evitare che le scelte arrivino sempre “calate dall’alto”. Laddove la partecipazione è reale, cresce anche il senso di corresponsabilità e di motivazione allo studio.

c. Guardare al futuro: tra memoria e cambiamento

Se la pandemia ci ha insegnato qualcosa, è che la scuola deve sapersi adattare rapidamente ai cambiamenti. La maturità dovrebbe essere non solo una prova di conoscenza, ma anche un’occasione per valorizzare le risorse personali – creatività, autonomia, spirito critico – di ciascun ragazzo. Un sistema più flessibile, capace di bilanciare la verifica oggettiva con la valorizzazione delle differenze individuali e delle condizioni contingenti, può rappresentare la chiave di volta anche per il futuro dell’istruzione pubblica in Italia.

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Conclusione

Le critiche alla Maturità 2022 hanno sollevato questioni fondamentali che vanno ben oltre l’organizzazione concreta della singola sessione d’esame. Esse pongono domande profonde sulla funzione stessa della scuola, sulla capacità di adattarsi al tempo presente, sulla centralità (o meno) di chi la scuola la vive ogni giorno. Le proteste studentesche non sono solo segno di disagio, ma anche di vitalità e volontà di partecipare: sono la prova che i giovani chiedono una scuola che abbia davvero senso nella loro vita. È urgente, allora, ripensare la maturità italiana in modo più attento, umano e partecipato, affinché torni a essere un’esperienza di crescita, non un ostacolo imposto o – peggio – una “presa in giro” da subire passivamente. L’unica strada è quella del dialogo, dell’ascolto e dell’innovazione: solo così il sistema scolastico tornerà a essere motore di comunità e futuro.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono le ragioni della protesta sulla maturità 2022?

La protesta nasce perché la maturità 2022 reintroduce le prove scritte ignorando le difficoltà causate dalla pandemia, creando malcontento tra studenti provati da didattica a distanza e perdita di apprendimenti.

Cosa significa la 'presa in giro' nella maturità 2022?

'Presa in giro' indica la sensazione degli studenti di affrontare un esame che non riflette la realtà vissuta durante la pandemia, rendendo le prove inadeguate e ingiuste alle effettive competenze acquisite.

Quali cambiamenti sono stati introdotti nella maturità 2022 rispetto agli anni precedenti?

Nella maturità 2022 sono tornate la prima e la seconda prova scritta, oltre al colloquio orale, segnando una decisa differenza rispetto agli anni precedenti con solo colloquio orale.

Come il Covid-19 ha influenzato la preparazione alla maturità 2022?

Il Covid-19 ha causato due anni di didattica a distanza e incertezza, portando a una perdita di apprendimento e maggiore stress tra gli studenti, che si sono trovati impreparati alle modalità tradizionali dell'esame.

Qual è il significato simbolico della maturità nella cultura italiana?

La maturità rappresenta un rito di passaggio fondamentale nella cultura scolastica italiana, segnando il confine tra adolescenza e età adulta e l'ingresso nel futuro accademico e lavorativo.

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