Tema horror con flashback, narratore interno e finale a sorpresa
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: oggi alle 9:59
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: l'altro ieri alle 14:50
Riepilogo:
Scopri come scrivere un tema horror con flashback, narratore interno e finale a sorpresa per scuole superiori. Esercizio completo e guida dettagliata.
Era un tardo pomeriggio d’autunno quando Luca tornò a casa da scuola. Le ombre si allungavano sui vialetti di pietra e le foglie, cadute dagli alberi, scricchiolavano sotto i suoi piedi. Luca viveva in una piccola cittadina della Toscana, nota per le sue storiche leggende spaventose. Quella sera il ragazzo si sentiva particolarmente intrigato da quei racconti.
Entrato in casa, si diresse verso la mansarda, un luogo che ben si prestava alle sue letture di avventure e misteri. Nascosto dietro una vecchia poltrona, trovò un libro antico, coperto di polvere e con la copertina di pelle scura. L'aprì e vi trovò storie che parlavano di fantasmi, stregonerie e misteri irrisolti. Fu allora che notò una mappa disegnata a mano, con delle indicazioni che sembravano portare a un vecchio castello abbandonato nei paraggi.
La curiosità ebbe la meglio su Luca. Decise di seguire la mappa il giorno successivo, senza però dire niente ai genitori. Alle prime luci dell'alba, si mise in cammino, attraversando boschi e campi fino ad arrivare al castello diroccato. Era un luogo che tutti evitavano, teatro di innumerevoli racconti di avvenimenti terribili e inspiegabili.
All’interno, l'ambiente era angusto e coperto di ragnatele; una sensazione di freddo e inquietudine lo avvolse. Decise di esplorare i vari piani, ma fu quando arrivò nella sala principale che tutto cambiò. Incontrò un uomo anziano con un vestito dell'epoca medievale, che sembrava fuori posto. Luca lo osservò per un attimo, incerto se fuggire o parlare con lui.
L'uomo, notando la sua esitazione, iniziò a raccontare una storia. Disse di chiamarsi Federico e di essere il custode del castello. Poco dopo, senza che Luca glielo chiedesse, cominciò a narrare fatti accaduti molti anni prima, quando il castello era abitato da una potente famiglia di nobili, i Conti di Pendenza. Raccontò di come il castello fosse stato testimone di tradimenti, congiure e omicidi. E infine, con un tono funereo, rivelò che, durante una notte tempestosa, l’intera famiglia fu misteriosamente trovata morta, senza alcun segno di violenza. Da quel giorno, si diceva, i loro spiriti infestavano il castello.
A quel punto Luca cominciò a sentirsi stordito, come se le parole dell'uomo avessero uno strano potere su di lui. Un improvviso flashback lo colpì: era bambino, rifugiato in uno degli angoli nascosti del castello durante una gita scolastica. Ricordò di aver sentito voci e rumori che nessun altro sembrava percepire. Ricordò che, all'epoca, era stato prelevato in tutta fretta dall'edificio, in preda a una crisi di panico.
Ora, quasi per magia, sembrava riavvicinarsi a quel momento del passato. Mentre si guardava intorno, vide figure evanescenti che si aggiravano per i corridoi, riconoscendo i lineamenti descritti da Federico. I conti di Pendenza erano lì, intrappolati in un eterno presente.
Ad un tratto, il vecchio Federico si trasformò davanti ai suoi occhi, il suo aspetto divenne spettrale. La stanza cominciò a deformarsi e Luca sentì un senso di vertigine. Fu solo allora che capì la realtà del suo legame con quel luogo. Federico non era un semplice custode: era, in realtà, uno degli spiriti della famiglia, intrappolato come gli altri nel castello. Ma c'era di più: in un ultimo sussurro, la figura spettrale gli rivelò che vi era un modo per liberare gli spiriti, un antico rituale custodito nel libro trovato da Luca.
Scappò dal castello a gambe levate, con il cuore che gli batteva all’impazzata. Tornato a casa, frugò nelle pagine ingiallite del libro, alla ricerca del rituale. Era pronto a compiere l'impresa, consapevole che la sua scoperta lo aveva legato indissolubilmente ai misteri della sua città.
Ma proprio mentre stava per iniziare il rito, un dettaglio saltò alla sua attenzione: il rituale richiedeva un sacrificio umano. Luca dovette fare una scelta, e con il sudore che gli gocciolava dalla fronte, decise di chiudere il libro e, almeno per il momento, lasciare i conti di Pendenza al loro destino. Aveva compreso che alcune verità sono destinate a rimanere sepolte nel tempo.
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