Testo argomentativo su “La formica argentina” di Italo Calvino
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 19.02.2026 alle 16:25
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 16.02.2026 alle 12:50
Riepilogo:
Scopri il significato della formica argentina in Calvino e come affrontare temi complessi sulla società e i problemi quotidiani. 🐜
"La formica argentina" è un racconto scritto da Italo Calvino, pubblicato per la prima volta nel 1952. La narrazione è collocata in un piccolo paese costiero della Liguria, dove i protagonisti si trovano ad affrontare un'insolita proliferazione di formiche argentine. Quella che a prima vista sembra una semplice difficoltà domestica, si rivela presto una metafora per temi ben più complessi, tra cui l'invadenza dei problemi irrisolvibili nella vita quotidiana e l'impotenza dell'uomo di fronte a fenomeni che sfuggono al controllo.
La scelta della formica argentina come elemento centrale del racconto non è casuale. Questa specie di formica, scientificamente nota come "Linepithema humile", è originaria del Sud America ed è conosciuta per la sua capacità di adattamento e di invasione in territori diversi. Introdotta in Europa agli inizi del XX secolo, la formica argentina è diventata un simbolo di minaccia ecologica e di squilibri ambientali. Calvino utilizza queste caratteristiche biologiche come metafora della diffusione di problemi che, se non affrontati tempestivamente, possono radicarsi e proliferare al punto da diventare inestricabili.
Il protagonista del racconto e la sua famiglia si trasferiscono in una nuova casa, sperando di trovare tranquillità e serenità. Tuttavia, la realtà con cui si confrontano è ben diversa. La casa è infestata da formiche, che si rivelano essere ovunque, insinuandosi incessantemente in ogni angolo. Tentano di liberarsi di queste formiche in vari modi, ma ogni sforzo sembra vano. Qui, Calvino coglie l'occasione per sollevare un aspetto cruciale: la difficoltà di fronteggiare e risolvere le problematiche contemporanee che, come le formiche, s’insidiano in modo pervasivo nelle nostre vite.
L'autore descrive con abilità l'incontro del protagonista con i vicini, che a loro volta condividono esperienze simili con le formiche. Viene introdotto il personaggio del commendatore Brauni, un imprenditore che ha messo in piedi una ditta specializzata nella disinfestazione. Nonostante le sue promesse di successo, il commendatore risulta inefficace, rivelando come talvolta chi si professa esperto o risolutore di problemi non riesca a proporre soluzioni concrete e durature. Questa riflessione induce il lettore a considerare criticamente le autorità e gli "esperti" che si propongono di risolvere difficoltà senza riuscire veramente a farlo.
Nel racconto, la formica argentina diviene anche il simbolo delle tensioni sociali ed economiche. Da un lato, rappresenta l'invasione di elementi esterni che disturbano l'apparente tranquillità quotidiana; dall'altro lato, simboleggia uno scacco che riguarda l'intera comunità, che cerca di resistere individualmente al problema, piuttosto che adottare uno sforzo comune e concertato. La mancanza di collaborazione e l'isolamento degli individui è una critica sottile di Calvino alla società del suo tempo, ma che rimane sorprendentemente attuale anche oggi.
Infine, la narrazione si chiude lasciando il problema irrisolto, con l'implicazione che i protagonisti dovranno continuare a convivere con la presenza delle formiche. Questa conclusione ha un significato potente: non tutti i problemi possono essere risolti, e alcuni richiedono adattamento più che eliminazione. Calvino suggerisce che la resistenza, la resilienza e l'accettazione siano spesso le uniche risposte possibili di fronte a certe situazioni.
In "La formica argentina", Italo Calvino riesce a intrecciare finzione e realtà, utilizzando una storia apparentemente semplice per aprire discussioni su tematiche profonde e complesse. La metafora delle formiche argentine non è solamente legata alla difficoltà di eliminare problemi concreti, ma si estende a un'analisi della società, delle relazioni umane e della capacità o incapacità dell'uomo di controllare il proprio ambiente. Tale racconto continua a suscitare riflessioni anche a distanza di decenni dalla sua pubblicazione, confermando la maestria dell'autore nel tradurre la concretezza della vita in narrazione letteraria.
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