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Maturità 2018: tutto sulla scadenza per la domanda del 30 novembre

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Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

La domanda di ammissione alla Maturità 2018 va presentata entro il 30 novembre 2017: scadenza fondamentale per studenti interni e privatisti.

Maturità 2018: la scadenza del 30 novembre

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1. Introduzione

L’Esame di Stato, meglio conosciuto come Maturità, rappresenta per generazioni di studenti italiani il traguardo conclusivo della scuola superiore, un passaggio obbligato per accedere all’università o al mondo del lavoro. L’esperienza della Maturità porta con sé una dimensione quasi rituale nella cultura italiana, con le sue ansie collettive, i racconti tramandati e le leggende metropolitane su tracce e commissari: basti pensare ai romanzi e ai film come “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi, che hanno saputo fotografare lo stato d’animo dei maturandi, sospesi tra paura e speranza.

Tuttavia, la Maturità non è soltanto una prova emotiva o una pagina di ricordi: essa obbedisce a un preciso e severo calendario amministrativo, scandito da scadenze, regole e criteri dettagliati. Una delle scadenze più rilevanti per la Maturità 2018 riguarda la presentazione della domanda di partecipazione, fissata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) al 30 novembre 2017. Questa data sembra soltanto un appuntamento burocratico, ma in realtà rappresenta il primo, fondamentale passo per accedere all’Esame di Stato.

Scopo di questo elaborato è analizzare in dettaglio che cosa comporta la scadenza del 30 novembre, illustrando con precisione tutti i documenti necessari, le procedure da seguire e i consigli utili sia per gli alunni interni che per i candidati privatisti. Vedremo inoltre le eccezioni previste, le opportunità e i rischi connessi, fornendo così una guida pratica ai giovani studenti che stanno per intraprendere uno dei momenti più importanti della loro vita scolastica.

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2. La scadenza del 30 novembre 2017: cosa significa e chi riguarda

Il 30 novembre non è una data arbitraria: rappresenta il termine ultimo imposto dal Miur per presentare la domanda di ammissione all’Esame di Stato per l’anno scolastico 2017/2018. Tale scadenza vale indistintamente su tutto il territorio nazionale, da Bolzano a Lampedusa, per garantire uniformità e contemporaneità nel rispetto delle regole amministrative.

A chi si rivolge questa scadenza? In primo luogo riguarda tutti gli studenti delle classi quinte degli istituti superiori statali e paritari, detti “interni”, che abbiano frequentato regolarmente l’ultimo anno del corso di studi. Ma una particolare attenzione va anche ai cosiddetti privatisti, ovvero coloro che, pur non frequentando un istituto nel corso dell’anno, desiderano sostenere l’esame come candidati esterni.

Il rispetto del termine è fondamentale: solo entro il 30 novembre si è certi di poter compilare e consegnare la domanda senza rischi o penalità. Chi dovesse trascurare tale data rischia di compromettere irrimediabilmente la possibilità di sostenere l’Esame di Stato. Fa eccezione solo chi, per cause “gravi e comprovate”, non può presentare la domanda in tempo: per questi casi la normativa prevede uno slittamento fino al 31 gennaio 2018, ma a condizione di fornire adeguata documentazione che giustifichi il ritardo (malattie, gravi incidenti, trasferimenti fuori sede ecc.).

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3. La domanda di partecipazione all’Esame di Stato

La domanda di partecipazione all’Esame di Stato è molto più di una mera formalità: rappresenta un atto ufficiale, mediante il quale si attesta la propria volontà di sostenere l’esame, dichiarando di possedere tutti i requisiti richiesti dalla legge.

Come presentarla? Gli studenti interni devono compilare l’apposito modulo (fornito dalla segreteria scolastica), controllando attentamente i propri dati e consegnandolo all’ufficio protocollo o alla segreteria della scuola. I candidati privatisti, invece, devono inviare la domanda al Direttore Generale o Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della provincia in cui desiderano sostenere l’esame, spesso tramite raccomandata A/R o posta elettronica certificata.

