Il primo anno al liceo delle scienze umane: un'esperienza positiva e l'ispirazione di Don Lorenzo Milani
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 14.01.2026 alle 11:19
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 23.05.2025 alle 12:21
Riepilogo:
Il primo anno al liceo delle scienze umane è stato ricco di emozioni, crescita, amicizie e ispirazione grazie agli insegnamenti di Don Milani.
Il mio primo anno al liceo delle scienze umane è stato un viaggio ricco di emozioni e scoperte. Ricordo ancora il primo giorno: varcando la soglia dell'edificio scolastico, sentivo una combinazione di tensione e curiosità che accompagna ogni nuovo inizio. L'idea di frequentare una scuola superiore, con un programma focalizzato sull'essere umano e le sue complesse dinamiche, mi dava la sensazione di intraprendere un percorso significativo e trasformativo.
Sin dai primi giorni ho trovato nei miei compagni di classe un gruppo accogliente e stimolante. Pur provenendo da esperienze diverse, condividevamo tutti un desiderio comune: conoscerci meglio e comprendere il mondo intorno a noi. Il senso di comunità che si è creato rifletteva perfettamente gli insegnamenti di Don Lorenzo Milani, un educatore che ha dedicato la sua vita a combattere le disuguaglianze sociali e a promuovere un'educazione inclusiva. La sua esperienza alla Scuola di Barbiana spesso ci ispirava durante le lezioni, quando esploravamo argomenti che spaziavano dai classici della letteratura alle teorie psicologiche.
Le materie che studiavamo, come psicologia, pedagogia, sociologia e antropologia, non erano semplici discipline da imparare, ma finestre aperte sul mondo. Erano strumenti attraverso i quali potevamo interpretare la realtà e noi stessi. Il nostro professore di psicologia, in particolare, aveva un approccio ispirato a quello di Don Milani: ci incoraggiava a pensare criticamente, a non accettare passivamente le informazioni, ma a indagare e approfondire le nostre conoscenze con curiosità e impegno.
Le lezioni si trasformavano spesso in laboratori di dialogo, in cui ciascuno di noi poteva esprimere liberamente le proprie idee, senza il timore di essere giudicato. Questo clima di apertura e rispetto era essenziale per il nostro apprendimento. Discutere di personalità, di sviluppo umano e di meccanismi mentali, cercando di connettere le teorie con le esperienze quotidiane, rendeva ogni lezione stimolante. Analizzare i bisogni umani, le emozioni e le dinamiche interpersonali era particolarmente affascinante per me.
Ero profondamente ispirata dalle storie di Don Milani, un uomo che sapeva trasformare la sua aula in un luogo di crescita personale e comunitaria. La passione e la dedizione che metteva nel suo insegnamento erano un esempio per noi. Ci insegnava che educare significa prima di tutto prendersi cura dell'umanità di chi abbiamo di fronte, riconoscendo l'individualità e valorizzando il potenziale unico di ogni persona.
Spesso mi chiedevo come potessimo applicare questi principi nella nostra classe. Durante i progetti di gruppo, mi impegnavo per fare in modo che tutti si sentissero inclusi e avessero l'opportunità di contribuire, proprio come Don Milani faceva con i suoi allievi. Imparavo a conoscere i miei compagni, i loro punti di forza e le loro difficoltà, ricevendo a mia volta lo stesso supporto. Questo scambio ci rafforzava come gruppo e ci avvicinava.
Non posso dimenticare le numerose discussioni sull'importanza dell'istruzione come strumento di emancipazione. Don Milani sosteneva che la cultura sia l'unico mezzo con cui i poveri e gli emarginati possono superare le barriere sociali. A scuola, cercavamo di mettere in pratica questa filosofia, aiutandoci a vicenda nel superare le difficoltà accademiche e personali. Ogni giorno rappresentava un'opportunità per esercitare la solidarietà e l'empatia, valori che sono diventati parte integrante del nostro percorso formativo.
Questo primo anno al liceo è stato un'autentica avventura di crescita, non solo per le conoscenze acquisite, ma soprattutto per le persone che ho incontrato e con cui ho avuto il privilegio di costruire una comunità fondata sul rispetto e la collaborazione. Uscire da scuola ogni pomeriggio con nuovi spunti di riflessione e la voglia di tornare il giorno successivo era una sensazione impagabile, portando con me l'eredità positiva del pensiero di Don Lorenzo Milani.
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