Novità introdotte dalla Legge 107/2015 (Buona Scuola)
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.01.2026 alle 10:09
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 13:12
Riepilogo:
Scopri le novità della Legge 107/2015 (Buona Scuola): cosa cambia per scuole, docenti, alternanza scuola-lavoro e digitalizzazione; sintesi chiara per studenti.
La legge n. 107 del 13 luglio 2015, comunemente conosciuta come la "Buona Scuola", è stata un'importante riforma del sistema educativo italiano, emanata durante il governo di Matteo Renzi. Questo provvedimento legislativo ha introdotto una serie di novità significative nel tentativo di fornire una risposta alle sfide contemporanee dell'educazione, modernizzare le istituzioni scolastiche e migliorare la qualità dell'insegnamento. Di seguito, esploreremo le principali innovazioni introdotte da questa legge.
Una delle caratteristiche distintive della Buona Scuola è l'autonomia scolastica, che è stata ulteriormente rafforzata. La legge riconosce una maggiore autonomia alle scuole nell'allocazione delle risorse e nella gestione delle attività didattiche e formative. Ogni scuola ha avuto la possibilità di elaborare un Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), un documento che definisce l'identità culturale e progettuale dell'istituto e che include finalità educative, scelte didattiche e criteri di valutazione.
Un altro aspetto rilevante della riforma è l'introduzione del cosiddetto "organico dell'autonomia". Le scuole hanno ricevuto una dotazione organica stabile di personale docente, destinata a rispondere alle esigenze dell'istituto e a migliorare la continuità didattica. L'organico dell'autonomia ha permesso di impiegare gli insegnanti non solo per coprire le classi, ma anche per progetti extracurriculari e attività di potenziamento dell'offerta formativa.
La legge 107 ha anche affrontato il problema dell’assunzione dei precari, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno della precarietà lavorativa tra i docenti. Un vasto piano di assunzioni ha portato all'immissione in ruolo di oltre 100.000 docenti precari. Questo intervento ha cercato di garantire una maggiore stabilità lavorativa per i docenti, contribuendo al miglioramento della qualità dell’insegnamento attraverso una maggiore continuità.
Inoltre, un aspetto innovativo della Buona Scuola è stata l’attenzione verso l’alternanza scuola-lavoro, che è stata resa obbligatoria per tutti gli studenti dell'ultimo triennio delle scuole superiori. L'alternanza è stata introdotta come strumento per permettere agli studenti di acquisire competenze trasversali, favorire l'inserimento nel mondo del lavoro e migliorare la consapevolezza delle proprie capacità pratiche. Anche se l'intento era di avvicinare il mondo della scuola e quello del lavoro, l’implementazione di questo dispositivo ha suscitato discussioni e critiche.
Una parte cruciale della riforma ha riguardato l'innovazione e la digitalizzazione delle scuole. La Buona Scuola ha stanziato fondi significativi per il miglioramento delle infrastrutture tecnologiche e l’aggiornamento delle competenze digitali di studenti e insegnanti. Questo ha incluso investimenti per l'acquisto di dispositivi digitali, l'ampliamento della connettività internet e la formazione del personale docente sulle nuove tecnologie didattiche.
In aggiunta, la legge ha previsto una maggiore apertura delle scuole alle attività culturali, artistiche e sportive. Questo è stato pensato per ampliare l'offerta formativa e contribuire allo sviluppo armonioso degli studenti, anche al di fuori dello stretto curricolo disciplinare. Le scuole sono state incoraggiate a collaborare con enti esterni per promuovere lo sport, la musica, il teatro e altre attività culturali.
La valutazione e la meritocrazia sono state enfatizzate attraverso la creazione di un bonus premiale per i docenti. Questa misura ha inteso riconoscere e premiare l’eccellenza professionale nella didattica, sebbene anche questa scelta abbia generato dibattiti sui parametri di valutazione utilizzati e sull'efficacia complessiva del sistema per incentivare miglioramenti concreti.
Sul fronte della formazione, la Buona Scuola ha istituito un piano di formazione continua per i docenti, con l'obiettivo di rendere obbligatorio e strutturato il completamento di percorsi formativi per aggiornare le proprie competenze. Questo è stato pensato per rispondere alle esigenze didattiche emergenti e per mantenere elevati standard di qualità nell'insegnamento.
Nel suo insieme, la legge 107 ha cercato di riformare il sistema educativo italiano su vari fronti, sebbene non sia stata esente da critiche e controversie. Alcuni studiosi e addetti ai lavori del settore hanno messo in discussione l'effettivo impatto delle misure adottate, evidenziando limiti e difficoltà di implementazione. Tuttavia, la Buona Scuola resta una delle riforme più significative dell'istruzione in Italia negli ultimi decenni, con un'influenza evidente su diversi aspetti dell'ambito educativo.
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