Quali sono i requisiti per partecipare? Gli studenti devono aver frequentato almeno tre quarti dell’orario annuale (salvo deroghe per gravi motivi), avere la sufficienza in tutte le materie (o in quelle indicate dal regolamento), ed essere in regola con i crediti scolastici; questi si recuperano tramite risultati scolastici e attività extrascolastiche certificate. I privatisti devono presentare autocertificazioni, diplomi di scuola secondaria di primo grado e, a seconda dei casi, attestati di frequenza a corsi privati o documenti che comprovino le attività svolte.

Fondamentale, inoltre, è allegare la ricevuta del pagamento della tassa erariale: ogni candidato, sia interno sia privatista, deve versare un contributo (generalmente tra i 12 e i 15 euro) secondo le modalità indicate dal Ministero o dall’istituto. Non consegnare la ricevuta, o pagarla tardi, può invalidare l’intera domanda. Consigliabile effettuare il pagamento alcuni giorni prima della consegna, conservando sia la ricevuta originale, sia una fotocopia, per ogni evenienza.

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4. Procedimenti e documentazione da preparare entro il 30 novembre

Il rispetto della scadenza è solo l’ultimo anello di un procedimento più ampio.

Controllo dei requisiti personali: Prima di procedere alla compilazione del modulo, è essenziale verificare il proprio percorso scolastico: media voti, presenza dei crediti necessari, tasso di assenze (che non deve superare il limite consentito, salvo giustificato motivo). In questa fase è utile confrontarsi con i docenti coordinatori o con la segreteria per verificare eventuali lacune o errori nei registri elettronici.

Preparazione della domanda: Il modulo, solitamente fornito dalla scuola, va compilato con massima accuratezza: nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, indirizzo frequentato, codice ministeriale della scuola, scelta della seconda lingua straniera (se prevista), eventuali richieste particolari (prove differenziate per alunni DSA o BES). Un errore anagrafico potrebbe causare problemi nelle successive fasi amministrative o addirittura in sede d’esame.

Versamento della tassa: Il pagamento si svolge generalmente tramite bollettino postale intestato all’erario, bonifico bancario o versamento presso sportello autorizzato. Bisogna conservare la ricevuta e allegarla alla domanda, come richiesto sia dalla scuola sia dal Miur.

Consigli pratici: Non lasciare che l’ansia o la pigrizia facciano procrastinare. Predisporre la documentazione almeno una settimana prima della scadenza; chiedere agli uffici competenti la copia protocollo (fondamentale per attestare il rispetto della scadenza); in caso di dubbi, rivolgersi senza timore a insegnanti o personale amministrativo. Se si riscontrano errori nella certificazione dei crediti o nelle assenze conteggiate, richiedere subito verifica tramite apposita domanda scritta.

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5. La situazione dei candidati privatisti

Chi sono i privatisti? Nella tradizione italiana, i privatisti sono studenti che, per motivi personali o lavorativi, decidono di non frequentare una scuola autorizzata ma si preparano da soli o tramite corsi privati, affrontando l’Esame di Stato come candidati esterni. Questa figura richiama alla mente grandi personaggi come Giuseppe Parini, che studiò da privatista, o la protagonista del romanzo “La storia” di Elsa Morante, costretta a sostenere l’esame senza l’appoggio di una classe.

Differenze rispetto agli studenti interni: Il privatista, dovendo presentare domanda direttamente all’Ufficio Scolastico Regionale, deve prestare attenzione a tempistiche, modulistica e documenti. La richiesta si invia generalmente con raccomandata A/R, allegando copia del diploma precedente, certificazioni dei crediti formativi, documentazioni di residenza e, nei casi previsti, domande specifiche per la scelta del commissariato (ad esempio per chi risiede temporaneamente in un’altra regione). La documentazione da reperire è più articolata, comprendendo spesso attestazioni di idoneità, autocertificazioni e certificati di servizio se si è lavoratori.

