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Guida ITS: elenco degli Istituti Tecnici Superiori per regione

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Scopri l’elenco degli Istituti Tecnici Superiori per regione e orientati nella scelta della formazione professionale avanzata più adatta al tuo futuro.

Istituti Tecnici Superiori in Italia: un viaggio regione per regione alla scoperta della formazione professionale avanzata

Nel panorama dell’istruzione superiore italiana, una volta conseguito il diploma di scuola secondaria superiore, gli studenti si trovano davanti a un crocevia importante: proseguire con gli studi universitari, entrare subito nel mondo del lavoro, oppure dedicarsi a corsi professionali. Tradizionalmente, l’università ha rappresentato la via maestra per molti, mentre l’avvio diretto alla carriera lavorativa era spesso percepito come alternativa meno “ambiziosa”. Tuttavia, la realtà odierna – sempre più dinamica e bisognosa di competenze tecniche aggiornate – ha posto sotto una nuova luce percorsi formativi più concreti, tra cui spiccano, negli ultimi anni, gli Istituti Tecnici Superiori (ITS).

Gli ITS sono centri di alta specializzazione tecnologica nati con l’intento di colmare il divario fra le competenze richieste dalle imprese e quelle effettivamente offerte all’uscita dalla scuola secondaria. Questo nuovo modello formativo, ideato e strutturato attorno all’idea di un dialogo continuo tra mondo dell’istruzione e tessuto produttivo, si presenta oggi come una delle alternative più solide e innovative per chi desidera diventare protagonista attivo della transizione economica e tecnologica del paese.

A differenza dei percorsi universitari – spesso fortemente teorici – gli ITS si distinguono per la loro impronta pratica, per una proposta sempre aggiornata sulle innovazioni di settore e, soprattutto, per il forte contatto con le imprese. Questo si traduce in una probabilità di assunzione estremamente elevata, spesso superiore all’80% entro il primo anno dal diploma. In questo saggio scopriremo passo dopo passo come funzionano gli ITS, quali settori abbracciano, qual è la loro distribuzione sul territorio nazionale e come orientarsi efficacemente nella scelta tra le tante proposte.

Istituti Tecnici Superiori: caratteristiche e funzionamento

Per capire fino in fondo la portata degli ITS nel contesto italiano, è necessario guardare alla loro origine. Nascono nel 2008, grazie a una serie di riforme che hanno voluto introdurre anche nel nostro paese quella formazione terziaria breve che in altre realtà – dalla Germania con gli “Fachhochschulen” fino alla Francia con le “Grandes Écoles” tecniche – aveva già dato prova di grande efficacia. Regolati originariamente dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008 e successivamente dalla Legge 99/2022 (“Riforma ITS Academy”), questi istituti rappresentano oggi la naturale prosecuzione di percorsi tecnici e professionali, ma sono aperti a tutti i diplomati.

Il percorso tipico in un ITS dura generalmente due anni, con alcune eccezioni biennali e, talvolta, triennali. Il tratto distintivo è la didattica fondata sull’alternanza scuola-lavoro: oltre il 40% delle ore complessive si svolge tra tirocini in azienda, laboratori specialistici e project work su commessa reale, spesso in stretta collaborazione con industrie del territorio o enti pubblici. I docenti provenienti dal mondo del lavoro – professionisti, ingegneri, manager di settore – lavorano fianco a fianco con i formatori interni, arricchendo ogni lezione di esempi concreti e aggiornamenti case-specific.

Al termine del percorso, non si consegue una “laurea”, ma il Diploma di Tecnico Superiore, titolo riconosciuto a livello nazionale e inserito nel Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF – livello 5), dunque spendibile anche in contesti esteri. Per quanto riguarda costi e accessibilità, gli ITS restano generalmente gratuiti o richiedono una quota di iscrizione contenuta, sempre inferiore alla maggior parte dei costi universitari; l’unico requisito fondamentale è il possesso di un diploma quinquennale.

Perché scegliere un ITS? I dati parlano chiaro: secondo recenti report INDIRE, oltre l’83% dei diplomati degli ITS trovano lavoro entro dodici mesi dalla conclusione del percorso, molto spesso all’interno dell’azienda dove hanno affrontato lo stage. I settori di collocamento sono ampi e aggiornati al fabbisogno reale: automazione, agroalimentare, moda, salute, meccanica, ICT… E a differenza dell’università, qui la formazione agisce quasi da “passaporto diretto” per ruoli tecnici e specializzati altamente richiesti.

Le sei aree di specializzazione degli ITS

Gli ITS italiani si suddividono in sei macro-aree di specializzazione, che rispondono ai grandi filoni economico-produttivi del paese e riflettono le trasformazioni in atto nella società e nel mercato del lavoro.

