Racconto storico fantasioso per un bambino di quinta elementare: Francesco e il suo cane Mimmo nell'epoca di Alessandro Magno
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 13.01.2026 alle 12:43
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 12.03.2025 alle 16:40
Riepilogo:
Scopri un racconto storico fantasioso per quinta elementare: Francesco e cane Mimmo con Alessandro Magno; impara nozioni storiche, lessico e spunti per tema.
C'era una volta, tanto tempo fa, un bambino di nome Francesco che viveva in un piccolo villaggio nell'antica Macedonia, durante l'epoca di Alessandro Magno. Francesco era un ragazzino vivace e curioso, sempre accompagnato dal suo fedele cane, Mimmo. Insieme, esploravano le colline e i boschi intorno al loro villaggio, sognando di vivere grandi avventure.
Un giorno, mentre giocavano vicino a un ruscello, Francesco vide qualcosa brillare sotto l'acqua. Si avvicinò per vedere meglio e scoprì che era una moneta d'oro. "Guarda, Mimmo! Una moneta!", esclamò emozionato. Decise di portarla a casa per mostrarla ai suoi genitori, ma mentre si avviava al villaggio, incontrò un vecchio saggio che viveva lì.
Il saggio, vedendo la moneta, spiegò a Francesco che si trattava di una moneta utilizzata durante le campagne di Alessandro Magno. "Questa moneta apparteneva a un soldato che ha combattuto al fianco di Alessandro", disse il saggio. "Si dice che chi trova una moneta come questa possa viaggiare indietro nel tempo."
Francesco non ci poteva credere, ma il saggio gli diede un piccolo amuleto e gli spiegò come usarlo. "Se desideri conoscere Alessandro, tieni la moneta e l'amuleto stretti tra le mani e chiudi gli occhi. Pensa al tempo di Alessandro e forse il tuo desiderio si avvererà", spiegò il vecchio.
Col cuore che batteva all'impazzata per l'eccitazione, Francesco fece esattamente come gli era stato detto. Improvvisamente, avvertì una strana sensazione e, poco dopo, si trovò in un campo dove i soldati stavano marciando. Guardandosi intorno, si rese conto che era davvero tornato indietro nel tempo!
In lontananza, vide il maestoso Alessandro Magno a cavallo del suo leggendario destriero, Bucefalo. Senza pensarci due volte, Francesco decise di avvicinarsi per vederlo da vicino. Mimmo, il suo cane, lo seguiva a ruota, scodinzolando felice e ignaro della grandiosità del momento.
Non appena fu abbastanza vicino, uno dei soldati avvistò Francesco e gridò: "Un ragazzo! Chi sei e cosa fai qui?" Francesco, intimidito, non sapeva cosa rispondere, ma fortunatamente Alessandro, con un sorriso gentile, si avvicinò per vedere il piccolo intruso. "Non temere, piccolo amico. Sono Alessandro. Come ti chiami?" domandò con voce calda.
"Mi chiamo Francesco, e questo è il mio cane, Mimmo", rispose il ragazzo, ancora incredulo di trovarsi al cospetto di una figura così leggendaria. Alessandro rise di cuore, trovando strano un bambino con un cane in mezzo al suo accampamento militare. "Hai uno spirito avventuroso, Francesco. Vuoi unirti a noi per un po'?"
Francesco accettò con entusiasmo, e presto si ritrovò a vivere giornate incredibili al fianco di Alessandro e dei suoi soldati. Ogni giorno era una nuova avventura: imparò a conoscere la vita di un esercito, vide le mappe delle terre sconosciute e udì storie straordinarie di conquiste e culture lontane.
Tuttavia, più il tempo passava, più Francesco sentiva la mancanza dei suoi genitori e del suo villaggio. Una sera, seduto intorno al fuoco accanto ad Alessandro, raccontò al grande condottiero quanto fosse felice di aver vissuto quell'avventura, ma che sentiva il bisogno di tornare a casa. Alessandro comprese e, con un sorriso, consegnò a Francesco un simbolico medaglione, come ricordo della loro amicizia.
Con il medaglione al collo e Mimmo al suo fianco, Francesco usò nuovamente la moneta e l'amuleto come il saggio gli aveva insegnato. In un battito di ciglia, si ritrovò di nuovo vicino al ruscello, nel suo tempo, come se nulla fosse cambiato, ma nel cuore portava i ricordi indelebili della sua straordinaria avventura.
Francesco tornò a casa, accolto dall'abbraccio caloroso della sua famiglia. Da quel giorno in poi, ogni volta che vedeva una moneta o trovava un vecchio oggetto nei campi, ricordava con un sorriso quell'avventura incredibile vissuta con il grande Alessandro Magno, sapendo che i veri viaggi non sono solo quelli vissuti, ma anche quelli che serbiamo nei nostri cuori.
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