Consigli specifici: Non bisogna sottovalutare i tempi delle poste o della trasmissione telematica. Si consiglia di inviare tutto con largo anticipo, preferendo la PEC laddove accettata. Tutti i moduli, nonché l’elenco dei documenti necessari, sono disponibili sul sito del Miur e sugli Uffici Scolastici Regionali; bisogna però tenersi costantemente aggiornati, poiché spesso vengono apportate modifiche in corso d’anno. Per la prova dei crediti formativi, predisporre con cura tutta la documentazione di attività lavorative, stage, volontariato o corsi sostenuti.

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6. I passi successivi dopo il 30 novembre

Superata la scadenza del 30 novembre, entra in gioco la fase di attesa e preparazione.

Conferma della partecipazione: È buona prassi verificare entro qualche settimana che la domanda sia stata accettata e protocollata dalla scuola o dall’Ufficio Scolastico. Nel caso di errori, mancanze o rifiuti, ci si può rivolgere subito agli uffici amministrativi per conoscere i motivi della mancata accettazione e sanare eventuali difformità.

Preparazione all’esame: Da dicembre in poi, parte la fase più intensiva di preparazione: studio quotidiano, simulazioni delle prove scritte (in particolare italiano e seconda prova d’indirizzo, temi sempre molto sentititi come emergono anche nella letteratura contemporanea), esercitazioni collettive. È importante informarsi sulle date ufficiali dell’esame, l’elenco delle materie di seconda prova (pubblicato di solito a gennaio), la composizione delle commissioni (con commissari interni ed esterni).

Emergenze e imprevisti: Chi non ha rispettato il termine del 30 novembre per gravi motivi può comunque presentare domanda entro il 31 gennaio, ma allegando la documentazione necessaria (ad esempio certificati medici, trasferimenti comprovati, ecc.). In caso di respingimento, è importante attivarsi tempestivamente per eventuali ricorsi amministrativi.

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7. Altri elementi importanti per arrivare preparati alla Maturità 2018

Date esami e calendario ufficiale: Il Miur pubblicherà in primavera le date della prima prova (di solito a metà giugno), seconda prova (il giorno successivo), terza prova per alcuni indirizzi e avvio dei colloqui orali.

Novità e suggerimenti sulle prove: Per la prima prova (italiano), prepararsi su diverse tipologie testuali: analisi del testo letterario, saggio breve, articolo di giornale, tema di attualità. A tal proposito, la letteratura italiana è ricchissima di autori e tematiche spesso ripresi nelle tracce: da Dante a Leopardi, da Pirandello a Svevo. La seconda prova varia in base all’indirizzo: greco o latino per i licei classici, matematica o fisica ai licei scientifici, diritto o economia negli istituti tecnici. Negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti regolamentari (ad esempio la doppia materia nella seconda prova); è fondamentale informarsi e allenarsi anche su queste eventualità.

Commissari esterni: Il ruolo dei commissari esterni è spesso vissuto con timore dagli studenti, ma basta ricordare che il loro giudizio si basa su criteri oggettivi e trasparenza. Dal punto di vista culturale, questo aspetto richiama il valore dell’imparzialità, cardine della scuola italiana negli ultimi decenni.

Colloquio orale: Va organizzato predisponendo tesine o percorsi multidisciplinari ben ancorati agli argomenti trattati in classe, con collegamenti logici ed efficaci. Non si tratta di un’interrogazione mnemonica, ma di saper presentare e argomentare conoscenze, utilizzando anche risorse digitali e creatività, secondo le più moderne linee guida didattiche.

Calcolo del voto finale: La valutazione della Maturità 2018 è data dalla somma dei crediti scolastici acquisiti nel triennio (fino a 25 punti), dei punteggi delle prove scritte e del colloquio. I crediti accumulati durante l’anno pesano molto: basti pensare che spesso fanno la differenza tra una promozione agli esami e una bocciatura.