La prima area è quella dell’Efficienza Energetica: qui si formano tecnici per la gestione e la progettazione di impianti ad alta sostenibilità, dall’energia solare alle nuove frontiere dell’edilizia “green”. Su questo versante, le competenze spaziano dall’analisi dei consumi opportunamente ottimizzati fino alla progettazione di sistemi energetici innovativi e alla loro integrazione nei contesti industriali e civili. In tempi di fortissima attenzione verso la transizione ecologica – basti pensare al dibattito attualissimo sul PNRR o alla lotta contro la crisi climatica – questi profili sono tra i più cercati da aziende e pubbliche amministrazioni.

La Mobilità Sostenibile costituisce un’altra area cruciale. ITS che operano in questo settore preparano specialisti per il trasporto pubblico intelligente, la logistica avanzata e la manutenzione di veicoli a basse emissioni, fino alle nuove rotte del trasporto ferroviario e marittimo. Il tema dei veicoli elettrici, dell’automazione e delle infrastrutture verdi trova così nuovi interpreti: tecnici in grado di gestire la rivoluzione della mobilità sostenibile richiesta dalle città moderne.

La terza macro-area è rappresentata dalle Nuove Tecnologie della Vita. Dalla biomedicina alle biotecnologie, passando per le applicazioni della robotica in ambito sanitario e la produzione farmaceutica, gli ITS di questa filiera formano figure richieste sia da startup innovative sia da grandi aziende ospedaliere. Un esempio concreto? I tecnici di laboratorio biomedico, sempre più fondamentali nella filiera della salute pubblica, o i process analyst al centro delle aziende biofarmaceutiche presenti, ad esempio, tra Lombardia ed Emilia Romagna.

Non si può poi dimenticare l’area Nuove Tecnologie per il Made in Italy. Simbolo della tradizione produttiva nazionale, questa filiera copre settori come la moda, il tessile, l’agroalimentare di qualità, la meccanica di precisione e l’artigianato digitale. Qui gli ITS rilanciano la tradizione guardando all’innovazione tecnologica: si studiano materiali intelligenti, automazioni per la produzione “su misura” e le nuove logiche di export digitale per promuovere i prodotti italiani nel mondo.

Le Tecnologie Innovative per i Beni e le Attività Culturali – un’area di forte vocazione italiana – si focalizzano invece sulla valorizzazione, promozione e digitalizzazione del nostro patrimonio. Turismo, restauro, eventi, comunicazione culturale: sono solo alcuni degli sbocchi, attraversati da nuove professioni come quella del digital curator o dell’esperto in promozione del turismo esperienziale.

Infine, l’area delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) vede protagonisti corsi per sviluppatori software, esperti di cybersecurity, tecnici di reti e amministratori di sistemi. L’informatica, mai come oggi, rappresenta il cuore pulsante della trasformazione digitale, con una domanda occupazionale destinata a crescere ancora nei prossimi anni.

Mappatura regionale: ITS da Nord a Sud

Uno degli elementi di maggiore originalità nel sistema ITS italiano è la sua capillarità: quasi tutte le regioni vantano istituti di eccellenza, spesso specializzati sulla base delle peculiarità economico-produttive locali. Questo legame con il territorio rende la mappa regionale una bussola indispensabile per studenti che desiderano coniugare le proprie vocazioni con le opportunità concrete offerte dal contesto d’origine o di residenza.

In Abruzzo, ad esempio, la presenza di ITS dedicati ad agroalimentare, moda e meccatronica si collega alla vivace filiera produttiva locale; in Calabria l’offerta si sta rafforzando nei settori dell’efficienza energetica e dei trasporti, anche grazie all’espansione di infrastrutture regionali. In Campania possiamo trovare una delle più ricche offerte nel Sud, con ITS dedicati alla mobilità, al Made in Italy e alle nuove tecnologie per il turismo, riflettendo la vivace realtà industriale e la spinta turistica della regione.

L’Emilia Romagna rappresenta un’eccellenza a livello nazionale: la sua pluriennale esperienza nei settori dell’agroalimentare e del biomedicale ha permesso agli ITS di diventare veri “laboratori di innovazione” al servizio delle imprese, con solide partnership pubblico-private. Salendo più a Nord, la Lombardia eccelle in biotecnologie, ICT e moda: Milano e il suo hinterland sono un crocevia unico di sinergie tra formazione, impresa e ricerca.

Non possiamo ignorare quanto accade in Lazio (capitale della cultura e della pubblica amministrazione), Piemonte (culla della meccatronica), Puglia (fortissima su agroalimentare ed efficienza energetica), Sardegna (specializzazione crescente in ICT e turismo sostenibile), Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche e Molise, tutte regioni pronte a mettere al centro la formazione avanzata come motore di sviluppo locale.

Chi desidera visionare un elenco sempre aggiornato degli ITS per regione può fare riferimento ai siti ufficiali dei vari enti regionali, oppure consultare il portale nazionale di INDIRE, vera “bussola” digitale per orientarsi nella scelta. È altresì necessario valutare la coerenza dell’offerta locale con i propri obiettivi: non sempre la presenza di un ITS vicino casa corrisponde automaticamente al settore di maggiore interesse personale – in questi casi, occorre valutare la mobilità extra-regionale, anche in virtù del fatto che molti corsi offrono formule di residenzialità agevolata.

