Tema

La storia di Alfonso: tra difficoltà e speranza

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Segui la storia di Alfonso tra difficoltà e speranza, con un testo semplice e chiaro che aiuta a comprendere il tema e migliorare la scrittura.

Ecco il testo riscritto in modo più semplice, come se fosse stato scritto da un ragazzo di 13 o 14 anni, con punteggiatura migliorata:

---

Il 13 aprile 1903, ad Arlido del Garda, faceva ancora piuttosto freddo, anche se l’inverno era finito. L’aria dava fastidio sulla pelle e il lago sembrava immobile, così fermo che pareva una fotografia.

Alfonso si svegliò di colpo, con una strana sensazione dentro. Non capiva bene cosa fosse, ma sentiva che c’era qualcosa che non andava. Rimase un attimo a fissare il soffitto della sua stanza, poi si tirò su piano piano dal letto.

«Papà?» chiamò, ancora mezzo addormentato.

Nessuno rispose.

All’inizio pensò che suo padre fosse già andato in officina, come faceva spesso. Però, dentro di sé, sentiva che c’era qualcosa di strano. Così andò a vedere nella stanza di suo padre.

Il letto era vuoto.

Le coperte erano tutte disordinate, come se avesse lasciato il letto di corsa.

Alfonso cominciò a preoccuparsi.

«Papà?» ripeté, ma stavolta quasi sussurrando.

Uscì in fretta da casa e andò verso l’officina. Quando arrivò, notò che la porta era socchiusa. La spinse piano ed entrò.

Dentro era un vero casino.

Gli attrezzi erano sparpagliati dappertutto, fogli buttati e anche per terra. Sembrava che qualcuno fosse scappato in fretta.

Alfonso tirò su uno di quei fogli. Vide che c’erano dei numeri sopra.

Erano conti.

Debiti.

Un sacco di debiti.

Continuò a guardare altri fogli, ed erano tutti uguali. Ce n’erano davvero troppi.

Fu in quel momento che capì davvero tutto.

Suo padre era scappato.

E aveva lasciato tutto a lui.

Alfonso si sentì malissimo, come se il mondo gli crollasse addosso. Non pianse subito, ma si sentiva vuoto dentro.

Poco dopo arrivarono dei creditori: uomini dall’aspetto serio, con espressioni dure. Non parlavano forte, ma facevano paura comunque.

«Qualcuno deve pagare» diceva uno.

«Adesso l’officina è tua.»

«Non ci interessa più tuo padre.»

Alfonso non sapeva cosa rispondere. Rimase fermo e annuì soltanto. Si sentiva minuscolo, anche se ormai doveva essere quasi un adulto.

Quando quegli uomini se ne andarono, il silenzio era ancora più forte di prima.

Nei giorni dopo, Alfonso stava malissimo. Praticamente non mangiava più e dormiva pochissimo. Continuava a guardare quei conti, ma non serviva a niente: i debiti erano sempre troppi.

Pensava solo che non ce l’avrebbe mai fatta.

La mattina del 7 aprile uscì di casa senza dire niente a nessuno. Non sapeva dove voleva andare, aveva solo bisogno di camminare.

Camminò a lungo, finché arrivò su una scogliera sopra il lago. Lì il vento era forte e l’acqua sembrava ancora più scura e inquietante.

Si avvicinò piano piano.

«È finita» pensò.

Fece un passo avanti.

Poi un altro.

Il cuore gli batteva fortissimo, ma allo stesso tempo si sentiva strano, quasi calmo.

Un altro passo e sarebbe finito tutto.

Però si fermò.

Nemmeno lui sapeva il perché.

Fece un respiro profondo e si allontanò un po’. Continuò a camminare senza sapere dove. A un certo punto si trovò davanti a una vecchia statua della Madonna, tutta rovinata.

Si fermò.

Non era mai stato tanto credente, però in quel momento non sapeva più cosa fare.

La fissò.

Gli sembrava, nella testa, di sentire una voce.

Non era una vera voce, più un pensiero.

«Quanto hai sofferto?»

Alfonso abbassò lo sguardo.

«Tanto…» sussurrò.

«E pensi davvero che sia finita?»

Lui non rispose. Era troppo confuso.

Dopo un po', se ne andò, ma quella specie di “voce” gli rimase in testa.

Dopo un po' tornò sulla scogliera.

Stavolta voleva davvero buttarsi.

Si avvicinò e guardò giù.

Stava per spingersi, ma proprio in quel momento gli venne in mente una cosa.

Pensò a suo padre. Non a quello che era scappato, ma a quello di quando era piccolo. Poi si ricordò di suo nonno, delle storie strane che gli raccontava quando era bambino.

Gli tornò in mente una frase.

«Ricorda, Alfonso: ci sono cose nascoste, ma solo chi è coraggioso le trova.»

Alfonso si fermò.

Una casa vecchia. Un muro. Qualcosa nascosto.

Gli si illuminarono gli occhi.

«Aspetta…» disse.

Forse non era tutto finito.

Fece due passi indietro e poi cominciò a correre.

Corse fino alla vecchia casa del nonno, piena di polvere e abbandonata.

Entrò con il cuore che gli batteva fortissimo nel petto.

Si avvicinò al muro che ricordava. Non era sicuro, ma doveva provare.

Lo toccò, ci bussò sopra. A un certo punto sentì un suono diverso.

Vuoto.

Si fermò.

Prese un attrezzo e provò a rompere il muro.

Prima una crepa.

Poi un’altra.

Infine un pezzo cadde giù.

Dietro c’era una piccola cassa.

Alfonso la aprì con le mani che tremavano.

Dentro c’erano dei soldi.

Tanti soldi.

Bastavano per risolvere tutti quei problemi.

Alfonso si lasciò cadere a terra e cominciò a piangere. Ma questa volta furono lacrime diverse.

Non era più disperazione.

Fuori, il lago brillava sotto il sole.

E per la prima volta dopo tanti giorni, Alfonso pensò che forse ce l’avrebbe fatta.

Domande frequenti sullo studio con l

Risposte preparate dal nostro team di tutor didattici

Qual è il tema della storia di Alfonso tra difficoltà e speranza?

Il tema è la crisi di Alfonso dopo la fuga del padre e il suo passaggio dalla disperazione alla speranza. La storia mostra il peso dei debiti e il momento in cui decide di non arrendersi.

Cosa scopre Alfonso nell'officina nella storia di Alfonso?

Scopre che l'officina è in disordine e piena di fogli con conti e debiti. Capisce così che suo padre è fuggito lasciandogli tutto da affrontare.

Perché Alfonso si sente abbandonato nella storia di Alfonso?

Si sente abbandonato perché il padre è sparito senza spiegazioni e ha lasciato i debiti sulle sue spalle. Anche i creditori gli ricordano che ormai deve occuparsi lui dell'officina.

Cosa accade ad Alfonso sulla scogliera nel racconto?

Sulla scogliera Alfonso pensa di buttarsi nel lago, perché si sente disperato. Si ferma però all'ultimo momento, come se qualcosa lo trattenesse.

Quale messaggio di speranza emerge dalla storia di Alfonso?

Il messaggio è che anche nei momenti più bui può nascere una possibilità di rinascita. Alfonso si ferma prima di compiere il gesto estremo e ricorda parole che lo invitano al coraggio.

Scrivi il tema al posto mio

Vota:

Accedi per poter valutare il lavoro.

Accedi