Test Medicina 2017: analisi tra posti disponibili e candidati effettivi
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Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 15.01.2026 alle 17:45

Riepilogo:
Il Test Medicina 2017 ha visto 54.000 candidati per 9.100 posti: il rapporto posti/candidati varia molto tra atenei, influenzando le possibilità d’accesso.
Test Medicina 2017: rapporto tra posti per ateneo e candidati effettivi
---Introduzione
In Italia, il test di ammissione a Medicina rappresenta uno degli snodi più difficili e determinanti nella vita di un giovane studente. Sin dai mesi precedenti al fatidico giorno della prova, migliaia di ragazzi vivono tra ansie, speranze e strategia, consapevoli dell’elevata selettività di questo esame. Il Test Medicina 2017, in particolare, si è confermato come uno degli avvenimenti più partecipati del nostro sistema universitario: una tappa imprescindibile per chi ambisce a indossare un camice bianco e a lavorare per la salute del prossimo.Basti pensare che nel 2017 si sono iscritti circa 60.000 aspiranti medici, ma solo circa 54.000 si sono effettivamente presentati in aula il 5 settembre, secondo i dati ufficiali. Questa discrepanza tra iscritti e partecipanti reali introduce uno dei principali temi di riflessione: non solo la quantità dei candidati, ma anche il rapporto concreto con i posti disponibili incide sulle reali possibilità di accesso. Sotto questo aspetto, la pubblicazione delle graduatorie – sia provvisorie sia definitive – da parte del MIUR ha avuto un impatto fondamentale, fornendo numeri e punteggi in modo trasparente (seppur con anonimato).
Questo elaborato intende quindi analizzare in maniera dettagliata il rapporto tra posti disponibili in ogni ateneo e candidati effettivi, valutando le probabilità di ingresso alla luce dei dati e cercando di chiarire se esistano davvero università “più facili” o “più difficili” in cui entrare. Un’attenzione particolare sarà poi dedicata al punteggio minimo di ammissione, stimato nel 2017 attorno ai 60/100, e alla gestione dell’anno in caso di esito negativo, con consigli pratici per non perdere motivazione. Solo con uno sguardo informato, critico e consapevole è possibile affrontare con lucidità una delle selezioni più impegnative del panorama accademico italiano.
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Primo capitolo: Il contesto del Test Medicina 2017
Per comprendere la portata della selezione, è utile inquadrare nei dettagli le caratteristiche della prova. Il Test Medicina 2017 si è svolto uniformemente in tutta Italia il giorno 5 settembre, con un format nazionale che prevedeva 60 domande a risposta multipla da svolgere in 100 minuti. Le materie coinvolte erano ben rappresentative del percorso liceale: biologia, chimica, matematica, fisica, logica e cultura generale, in linea con le specificità della formazione medica e del ragionamento scientifico.Il sistema di valutazione – attribuendo 1,5 punti per ogni risposta esatta, sottraendo 0,4 per gli errori e lasciando a zero le risposte non date – ha avuto non solo lo scopo di selezionare le migliori performance, ma anche quello di penalizzare i tentativi azzardati, rendendo il punteggio finemente calibrato sulle reali capacità degli studenti.
Un elemento spesso sottovalutato riguarda la differenza tra iscritti e candidati effettivi: ogni anno, un notevole numero di studenti, pur avendo completato l’iscrizione e pagato la tassa di partecipazione, decide di rinunciare, non presentandosi in sede il giorno della prova. Nel 2017, circa 6.000 studenti hanno fatto questa scelta. Le motivazioni sono molteplici: dal timore della concorrenza, alla consapevolezza di una preparazione non sufficiente, oppure, più semplicemente, per aver cambiato idea sull’indirizzo di studi. Questo dato modifica profondamente il quadro concorsuale, poiché riduce il bacino dei potenziali “concorrenti reali”, pur se l’asticella della selezione resta comunque elevatissima.
Fondamentale è poi il ruolo della graduatoria, costruita sui risultati di tutti i candidati che abbiano superato il punteggio minimo. La graduatoria nazionale, pubblicata in forma anonima dal MIUR, è strumento decisivo sia nella scelta dell’ateneo sia nella gestione degli scorrimenti. Infatti, attraverso il portale Universitaly, ogni candidato indica le proprie preferenze di sede e corso: la combinazione tra punteggio ottenuto e ordine di preferenza determinerà dove, e se, si otterrà il posto ambito. Gli studenti più informati sono perfettamente consapevoli di queste regole e strutturano in modo strategico sia la propria preparazione sia la compilazione delle preferenze.
