Riassunto su Tiberio e i Gracchi
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.01.2026 alle 11:27
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 21.01.2026 alle 10:50
Riepilogo:
Scopri il ruolo di Tiberio Gracco e le sue riforme agrarie che cambiarono la Repubblica Romana e le tensioni sociali del suo tempo 📚
Il confronto tra Tiberio Gracco e il contesto storico in cui visse ci riporta a uno dei periodi più affascinanti e tumultuosi della storia romana: la tarda Repubblica. Tiberio Sempronio Gracco, nato nel 163 a.C., apparteneva a una delle famiglie più illustri di Roma e giocò un ruolo cruciale nel portare alla luce le tensioni sociali e politiche di quel tempo.
Tiberio Gracco si fece strada nella politica romana in un periodo di profondi cambiamenti economici e sociali. Le numerose guerre intraprese da Roma, in particolare contro Cartagine e nelle regioni orientali, avevano arricchito la città e aumentato la sua influenza nel Mediterraneo. Tuttavia, queste conquiste avevano avuto effetti negativi sulla popolazione rurale italiana. Molti piccoli contadini erano stati costretti ad abbandonare le loro terre, spesso vendendole ai ricchi proprietari terrieri, che le trasformavano in grandi proprietà gestite da schiavi. Questo fenomeno aveva spinto una parte crescente della popolazione rurale verso Roma, creando un proletariato urbano sempre maggiore e spesso senza lavoro.
Nel 133 a.C., Tiberio Gracco fu eletto tribuno della plebe, una carica che gli conferiva il potere di proporre nuove leggi e di opporre il veto alle decisioni del Senato. La sua principale iniziativa politica fu una riforma agraria volta a redistribuire la terra pubblica posseduta illegalmente dai grandi proprietari terrieri. La Lex Sempronia Agraria mirava a ristabilire i limiti legali di possesso della terra pubblica favorendo i cittadini più poveri, con l'obiettivo di ristabilire l'equilibrio sociale e militare di Roma ripopolando il ceto medio rurale.
La proposta incontrò una forte resistenza da parte dell'élite senatoria, che vedeva minacciati i propri interessi economici e il proprio potere politico. Nonostante l'opposizione, Tiberio si adoperò per far passare la sua legge direttamente attraverso i comizi tributi, bypassando il controllo senatorio. Questo atto fu considerato rivoluzionario e suscitò profonde tensioni tra le fazioni politiche.
La vicenda di Tiberio Gracco è particolarmente emblematica per la violenza che segnò il suo scontro con l'aristocrazia. Dopo aver tentato di ottenere una rielezione come tribuno della plebe per completare la sua opera, Gracco fu accusato dai suoi nemici di aspirare alla tirannia. Nel 133 a.C., durante un'assemblea pubblica, scoppiò una rivolta e Tiberio fu ucciso insieme a molti dei suoi sostenitori dagli uomini guidati da Scipione Nasica. Questo evento segnò la prima volta in cui la violenza politica veniva utilizzata all'interno delle istituzioni repubblicane romane.
La morte di Tiberio Gracco rappresentò un punto di svolta per la Repubblica Romana. Sebbene la sua riforma agraria fosse temporaneamente implementata e il suo movimento trovasse un successore nel fratello minore Gaio Gracco, la violenza della sua uccisione e la decisione di mettere da parte le normali procedure politiche a favore del conflitto fisico anticiparono il declino delle istituzioni repubblicane e l'inizio di un periodo di disordini civili.
In conclusione, il tentativo di Tiberio Gracco di riformare il sistema agrario romano non fu solo un episodio di politica economica, ma inaugurò una nuova era di lotte sociali e politiche che segnarono il cammino verso la trasformazione inevitabile di Roma. La sua vita e la sua morte evidenziarono le fratture interne al tessuto statale romano, amplificando la crisi istituzionale e sociale che avrebbe portato alla fine della Repubblica e all'ascesa dell'Impero sotto Augusto. Tiberio Gracco resta un simbolo della lotta contro le disuguaglianze e un monito sui pericoli derivanti dalla trascuratezza delle ingiustizie sociali.
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