Analisi del carattere psicologico di Azzeccagarbugli
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 12:29
Tipologia dell'esercizio: Analisi
Aggiunto: 17.01.2026 alle 10:14
Riepilogo:
Scopri l'analisi del carattere psicologico di Azzeccagarbugli: cosa rivela su codardia, opportunismo e critica al sistema legale del Seicento, con esempi chiave.
L'Azzeccagarbugli è un personaggio emblematico de "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, opera fondamentale della letteratura italiana. In questa analisi ci concentreremo sul carattere psicologico di questo personaggio, che incarna vari aspetti della società legale e burocratica del XVII secolo in Lombardia. L'Azzeccagarbugli appare per la prima volta nel capitolo III del romanzo, quando il protagonista Renzo Tramaglino si rivolge a lui sperando di ottenere aiuto legale per risolvere i problemi che ostacolano il suo matrimonio con Lucia Mondella.
Dal punto di vista psicologico, l'Azzeccagarbugli rappresenta un uomo di legge che utilizza le complessità e le ambiguità del sistema giuridico a proprio vantaggio. È un avvocato che ha costruito la sua reputazione sulla capacità di interpretare le leggi in modo da trarre profitto per sé stesso e per i suoi clienti potenti. Tuttavia, il suo nome stesso – "Azzeccagarbugli" – suggerisce una predisposizione a creare confusione piuttosto che risolverla. Questo aspetto del carattere si rivela nella sua interazione con Renzo, quando l'avvocato dimostra un interesse puramente teorico e burocratico nei confronti del caso, piuttosto che una vera volontà di aiutare.
L'Azzeccagarbugli incarna l'immagine stereotipata dell'avvocato spregiudicato, interessato più al guadagno personale che alla giustizia. In Renzo vede un semplice mezzo per recepire un pagamento, ma, una volta compreso il coinvolgimento di Don Rodrigo, un potente signorotto locale, preferisce ritirarsi per non entrare in conflitto con chi potrebbe danneggiarlo. La sua codardia diventa evidente quando, anziché affrontare una disputa legale potenzialmente complicata, decide di evitare qualsiasi coinvolgimento che possa metterlo in cattiva luce con i potenti. Questa scelta illustra come l'Azzeccagarbugli sia ben inserito nel sistema di corruzione e ingiustizia che governa la società.
Dal punto di vista psicologico, la sua codardia e il suo opportunismo rivelano una personalità misera, sostanzialmente incapace di mettere principi di giustizia o etica legale al di sopra della propria sicurezza e profitto. Manzoni, attraverso questo personaggio, evidenzia una critica diretta al sistema legale dell'epoca, dominato non dal diritto e dalla giustizia, ma dagli interessi personali e dal timore reverenziale verso i potenti. L’Azzeccagarbugli non mostra alcun remore nell’utilizzo delle leggi per scopi personali, manipolandole a suo piacimento senza alcun riguardo per la loro intrinseca funzione di equità e giustizia.
Inoltre, l'Azzeccagarbugli rappresenta la debolezza e l'inefficienza del sistema legale, in quanto non riesce a fornire supporto a chi realmente ne ha bisogno, a meno che non ci sia un forte incentivo economico o un interesse personale a motivarlo. La sua incapacità di difendere i diritti di Renzo senza temere ritorsioni potenti può essere vista come un indizio della corruzione pervasiva e della mancanza di integrità in una società dove il diritto è spesso manipolato dai potenti a proprio vantaggio.
Va considerato anche l'aspetto della riflessione di Manzoni sulla struttura sociale del tempo. L'Azzeccagarbugli simboleggia la figura del professionista che, per sopravvivere e prosperare in una società fortemente gerarchica, deve spesso chiudere un occhio sull'etica e sulla giustizia, assumendo un ruolo di complicità col sistema. Questo atteggiamento, tipico di chi opera in situazioni di disuguaglianza di potere, rappresenta una chiave di lettura importante per comprendere i motivi del fallimento della giustizia nell'opera.
In sintesi, il carattere psicologico dell'Azzeccagarbugli si può definire come enigmatico e opportunista, un uomo di legge che sacrifica l'etica a favore del proprio interesse personale. La sua figura, benché sommaria nel racconto di Manzoni, getta una luce critica sulla pratica legale e sulla società dell'epoca, evidenziando come il diritto possa essere deformato e sottomesso al potere, piuttosto che servire il bene comune. Attraverso questo personaggio, Manzoni delinea un ritratto inefficace e moralmente ambiguo di chi dovrebbe essere invece il baluardo della giustizia, offrendo una riflessione sia storica che sociale sulla sua epoca.
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