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Secondo capitolo: Analisi del rapporto posti/candidati
Al centro della riflessione sulla selettività del test vi è il rapporto tra posti disponibili e candidati effettivi in ciascun ateneo. Capire come e quanto questo rapporto incida sulle probabilità di accesso è cruciale per ogni aspirante medico.Il rapporto posti/candidati, espresso come numero di posti disponibili diviso per il numero di candidati effettivi presso una determinata sede, offre una visione più veritiera della concorrenza. Ad esempio, se in un ateneo sono disponibili 200 posti e i candidati effettivi sono 2.000, la probabilità di ingresso, in via teorica, è del 10%. È ovvio, però, che questa percentuale non tiene conto di altri fattori come la qualità dei candidati e la mobilità successiva legata agli scorrimenti di graduatoria.
I posti disponibili per Medicina sono definiti ogni anno dal MIUR, dopo una complessa consultazione con atenei e regioni. Nel 2017 sono stati messi a disposizione circa 9.100 posti in tutta Italia; per singoli atenei si oscilla da poche decine (es. l’Università di Catanzaro) a qualche centinaio, come a Roma Sapienza o Napoli Federico II. Non sono mancate variazioni rispetto ai numeri iniziali, talvolta frutto di ricorsi o di delibere dell’ultima ora.
Sul lato dei candidati effettivi per ateneo, la situazione si complica. Gli studenti al momento dell’iscrizione possono indicare una o più sedi tra le loro preferenze, ma il giorno del test sono suddivisi sulla base delle graduatorie locali. Significa che in alcune sedi, storicamente più richieste o prestigiose (Milano, Roma, Bologna), si concentra un numero elevato di candidati, mentre in altre (Piacenza, Varese, Catanzaro) la quota è minore. In generale, tuttavia, gran parte degli studenti opta almeno in prima battuta per l’ateneo più vicino geograficamente o più noto per la qualità della didattica e dei servizi.
Un’indagine condotta da Alpha Test, autorevole società italiana di editoria e formazione specializzata nei test di ammissione, ha analizzato i risultati dei test 2017 evidenziando per ciascun ateneo il rapporto posti/candidati e i relativi punteggi medi e minimi. Questi dati, integrati a quelli del MIUR, rappresentano una vera e propria “bussola” per orientarsi tra le scelte disponibili e per valutare le proprie possibilità in maniera razionale.
Ad esempio, nel 2017, l’ateneo di Messina ha avuto uno dei rapporti più favorevoli – un candidato ogni quattro posti – mentre la Sapienza di Roma, pur offrendo molti posti, ha registrato un numero di candidati assai superiore, spostando il rapporto intorno a uno ogni undici. A Siena, invece, il rapporto era uno a sette. Questi dati suggeriscono che la selettività varia anche sensibilmente tra le sedi e che, almeno in via teorica, scegliere un ateneo “meno richiesto” può aumentare le proprie chances.
Va però specificato che non sempre i candidati con punteggio più basso andranno ad occupare il posto in atenei meno richiesti; il meccanismo degli scorrimenti, infatti, produce un certo livello di mobilità, soprattutto dopo la pubblicazione della graduatoria nazionale, e non mancano casi di trasferimenti a metà semestre.
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Terzo capitolo: Il punteggio minimo e la "facilità" di accesso alle università
Il vero spartiacque nell’ammissione a Medicina è rappresentato dal punteggio minimo: ovvero il valore sotto il quale si è automaticamente esclusi dalla graduatoria. Nel 2017, questo valore si attestò attorno a 60/100, secondo le simulazioni Alpha Test e le elaborazioni sulle graduatorie MIUR. Tuttavia, tale soglia va letta criticamente: non si tratta di una barriera “apparentemente” insuperabile, ma di una linea che si sposta in base al livello dei candidati e ai risultati complessivi.Tra i vari atenei si osservano differenze di punteggio minimo anche importanti: nelle università storicamente più richieste e centrali, come Milano, Bologna o Roma, il punteggio di ingresso tende a essere più alto rispetto ad atenei di recente istituzione o con meno richiamo mediatico. Molti credono che esistano università “facili” dove accedere a Medicina sia una passeggiata. In realtà, anche dove il punteggio minimo sembra più basso, la “facilità” di accesso è solo apparente: molte di queste sedi devono fare i conti con scorrimenti immediati che in breve portano la soglia di ingresso a livelli simili a quelli nazionali.
Le cause delle differenze tra atenei sono articolate. C’è la percezione sulla qualità della didattica, la posizione geografica (alcuni studenti sono poco disposti a trasferirsi lontano da casa), le barriere economiche, e, non di rado, la fama dell’ambiente universitario. Questa stratificazione corrisponde un po’ alla stratificazione che emerge in alcuni classici della letteratura italiana – pensiamo alla tensione tra centro e periferia che attraversa “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Allo stesso modo, il centro universitario attira per tradizione, mentre la provincia appare residuale, anche se a volte riserva sorprese.
È importante sottolineare anche l’aspetto psicologico e strategico. Molti studenti, infatti, impostano le preferenze su Universitaly dando priorità a sedi considerate meno richieste, per aumentare le possibilità di entrare, salvo poi tentare il trasferimento l’anno successivo. È una vera e propria “strategia dell’ansioso”, spesso condivisa in gruppi Facebook come “Test Medicina”, divenuti veri punti di riferimento per il confronto tra candidati. Tuttavia la strategia migliore rimane una riflessione sugli obiettivi personali, sulle aspettative di vita universitaria e su un onesto bilancio delle proprie possibilità.
