Un articolo di costumi ispirato ai testi di José de Larra: Critica all'organizzazione statale, con particolare attenzione ai trasporti pubblici
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 13.02.2026 alle 13:07
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 12.02.2026 alle 13:15
Riepilogo:
Scopri la critica di José de Larra sull'organizzazione statale e i trasporti pubblici italiani. Analisi dettagliata per studenti delle scuole superiori 📚
Non prendetelo al volo: un viaggio attraverso i trasporti pubblici italiani
Ah, i trasporti pubblici italiani! Nulla meno che un'esperienza unica, un'avventura quotidiana che spesso somiglia più a una corsa a ostacoli che a un viaggio sereno. In perfetta sintonia con i celeberrimi "artículos de costumbres" di Mariano José de Larra, oggi ci accingiamo a esplorare l'epopea del trasporto pubblico, quel famigerato aspetto dell'organizzazione statale che tutti amiamo odiare.
Al centro di questo meraviglioso disastro c'è Roma, la città eterna, non certo per la sua efficienza nei trasporti. I pendolari romani sono ormai esperti in attese interminabili, decisi a sfidare le intemperie sui binari pur di arrivare a destinazione con solo qualche ora di ritardo. Treni e autobus in ritardo sono un culto, quasi una tradizione, tanto che si vocifera che siano stati istituiti dei premi per i migliori ritardi. Una metropolitana che sembra più archeologia vivente che un rapido mezzo di spostamento contribuisce ad esacerbare la situazione, lasciando milioni di cittadini a chiedersi se non sia più veloce tornare al vecchio e caro cavallo.
Un capitolo a parte merita la manutenzione delle infrastrutture, una pratica così esotica da sembrare appartenente ad un’altra era geologica. Guasti tecnici sono all’ordine del giorno, punteggiati da episodi di linee metropolitane ferme e mezzi di superficie che arrancano, tanto che gli utenti — e perfino i turisti, ahimè — propongono che la sopravvivenza sui mezzi romani diventi disciplina olimpica. Un rapporto dell'Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma mostra numeri degni di una classifica dell’assurdo: un impressionante 80% delle segnalazioni degli utenti riguarda queste ineffabili interruzioni del servizio.
E che dire della flotta dei mezzi di trasporto? Obsoleta è dire poco. Gli autobus, veri e propri pezzi da museo, sono più simili a carri balbettanti che a mezzi di trasporto, mentre le linee, a tratti quasi leggendarie, faticano a coprire le aree della città, regalando a certe zone periferiche un'esclusività dettata da scarsità di collegamenti. Naples, o Napoli per i meno avvezzi, non è da meno; ci si chiede se il pendolarismo qui sia un esperimento sociale sulla pazienza umana piuttosto che un semplice spostamento.
Trenitalia, invece, ci regala una performance degna di un dramma teatrale con i suoi famosi ritardi ferroviari regionali. L'alta velocità, gioiello della compagnia, non riesce a nascondere il tallone d'Achille rappresentato dai treni regionali, dove accalcamento e ritardi sembrano uno sport nazionale. Sfido chiunque a trovarsi un posticino nei vagoni durante le ore di punta senza provare un brivido di disperazione.
Ah, ma il vero capolavoro sta nella mancanza di interconnessione tra i vari mezzi di trasporto, orchestrata con la stessa logica degli scacchi alla cieca. Coordinamento? Pianificazione integrata? Parole difficili! Meglio donare ai cittadini quel delizioso esercizio di pazienza e creatività necessario per passare da un autobus a un treno, scoraggiandoli sapientemente dall’usare il trasporto pubblico e incentivando l’inquinamento delle automobili private.
Infine, la cerebrale complessità della macchina burocratica è la ciliegina sulla torta, dando vita a un sistema di gestione che fa concorrenza ai labirinti di Minosse. Gli investimenti sono una sinfonia incompiuta, spesso bloccati in paludi burocratiche, mentre il coordinamento tra enti sembra ispirato al miglior caos creativo.
In sintesi, il trasporto pubblico italiano è una sfida che richiede interventi drastici e una pianificazione più avveduta e coerente. Ma, con una punta di ironia, siamo certi che, lungi dall’esserci illusioni di un miglioramento, almeno il nostro amato sistema di trasporti ci offre la confortante certezza dell’imprevedibilità. Buon viaggio, quindi, a chi ha il coraggio di affrontare questa avventura quotidiana!
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