Consigli pratici per orientarsi e scegliere un ITS

Scegliere il percorso post-diploma più adatto non è mai un’operazione banale. Prima di tutto, è fondamentale partire da un’analisi sincera delle proprie attitudini: sono appassionato di tecnologia? Preferisco lavorare nel settore artistico-culturale? Ho predilezione per la logistica o per la gestione delle risorse energetiche? Rispondere a queste domande aiuta a restringere il campo delle opzioni disponibili.

Successivamente, è essenziale dotarsi delle giuste informazioni: leggere i piani di studio disponibili sui siti ITS, esplorare testimonianze di ex studenti, valutare la qualità e la quantità di stage oppure le collaborazioni con grandi nomi dell’industria rappresentano passaggi determinanti. La partecipazione a open day o giornate di orientamento permette di conoscere docenti, tutor e visitare direttamente i laboratori: in molti casi, ascoltare un racconto “di prima mano” dalla viva voce dei protagonisti può chiarire più di mille brochure.

Come per ogni grande scelta, anche gli aspetti pratici vanno valutati: la distanza da casa, la disponibilità di servizi come alloggi o supporto allo studio, la compatibilità degli orari con altre esigenze familiari o personali. Prima dell’iscrizione, è bene informarsi sulle modalità di ammissione, la tempistica delle domande e l’eventuale presenza di prove d’ingresso – di solito, colloqui di orientamento motivazionale e test logici o tecnici.

Infine, uno sguardo al futuro: il diploma ITS consente (alle condizioni stabilite dalle università) il riconoscimento di crediti formativi per l’eventuale proseguimento degli studi, sia triennali che magistrali, e offre una rete di contatti con le aziende che costituisce spesso il primo passo operativo verso il lavoro.

Conclusione

Gli ITS rappresentano oggi, nel panorama italiano, una scelta consapevole e innovativa al servizio delle nuove generazioni: percorsi rapidi, concreti, mirati alle esigenze reali delle imprese e delle comunità locali. La loro diffusione capillare, la capacità di valorizzare le eccellenze territoriali e la loro vicinanza al tessuto produttivo fanno degli ITS un autentico motore di rilancio del capitale umano italiano.

Disporre di una “mappa nazionale” degli ITS – periodicamente aggiornata e facilmente consultabile – va oltre la semplice informazione logistica: rappresenta lo stimolo a costruire percorsi su misura, mettendo in rapporto vocazioni personali e opportunità del territorio. Per questo ogni studente dovrebbe dedicare tempo all’approfondimento, senza timore di chiedere pareri a orientatori, insegnanti e, se possibile, a ex studenti di ITS già inseriti sul mercato.

In un’Italia che cambia, chiamata ogni giorno alla sfida dell’innovazione tecnologica e della competitività internazionale, gli ITS sono il ponte più efficace tra la formazione e il mondo del lavoro. Uno strumento di crescita personale e collettiva, destinato ad avere un ruolo centrale nella transizione economica della nazione.

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Glossario sintetico

- ITS (Istituti Tecnici Superiori): percorsi biennali o triennali di formazione post-diploma, caratterizzati da forte impronta pratica. - EQF: Quadro Europeo delle Qualifiche, sistema per uniformare i titoli professionali in Europa. - INDIRE: Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, punto di riferimento per l’orientamento nazionale.

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Risorse utili e testimonianze

- Portale ITS nazionale: https://www.indire.it/its - Portali regionali e open day periodici (consultare i siti delle Regioni) - Video-interviste a ex studenti disponibili su YouTube e siti ITS locali - Forum di orientamento come Skuola.net – sezione ITS

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In conclusione, la strada dell’ITS non solo rappresenta un’alternativa credibile e moderna all’università, ma è anche una scommessa sulla capacità di costruire un futuro solido, competente e soddisfacente per sé e per il Paese.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Cosa sono gli Istituti Tecnici Superiori secondo la guida ITS?

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono scuole post-diploma che offrono formazione tecnica avanzata, progettata per rispondere alle esigenze delle imprese e favorire l'inserimento lavorativo.

Quali sono le principali caratteristiche degli ITS secondo la guida ITS?

Gli ITS si distinguono per l'approccio pratico, l'alternanza scuola-lavoro, la collaborazione con le aziende e l'elevata probabilità di assunzione dopo il diploma.

Come funziona il percorso negli Istituti Tecnici Superiori secondo la guida ITS?

Il percorso negli ITS dura in genere due anni e include lezioni, laboratori, tirocini e project work svolti in collaborazione diretta con imprese del settore.

Quali sbocchi lavorativi offrono gli ITS secondo la guida ITS?

Oltre l'83% dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno, spesso nello stesso settore o azienda in cui ha svolto il tirocinio, grazie alla formazione mirata e aggiornata.

Dove posso trovare l'elenco degli Istituti Tecnici Superiori per regione nella guida ITS?

L'elenco degli ITS suddiviso per regione si trova nella guida ITS, facilitando la ricerca dell'istituto più adatto nella propria zona di residenza o interesse.

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