Tema

Un paziente con edentulia parziale trattato con una protesi scheletrica in cromo-cobalto: utilizzo dei denti pilastro naturali 46, 44 e 34 (Sistema Internazionale di Lettura Arcate Dentarie) e descrizione dei procedimenti per la realizzazione.

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 10.01.2026 alle 15:59

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

La protesi scheletrica in cromo-cobalto richiede impronte, modellazione in cera, fusione e rifinitura per garantire comfort, estetica e funzionalità.

La realizzazione di una protesi scheletrica per un paziente con edentulia parziale è un processo complesso che richiede precisione e competenze specialistiche. Nell'ambito del contesto descritto, la protesi scheletrica sarà ancorata ai denti pilastro naturali 46, 44 e 34, secondo il Sistema Internazionale di Lettura Arcate Dentarie. Vediamo il procedimento dalla fase iniziale dell'impronta in gesso fino alla fusione finale.

Il primo passaggio consiste nel prendere un'impronta dettagliata delle arcate dentarie del paziente mediante un materiale da impronta come l'alginato. Una volta presa l'impronta, si colerà del gesso per ottenere un modello accurato delle strutture dentali del paziente, che servirà come guida fondamentale per l'intero processo di fabbricazione della protesi.

Successivamente, si progetta lo scheletro metallico della protesi. L'odontotecnico modellerà una struttura preliminare in cera sul modello in gesso del paziente. Questa fase richiede grande attenzione ai dettagli, poiché lo scheletro in cera determina la forma e l'adattamento della futura protesi. Una corretta modellazione in cera è essenziale per garantire il comfort e la funzionalità della protesi definitiva.

Una volta completata la modellazione, si passa alla tecnica della fusione a cera persa. Questa tecnica consiste nel rivestire la struttura in cera con un materiale refrattario, creando una muffola. Dopo l'indurimento, la cera viene sciolta e colata fuori, creando una cavità che rispetta esattamente la forma della struttura in cera originaria.

Il prossimo passaggio consiste nella scelta e nella preparazione della lega metallica per lo scheletro. In questo caso, si utilizza una lega di cromo-cobalto, scelta per le sue proprietà di resistenza, leggerezza e biocompatibilità. Questa lega è ampiamente utilizzata in odontoiatria protesica non solo per queste proprietà, ma anche per la sua resistenza alla corrosione e la capacità di essere lucidabile a specchio, migliorando così l'estetica della protesi.

Il cromo-cobalto, tuttavia, non è privo di problematiche. Durante la fusione a cera persa, è essenziale controllare attentamente la temperatura. Il cromo-cobalto fonde a temperature elevate e richiede un sistema di fusione che possa raggiungere almeno 135-140 gradi Celsius. Errori nella gestione della temperatura possono portare a una fusione incompleta o alla formazione di difetti nella struttura del metallo, come porosità o inclusioni di gas. Queste problematiche possono compromettere la resistenza meccanica della protesi e influenzarne l'adattamento o la durata.

Dopo la fusione, il metallo viene lasciato raffreddare e solidificare, dopodiché la muffola di materiale refrattario viene rotta per estrarre lo scheletro metallico. Quest'ultimo dovrà essere rifinito per eliminare eventuali irregolarità superficiali e lucidato per ottenere una superficie liscia e brillante, garantendo così una migliore estetica e una maggiore tolleranza da parte dei tessuti orali.

Infine, lo scheletro così ottenuto viene provato in bocca al paziente e, se necessario, verranno apportate le ultime modifiche per ottenere un adattamento ottimale. Una volta confermata la precisione e il comfort della struttura metallica, si procede alla sostituzione dei denti mancanti con elementi protesici artificiali, realizzati in materiali estetici quali resina acrilica o ceramica, a seconda delle esigenze estetiche e funzionali del paziente.

In sintesi, la realizzazione di una protesi scheletrica in cromo-cobalto per un paziente con edentulia parziale è un processo articolato, che comporta diverse fasi: dalla presa dell'impronta in gesso, alla modellazione in cera e alla complessa fase di fusione del metallo. Ogni fase richiede precisione e attenzione ai dettagli per garantire un risultato funzionale e soddisfacente tanto dal punto di vista estetico quanto da quello funzionale.

Domande frequenti sullo studio con l'AI

Risposte preparate dal nostro team di tutor didattici

Quali sono le fasi principali per realizzare una protesi scheletrica in cromo-cobalto?

Le fasi principali sono: presa dell'impronta, realizzazione del modello in gesso, modellazione in cera, fusione in cromo-cobalto, rifinitura e prova della protesi in bocca.

A cosa servono i denti pilastro naturali 46, 44 e 34 nella protesi scheletrica?

I denti 46, 44 e 34 fungono da supporto stabile per ancorare la protesi scheletrica e garantirne la funzionalità e l'adattamento.

Perché si utilizza il cromo-cobalto in una protesi per edentulia parziale?

Il cromo-cobalto offre resistenza, leggerezza, biocompatibilità e resiste bene alla corrosione, migliorando la durata e l'estetica della protesi.

Come influisce la temperatura sulla fusione del cromo-cobalto nella protesi scheletrica?

Una corretta temperatura di almeno 135-140°C evita difetti come porosità e assicura una struttura metallica resistente e ben formata.

Quali sono i materiali usati per sostituire i denti mancanti dopo la realizzazione dello scheletro?

I materiali più usati sono resina acrilica e ceramica, scelti per rispondere alle esigenze estetiche e funzionali del paziente.

Scrivi il tema al posto mio

Vota:

Accedi per poter valutare il lavoro.

Accedi