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Quarto capitolo: Consigli per chi non è passato e gestione dell’anno
Il non superamento del test, lungi dall’essere una sconfitta irrimediabile, può divenire occasione di crescita e di riorganizzazione personale. La delusione iniziale è inevitabile, ma numerosi studenti hanno fatto dell’anno di “attesa” una risorsa, ottenendo poi risultati brillanti al secondo tentativo.Innanzitutto, è possibile iscriversi a corsi singoli universitari nelle facoltà di Biologia, Chimica, Farmacia o Scienze motorie. In tal modo si ha la possibilità di sostenere esami utili per future convalide, e di approfondire in modo mirato le materie su cui si sono riscontrate maggiori difficoltà. Molti atenei consentono questa opzione, che consente anche di vivere in parte l’ambiente universitario.
La preparazione per il test dell’anno successivo non deve essere improvvisata: sono numerose le strategie di auto-apprendimento (simulazioni, manuali specializzati, esercitazioni online), ma è anche possibile frequentare corsi specifici, come quelli offerti da Alpha Test, il cui valore formativo è ampiamente riconosciuto a livello nazionale. Importante è mantenere una disciplina di studio costante, evitando la tentazione della procrastinazione.
Rimanere informati è cruciale: seguire le graduatorie ufficiali MIUR, iscriversi a gruppi di discussione, confrontarsi con chi ha già affrontato il test permette di evitare errori, false credenze e di ricevere motivazione. In questo senso, il sostegno della comunità studentesca si è rivelato fondamentale per molti, sia per informazioni pratiche che per condividere difficoltà psicologiche.
Infine, non bisogna sottovalutare l’aspetto motivazionale e della gestione dello stress. È consigliabile programmare il proprio tempo rispettando un equilibrio tra studio e attività ricreative: la letteratura pedagogica italiana sottolinea l’importanza della “pausa creativa” per il mantenimento delle energie mentali. La determinazione ripaga: molti dei medici oggi in corsia hanno raggiunto l’obiettivo dopo ripetuti tentativi, trasformando l’insuccesso in energia positiva.
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Conclusione
Il Test Medicina 2017 ha rappresentato, come molti altri nella storia universitaria italiana, una delle sfide più grandi e formative. Il rapporto tra candidati effettivi e posti disponibili è decisivo per capire le reali possibilità di superare la selezione, ma non basta da solo: solo integrando l’analisi dei dati con una strategia informata, il supporto della comunità e la capacità di gestire scoraggiamenti si può affrontare in modo consapevole il percorso.Affidarsi solo alle leggende metropolitane sulla “facilità” di alcune università è fuorviante. La vera chiave sta nella conoscenza delle dinamiche della graduatoria e nell’onestà nel valutare le proprie aspettative. Anche chi non dovesse superare al primo colpo non deve abbattersi: esistono vie alternative, ma soprattutto il tempo in più può essere utilizzato per potenziare le proprie conoscenze e rafforzare la motivazione.
L’invito conclusivo è quello di affidarsi sempre a fonti ufficiali, come MIUR e Alpha Test, e di partecipare a community studentesche, così da affrontare questa sfida non da soli, ma con una rete di sostegno e informazioni accurate.
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Appendice
Glossario dei termini principali
- Graduatoria provvisoria: elenco anonimo dei risultati pubblicati subito dopo il test, non ancora definitiva. - Punteggio minimo: soglia di punteggio sotto la quale si è esclusi dalla graduatoria nazionale. - Candidati effettivi: studenti che hanno effettivamente svolto il test il giorno fissato. - Universitaly: portale ufficiale per la gestione delle preferenze e delle iscrizioni alle università italiane. - Scorrimenti: progressivi aggiornamenti della graduatoria con spostamento dei candidati in base alle rinunce. - Posti disponibili definitivi: numero finale di posti assegnati ogni anno dal MIUR per ciascun ateneo.Link utili
- [Sito MIUR - Test Medicina 2017](https://www.miur.gov.it) - [Report Alpha Test 2017](https://www.alphatest.it) - Gruppi Facebook consigliati: “Test Medicina”, “Futuri Medici Italiani”Esempi tabellari
| Ateneo | Posti disponibili | Candidati effettivi | Rapporto posti/candidati | Punteggio minimo | |------------------------|------------------|---------------------|-------------------------|------------------| | Roma Sapienza | 334 | 4000 | 1/11,9 | 62/100 | | Milano Statale | 204 | 2100 | 1/10,3 | 64/100 | | Messina | 182 | 728 | 1/4 | 58/100 | | Siena | 85 | 600 | 1/7,1 | 60/100 |*Nota: dati esemplificativi; per i numeri esatti consultare i report MIUR/Alpha Test 2017.*
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