Cosa hanno in comune Fichte, Schelling e Hegel?
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 20.01.2026 alle 16:02
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 16.01.2026 alle 13:42
Riepilogo:
Scopri come Fichte, Schelling e Hegel condividono l'idealismo tedesco: convergenze, differenze e strategie per superare il kantismo, con spiegazioni chiare.
Fichte, Schelling e Hegel sono tre figure centrali nel panorama della filosofia tedesca a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Noti come gli esponenti principali dell'Idealismo tedesco, essi condividono varie tematiche e approcci, che tuttavia sviluppano in modi spesso divergenti. Analizzando le loro opere e pensieri, emergono chiaramente elementi comuni che li legano in un dialogo filosofico che ha profondamente influenzato il pensiero occidentale.
Un punto centrale di convergenza tra Fichte, Schelling e Hegel è la reazione al criticismo di Immanuel Kant. Essi si impegnano a proseguire ed espandere il sistema filosofico kantiano, affrontando il compito di colmare le lacune percepite nella sua filosofia. Kant aveva posto un limite alla conoscenza umana, distinguendo tra fenomeno e noumeno, e aveva argomentato che la realtà in sé fosse inaccessibile alla ragione pura. Fichte, Schelling e Hegel, pur partendo da questo dualismo, cercano in modi diversi di superarlo, affermando la possibilità di una sintesi tra soggetto e oggetto.
Fichte sviluppa il suo sistema dell'Idealismo soggettivo, focalizzandosi sull'Io come principio fondamentale della realtà. Nella sua "Dottrina della Scienza" (Wissenschaftslehre), pone l'accento sul ruolo attivo del soggetto nel costituire la realtà. Per Fichte, la realtà emerge dall'autocoscienza dell'Io, e la distinzione tra soggetto e oggetto viene superata nella comprensione che il mondo esterno è il prodotto dell'attività dell'Io stesso. Sebbene il suo sistema si basi su una derivazione logica dell'intera realtà a partire dall'Io, esso intende superare il dualismo kantiano posizionando il soggetto al centro della costruzione del mondo.
Schelling, suo contemporaneo, critica l'identificazione di Fichte dell'intero sistema con l'Io e si sposta verso una filosofia della natura e un idealismo oggettivo. Nei suoi primi lavori, Schelling insiste sulla necessità di integrare la natura nel sistema filosofico, considerando la natura stessa come un'attività inconscia dell'Assoluto che si realizza progressivamente nella coscienza. La sua idea chiave, che si evolve nelle sue diverse fasi filosofiche, è che l'Assoluto non può essere compreso semplicemente come una serie di atti del soggetto, ma deve essere inteso come una totalità che trascende la divisione soggetto-oggetto. Nelle sue opere, in particolare nella "Filosofia della Natura" e nel "Sistema dell'Idealismo trascendentale", si percepisce l'intento di unificare il mondo naturale con quello della libertà del soggetto.
Hegel, infine, sviluppa un sistema ancora più complesso e articolato con la sua "Fenomenologia dello Spirito" e il "Sistema della Scienza". Egli critica tanto il soggettivismo di Fichte quanto l’oggettivismo di Schelling, proponendo un idealismo assoluto in cui soggetto e oggetto, spirito e natura, non sono che momenti dialettici di un unico processo di sviluppo dello Spirito Assoluto. Centrale in Hegel è il processo dialettico, in cui ogni opposizione viene superata e conservata in una sintesi superiore. L'intera realtà, per Hegel, è una totalità dinamica e razionale, e il compito della filosofia è di comprendere questo processo attraverso il pensiero speculativo.
In sintesi, ciò che Fichte, Schelling e Hegel hanno in comune è il tentativo di superare i limiti del kantismo tramite un sistema idealistico che unifichi soggetto e oggetto, spirito e natura. La differenza chiave tra i tre risiede nei modi specifici in cui ciascuno cerca di realizzare tale unità. Fichte enfatizza l'attività del soggetto, Schelling cerca una sintesi tra spirito e natura, e Hegel vede il processo storico e dialettico dello Spirito come un continuo superamento e riconciliazione di antitesi. Nonostante queste differenze, il loro comune interesse a risolvere le problematiche lasciate aperte da Kant mostra l'importanza che attribuiscono alla possibilità di una conoscenza filosofica totale, in cui il reale è sia razionale che interamente comprensibile. Questo sforzo congiunto ha segnato un capitolo fondamentale nella storia della filosofia, lasciando un'impronta duratura che continua a influenzare il pensiero filosofico moderno.
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