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8. Conclusione

In sintesi, la scadenza del 30 novembre non è solo un adempimento amministrativo ma il primo passo concreto verso il compimento della maturità. Un appuntamento da non mancare, perché dalla sua osservanza dipende la possibilità stessa di affrontare l’esame.

Per essere davvero pronti serve organizzazione e senso di responsabilità: controllare con attenzione i requisiti, preparare in anticipo tutta la documentazione, rispettare i pagamenti, tenersi aggiornati con le informazioni della scuola e del Miur. Solo così si possono evitare contrattempi che, nella fase di accesso, potrebbero rivelarsi fatali.

Le azioni fondamentali da intraprendere sono dunque: presentare in tempo la domanda, allegare la ricevuta della tassa, verificare i requisiti richiesti e avviare da subito una preparazione metodica sia sulle prove scritte che sull’orale.

Concludendo, la Maturità rappresenta una delle prove più importanti della crescita personale. Affrontarla con consapevolezza e determinazione, già a partire dal rispetto delle scadenze, è il modo migliore per raggiungere i propri obiettivi e superare senza rimpianti questo storico, intramontabile rito di passaggio dell’adolescenza italiana.

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Appendice: consigli pratici e FAQ

- Cosa fare in caso di domanda respinta o non accolta? - Rivolgersi subito all’ufficio protocollo per conoscere le motivazioni. Se si tratta di errore formale (firme mancanti, dati errati, pagamento non registrato) c’è la possibilità di sanare entro pochi giorni mediante “integrazione documentale”. - Dove trovare assistenza? - Per qualsiasi dubbio rivolgersi alla segreteria della scuola di appartenenza, agli sportelli studenti dell’Ufficio Scolastico Regionale, oppure consultare il sito ufficiale del Miur (www.miur.gov.it). - Come gestire lo stress pre-esame e le incombenze burocratiche? - Suddividere il tempo tra studio e pratiche amministrative, organizzare eventuali simulazioni d’esame con i compagni, utilizzare le piattaforme online (come Skuola.net o Studenti.it) per scambiarsi materiali e info aggiornate. - Dove trovare la modulistica ufficiale? - Sul sito del Miur e nella sezione “Esame di Stato” dei siti degli Uffici Scolastici Regionali.

Affrontare la burocrazia con ordine e metodo è il primo esercizio di maturità richiesto agli studenti italiani. Avanti così!

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Qual è la scadenza per la domanda della Maturità 2018?

La scadenza per presentare la domanda di partecipazione alla Maturità 2018 era fissata al 30 novembre 2017. Superata questa data, solo gravi motivi documentati permettevano una proroga al 31 gennaio 2018.

Chi deve rispettare la scadenza del 30 novembre per la Maturità 2018?

La scadenza riguarda tutti gli studenti delle classi quinte degli istituti superiori statali e paritari e i candidati privatisti che intendono sostenere l'Esame di Stato 2018.

Quali documenti servono per la domanda della Maturità 2018?

Per la domanda sono necessari modulo compilato, ricevuta della tassa erariale, autocertificazioni dei titoli, certificazioni di crediti scolastici e, per i privatisti, diploma di scuola media e attestazioni di attività svolte.

Cosa rischia chi non presenta la domanda entro il 30 novembre per la Maturità 2018?

Chi non presenta la domanda entro il 30 novembre rischia di non poter accedere all'Esame di Stato; solo casi di gravi motivi permettono eccezioni con documentazione fino al 31 gennaio.

Quali differenze ci sono tra studenti interni e privatisti sulla domanda della Maturità 2018?

Gli studenti interni consegnano la domanda a scuola, i privatisti la inviano all'Ufficio Scolastico Regionale con documenti più dettagliati e spesso tramite raccomandata o PEC.

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