La Sardegna in sintesi: territorio, province e settori primario, secondario e terziario per ragazzi DSA
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 11.01.2026 alle 11:46
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 10.12.2025 alle 17:04
Riepilogo:
Sardegna: isola autonoma dal paesaggio vario; economia su turismo, agricoltura e pastorizia, e rinnovabili. Sfide: isolamento e disoccupazione.
La Sardegna è un'isola situata nel Mediterraneo occidentale ed è parte integrante della Repubblica Italiana, con un'autonomia statutaria riconosciuta. Questa rappresenta una delle regioni a statuto speciale del nostro paese, insieme alla Sicilia, al Trentino-Alto Adige, alla Valle d'Aosta e al Friuli Venezia Giulia. La sua condizione di autonomia implica una legislazione propria e una maggiore indipendenza gestionale nei confronti del governo centrale, con competenze esclusive in svariate materie, dalla sanità all'istruzione, fino alla cultura e all'ambiente.
Il territorio della Sardegna si estende per circa 24.090 chilometri quadrati, facendone la seconda isola più grande del Mediterraneo, subito dopo la Sicilia. La geografia sarda è variegata e affascinante, caratterizzata principalmente da una natura maestosa e spesso incontaminata. La costa, lunga circa 1.84 chilometri, varia notevolmente: da spiagge sabbiose e acque cristalline come quelle della Costa Smeralda, sino a frastagliate scogliere come quelle del Sulcis Iglesiente. L'entroterra è prevalentemente montuoso, con il massiccio più elevato rappresentato dal Gennargentu, il cui punto più alto è Punta La Marmora, che raggiunge i 1.834 metri. Inoltre, la regione presenta una particolare abbondanza di piani basaltici e altopiani, più che valli fluviali strette.
Dal punto di vista amministrativo, la Sardegna è suddivisa in quattro province e una città metropolitana. Le province sono: Sassari, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna, mentre la città metropolitana è Cagliari. Questa suddivisione amministrativa garantisce una gestione più efficiente delle risorse locali, rispondendo meglio alle esigenze di ciascun territorio. Sassari, situata a nord-ovest dell'isola, è la provincia più grande per estensione e offre una miscela di storia, arte e natura. Nuoro, che si trova nell'area centrale, è spesso considerata il cuore culturale della Sardegna, grazie anche alla figura del premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda. Oristano, posizionata sulla costa occidentale, è famosa per i suoi siti archeologici e le tradizioni antiche, come la Cavalcata Sarda. Infine, Sud Sardegna e Cagliari, collocata nel sud dell'isola, rappresentano il centro economico e amministrativo della regione.
La Sardegna presenta un'economia diversificata tra i settori primario, secondario e terziario. Il settore primario, sebbene non sia il più rilevante in termini di contributo al PIL regionale, mantiene una particolare importanza sia culturale che tradizionale. L'agricoltura sarda è dominata dalla produzione di cereali come il grano, l'orzo e l'avena, ma non mancano le colture di ortaggi, frutta e vigne. In particolare, il vino Cannonau ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale. Anche il comparto zootecnico è fondamentale, con la pastorizia che rappresenta una delle attività principali: la Sardegna è rinomata per i suoi formaggi, tra cui spicca il pecorino sardo. La pesca, in particolare quella del tonno e del pesce azzurro, è altrettanto significativa.
Il settore secondario ha storicamente avuto un ruolo importante, soprattutto nell’industria mineraria, la quale ha conosciuto il suo apice tra il XIX e il XX secolo. Tuttavia, con la progressiva chiusura di molte miniere, si è assistito a un ridimensionamento di questa attività. Nonostante ciò, l'industria manifatturiera rimane presente, includendo il comparto alimentare, tessile e delle costruzioni. Recentemente, si è registrato un crescente interesse verso le energie rinnovabili, soprattutto eolica e solare, che stanno diventando una componente sempre più significante dell'economia isolana.
Il settore terziario è, di gran lunga, il più rilevante e dinamico per l’economia sarda. Il turismo rappresenta la principale fonte di reddito, attratto dalla straordinaria bellezza naturale dell'isola, le sue spiagge, la ricchezza storica e culturale dei suoi siti archeologici, e la particolare identità linguistica e tradizionale. Le aree più turistiche includono la già menzionata Costa Smeralda, il Golfo di Orosei e l'arcipelago della Maddalena. Tuttavia, la Sardegna non si limita al turismo balneare: sta riscontrando un crescente successo il turismo enogastronomico, culturale e sportivo, come il trekking e il biking.
Un altro settore di grande rilevanza è quello dei servizi pubblici, che si articolano in sanità, istruzione, e trasporti. Anche il settore tecnologico e delle comunicazioni sta guadagnando terreno, grazie a investimenti in innovazione e sviluppo che mirano a rendere l'isola un polo tecnologico di rilievo nel Mediterraneo. In aggiunta, il tessuto bancario e assicurativo, pur con le sue peculiarità insulari, rappresenta un altro cardine dell’economia terziaria.
Nonostante questi sviluppi positivi, la Sardegna affronta ancora numerose sfide. L'isolamento geografico comporta costi elevati di trasporto e logistica, sia per persone che per merci, rappresentando un ostacolo notevole per la competitività economica. Inoltre, problemi come la disoccupazione giovanile e il calo demografico richiedono interventi strutturali di ampio respiro e una programmazione strategica a lungo termine.
In sintesi, la Sardegna è una regione affascinante e complessa, con un territorio variegato, una ricca eredità culturale e una faretra di settori economici che offrono sia opportunità che sfide. L’isola rappresenta un mix unico di tradizione e modernità, immerso in un contesto naturale tra i più belli e suggestivi d’Europa.
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