Cretto di Burri
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 26.01.2026 alle 14:21
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 23.01.2026 alle 9:56
Riepilogo:
Scopri il Cretto di Burri, opera monumentale che unisce arte e memoria storica del terremoto di Gibellina in Sicilia con dettagli unici.
Il "Cretto di Burri", anche noto come "Grande Cretto", è un'opera d'arte monumentale creata dall'artista italiano Alberto Burri tra il 1984 e il 1989. Questa opera straordinaria si trova a Gibellina, un piccolo comune della Sicilia, ed è una testimonianza potente della fusione tra arte contemporanea e memoria storica.
Contesto Storico e Geografico
Nel gennaio del 1968, la Valle del Belice, in Sicilia, fu devastata da un terribile terremoto di magnitudo 6.4 sulla scala Richter. Tra i comuni più colpiti vi fu Gibellina, che fu quasi completamente distrutta. Il sisma provocò la morte di centinaia di persone e lasciò migliaia di abitanti senza casa. Di fronte alla prospettiva di ricostruire il paese sullo stesso sito, la decisione fu presa di costruire una nuova Gibellina a circa 20 chilometri di distanza, mentre il vecchio sito fu abbandonato.
Questa situazione di abbandono totale della vecchia Gibellina rappresentava non solo una devastazione fisica ma anche emotiva per gli abitanti. Da questo contesto drammatico, emerse l'idea di creare un memoriale per commemorare il paese distrutto e le vite perdute.
L’Opera di Alberto Burri
Alberto Burri, nato a Città di Castello nel 1915 e morto a Nizza nel 1995, è considerato uno dei più grandi artisti italiani del XX secolo. La sua formazione iniziale fu in medicina, ma durante la prigionia in un campo di prigionia americano durante la Seconda Guerra Mondiale, iniziò a dipingere e alla fine abbandonò la carriera medica per dedicarsi interamente all'arte.
Burri è noto per il suo uso non convenzionale di materiali nelle sue opere, spesso utilizzando elementi come tela di sacco, ferro, legno bruciato, cellotex e plastica. Nel caso del "Cretto di Burri", l'artista scelse di utilizzare cemento bianco per creare un’immensa scultura che coprisse l’intera area della vecchia Gibellina.
L’opera, che si estende su un'area di circa 85.000 metri quadrati, è composta da enormi blocchi di cemento che replicano l’antico impianto urbano della città. Ogni "crettatura" del cemento rappresenta le strade e i vicoli del vecchio borgo. La superficie fratturata e spaccata del "Cretto" ricorda visivamente le crepe del terreno causate dal terremoto, creando un effetto visivo straziante ma al contempo pacificante.
Processo di Realizzazione
La realizzazione del "Cretto di Burri" ha richiesto un grande impegno sia dal punto di vista artistico che logistico. L'opera iniziò nel 1984 e venne completata nel 1989. L'artista, insieme a un gruppo di ingegneri e operai, dovette affrontare numerose difficoltà tecniche. Il terreno irregolare e instabile, risultato del terremoto, rappresentava una sfida significativa.
Il progetto fu finanziato con fondi sia pubblici che privati. Durante la sua costruzione, il "Cretto" venne spesso criticato per il suo costo elevato e per il fatto che molti lo consideravano un’opera incomprensibile e di difficile approccio per il pubblico generale. Tuttavia, col tempo, il "Cretto di Burri" è stato riconosciuto come un'opera di grande significato artistico e storico.
Significato e Eredità
Il "Grande Cretto" è molto più di una semplice opera d’arte; è una riflessione profonda sulla memoria e sulla perdita. Burri ha trasformato le rovine di Gibellina in un mausoleo a cielo aperto che invita i visitatori a riflettere sul passato tragico della città e sulla precarietà della vita umana.
Esso rappresenta un dialogo tra la materia e lo spazio, il presente e il passato, la natura e l’artificio. Per gli abitanti di Gibellina e per chi visita il sito, il "Cretto di Burri" funge da meditazione sulla distruzione e sulla ricostruzione non solo fisica ma anche spirituale.
Nel corso degli anni, l'opera ha acquisito un valore simbolico notevole e attirato artisti, studiosi e turisti da tutto il mondo. Ha anche stimolato discussioni su come l'arte possa interpretare e rispondere a eventi traumatici, diventando così un modello di come la memoria storica possa essere preservata attraverso il linguaggio artistico.
In sintesi, il "Cretto di Burri" si erge non solo come una delle opere più significative dell'arte contemporanea, ma anche come un potente memoriale che continua a raccontare la storia di Gibellina e del suo popolo.
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